IMESI - Istituto Mediterraneo Studi Internazionali

IMESI - Istituto Mediterraneo Studi Internazionali L'istituto Mediterraneo Studi internazionali si occupa di formazione e ricerca nel campo degli studi giuridici, storico filosofici, politici e sociali .

SUL CARATTERE DISTRUTTIVO DI ISRAELE: AIPAC E IDFWalter Benjamin, in un importante saggio sul carattere distruttivo, oss...
23/06/2026

SUL CARATTERE DISTRUTTIVO DI ISRAELE: AIPAC E IDF

Walter Benjamin, in un importante saggio sul carattere distruttivo, osservava che quest’ultimo: […] non vede niente di durevole. Ma proprio per questo vede dappertutto delle vie. Ma poiché vede dappertutto una via, deve anche dappertutto sgomberare la strada. Non sempre con cruda violenza, talvolta anche con violenza raffinata (Benjamin 1995, p. 12). Il caso di Israele riprende in pieno questa definizione che potremmo definire a tenaglia: da un lato vi è l’esercito israeliano (IDF) che sul campo di guerra rastrella con continui raid e bombardamenti masse di civili; da un altro lato, sul versante americano, negli interstizi del potere, vi è l’AIPAC (American Israel Public Affairs Committee) che è un’organizzazione che promuove il forte legame tra gli Stati Uniti e lo stato di Israele. Quest’ultima, con la finalità di questa promozione del legame tra le due potenze, svolge attività come pressione politica o finanziamenti elettorali. Come riporta InsideOver negli ultimi 3 anni l’IDF ha occupato militarmente Gaza, Libano meridionale e Siria meridionale. Israele ha praticamente coperto un’area di 1000 km² illegalmente e senza mai adeguarsi ad un cessate il fuoco che continuamente viene proposto. Dunque la strategia dell’esercito israeliano non risulta soltanto basata sulla distruzione di massa della popolazione di specifici stati con la scusa di scovare ogni nascondiglio Hezboallah, ma si identifica con una logica di conquista territoriale razionalizzata con la finalità di creare quelle che vengono da Israele stesso definite come “zone cuscinetto” per la gestione di un potere che pian piano si sta espandendo su gran parte del Medio Oriente. Nel frattempo, nella grande mela, il sindaco Mamdani cita Antonio Gramsci criticando l’avvento del nuovo mondo dei mostri e l’orrore promosso dall’AIPAC, definendo quest’ultima come un “sistema che è sinonimo di immoralità”.

Da giorni non si fa altro che parlare dell’era del generale Vannacci e dell’avvento di una politica dell’alternativa. Il...
18/06/2026

Da giorni non si fa altro che parlare dell’era del generale Vannacci e dell’avvento di una politica dell’alternativa. Il generale, che sembra essere l’unico con questo titolo al parlamento europeo (così ha risposto in trasmissione a Bianca Berlinguer), nell’ultimo sondaggio politico sorpassa la Lega con un 5,9% di preferenze. Il nuovo programma politico di Futuro Nazionale è stato dato alla vita e sembra constare di ben 140 pagine. Lorenzo Gasperini, che sembrerebbe esser rimasto “folgorato” dalla figura del generale, rappresenta l’autore di questo monumento della politica del cambiamento. Oltre che essere l’ideologo del partito. Tale manifesto di Futuro Nazionale tratta di un insieme di concetti e parole con la stessa iniziale maiuscola di cui parlava Furio Jesi in un’intervista del 1979 e nella quale gli veniva chiesto cosa fosse la cosiddetta cultura di destra: “E’ la cultura entro la quale il passato è una sorta di pappa omogeneizzata che si può modellare nel modo più utile, in cui si dichiara che esistono valori non discutibili, indicati da parole con l’iniziale maiuscola”. D’altronde si tratta di parole come: Virtù, Identità, Tradizioni, Eccellenza. Un programma, dunque, che tra i punti prioritari presenta: Sovranità Nazionale, Immigrazione e Re-migrazione, Sicurezza e Giustizia. Tutti temi, quest’ultimi, che con un’accurata percezione del mezzo comunicativo utilizzato - una percezione ben consapevolizzata - giungono all’orecchio dell’elettore nostalgico portandolo direttamente verso l’identificazione. Roberto Vannacci sta cercando di attuare un progetto per una destra alternativa in modo tale da ripensare gli equilibri della politica. Con il suo nuovo partito, sovranista e conservatore, insieme ad una consapevolezza dello strumento mediatico, attraverso cui slogan provocatori e titanici vengono continuamente adoperati per generare dibattito e implicitamente regolare una propaganda sulla sua figura, sta giocando su due fronti: da un lato cerca di porsi come il punto di riferimento dell’elettorato scontento della Lega e dall’altro non accetta un’alleanza con il centro destra diventando probabilmente più funzionale alla sinistra, come ha detto il premier Giorgia Meloni.
Staremo a vedere cosa produce questo nuovo progetto che “sa di antico”.

Con orgoglio vi informiamo che il nostro progetto “A scuola di Costituzione” è stato ammesso dal Comune di Palermo alle ...
16/06/2026

Con orgoglio vi informiamo che il nostro progetto “A scuola di Costituzione” è stato ammesso dal Comune di Palermo alle votazioni per essere finanziato con i fondi per la democrazia partecipata.

Si tratta di un laboratorio di formazione rivolto agli stranieri residenti in città che intende approfondire i principi costituzionali per favorirne la partecipazione attiva alla vita democratica della città.
Poiché i fondi del Comune andranno ai progetti più votati, vi chiediamo di supportarci, accedendo al link che segue con SPID o CIE ed esprimendo il vostro voto.
Il nostro progetto è intitolato “CIRCOSCRIZIONE III - A scuola di costituzione. Progetto di educazione civica, partecipazione democratica e supporto all'accesso alla cittadinanza”.

Possono votare tutti i residenti a Palermo.

È un gesto semplicissimo!

Svolta in Medio Oriente: firmato l’accordo USA-IranIl presidente Donald Trump canta vittoria dal G7 di Evian, assicurand...
15/06/2026

Svolta in Medio Oriente: firmato l’accordo USA-Iran

Il presidente Donald Trump canta vittoria dal G7 di Evian, assicurando che lo Stretto di Hormuz riaprirà completamente e che l’Iran non avrà mai l’atomica, ma dietro gli annunci trionfali la realtà geopolitica si rivela estremamente complessa. L'accordo, mediato con successo da Pakistan e Qatar, prevede la cessazione immediata di tutte le operazioni militari, incluso il fronte in Libano, ma secondo il Washington Post si è trattato solo di un ripristino dello scenario precedente all'attacco di Israele e Stati Uniti contro l'Iran. Sul piano interno, Teheran esce paradossalmente rafforzata poiché incassa l'allentamento delle sanzioni, lo sblocco degli asset congelati e il riconoscimento della sovranità sullo stretto, mantenendo intatti l'arsenale missilistico e l'uranio arricchito; tuttavia, l'intesa ha aperto una profonda spaccatura con i fondamentalisti locali che gridano al tradimento. Al contrario, lo scenario rappresenta una netta sconfitta geopolitica per il premier israeliano Netanyahu, visto che il cessate il fuoco blocca l'offensiva contro Hezbollah e allontana l'obiettivo di smantellare il regime iraniano, spingendo Israele in un angolo. L'Europa è rimasta sostanzialmente a guardare, subendo la frustrazione di Trump per il mancato supporto militare, anche se ora si dice pronta a una missione internazionale per tutelare i traffici marittimi. Nel frattempo i mercati globali festeggiano con un calo del prezzo del petrolio, ma l'incognita economica resta alta: se da un lato il vicepresidente USA JD Vance pretende una riapertura dello Stretto di Hormuz senza pedaggi a lungo termine, dall'altro le fonti iraniane avvertono che il passaggio gratuito scadrà dopo soli 60 giorni, lasciando presagire due mesi di difficilissimi negoziati tecnici. La cerimonia ufficiale di firma si terrà questo venerdì 19 giugno in Svizzera.

USA E IRAN A UN PASSO DALL'INTESA?La pace potrebbe essere più vicina che mai. Secondo fonti americane, Stati Uniti e Ira...
13/06/2026

USA E IRAN A UN PASSO DALL'INTESA?

La pace potrebbe essere più vicina che mai. Secondo fonti americane, Stati Uniti e Iran sarebbero ormai nelle fasi finali di un accordo negoziato con la mediazione del Pakistan.

Washington sostiene di aver ottenuto importanti concessioni sul dossier nucleare iraniano e sul ruolo di Teheran nella regione. L'Iran, però, respinge parte delle ricostruzioni diffuse dagli USA e invita a non speculare sui contenuti dell'intesa.

Nel frattempo, Donald Trump aumenta la pressione su Teheran, mentre Israele ribadisce che non accetterà mai un Iran dotato di armi nucleari.

Secondo alcune indiscrezioni, le probabilità di una firma nei prossimi giorni superano l'80%. Ma tra smentite, tensioni e dichiarazioni incrociate, l'ultimo miglio resta il più difficile.

Il mondo guarda con attenzione: sarà davvero la svolta che può cambiare gli equilibri del Medio Oriente?

Il Libano e la nuova deriva Dal 2 marzo il numero di persone uccise in Libano dall’IDF è di 3690, tra cui 131 paramedici...
11/06/2026

Il Libano e la nuova deriva

Dal 2 marzo il numero di persone uccise in Libano dall’IDF è di 3690, tra cui 131 paramedici (fonte Inside Over). A dichiararlo l’8 giugno è stato Nawaf Salam, primo ministro libanese. L’ultimo attacco aereo è stato attuato ai danni del villaggio di Houmin, nel Sud del Libano. L’esecutivo israeliano rivendica l’intenzione di perseguire con i continui raid in funzione di uno sradicamento della componente Hezbollah sul territorio e di una massiva eliminazione dell’organizzazione paramilitare sciita. Emblematico è stato il grande esodo che ha vissuto la città di Tiro, dopo l’ultimo avvertimento del governo israeliano. Si tratta di una città che rientra nel patrimonio mondiale dell’UNESCO e che viene definita come un covo del movimento di resistenza islamica. Benjamin Netanyahu, in una riunione con i ministri del governo, ha annunciato che non metterà ai voti il cessate il fuoco con Beirut, un cessate il fuoco che verrebbe appoggiato dagli Usa. Finchè Hezbollah non avrà accettato i termini non sarà presa nessuna decisione di indietreggiamento da parte del premier israeliano (fonte Ansa) e di contro, per il partito di Dio, finchè il Libano non sarà sgomberato dalla presenza dell’esercito israeliano non ci sarà nessuno accordo da poter prendere. Due poteri che non trovano un accordo per un cessate il fuoco totale, di fronte al mondo che osserva il crescere dell’instabilità umanitaria, oltre che economica, che travalica i confini del Medio Oriente, sino ad arrivare alle tasche di ognuno di noi. Come osserva Freud in “Il disagio della civiltà” (1971), nei confronti di un’altra guerra, anch’essa tremenda: “[…] infrange tutte le barriere riconosciute in tempo di pace e costituenti quello che si diceva il diritto delle genti, disconosce le prerogative del ferito e del medico, non distingue fra popolazione combattente e popolazione pacifica, viola il diritto di proprietà. Abbatte quanto trova sulla sua strada con una rabbia cieca e come se dopo non dovesse più esservi un avvenire e una pace fra gli uomini” (38 – 39).
La stessa rabbia cieca che I Libano oltre a lasciare una scia di morti ha causato più di 10.000 feriti.
Per lo più civili sacrificati.

Entro il 2030 l'Intelligenza Artificiale consumerà l'acqua necessaria a 1,3 miliardi di persone, l'intera popolazione de...
10/06/2026

Entro il 2030 l'Intelligenza Artificiale consumerà l'acqua necessaria a 1,3 miliardi di persone, l'intera popolazione dell'Africa subsahariana e ben 945 terawattora di elettricità, il triplo di quella usata dalle 650 milioni di persone che vivono tra Pakistan, Bangladesh e Nigeria messe insieme.

Sono alcuni dati che emergono dal rapporto dell'Onu "Costo ambientale del consumo energetico dell'IA: impronta di carbonio, acqua e suolo" che sottolinea come l'intero ecosistema dell'IA, dalla costruzione dei data center fino ai rifiuti elettronici, richieda una guida globale.

"Questo rapporto non è un'accusa contro l'IA, una trasformazione tecnologica che sta migliorando la vita di miliardi di persone in tutto il mondo, ma un appello a un suo utilizzo responsabile e ad affrontare in modo proattivo i suoi impatti indesiderati, per renderla sostenibile ed equa", ha detto Kaveh Madani, direttore dell'Istituto per l'acqua, l'ambiente e la salute delle Nazioni Unite e alla guida del gruppo di ricerca che ha stilato il rapporto.

Lo studio evidenza che l'impatto dell'IA debba essere misurato sempre combinando almeno tre fattori: le emissioni di CO2, il consumo di acqua potabile (usate per raffreddare i processori) e l'uso del territorio. Perché, ad esempio, passare da energie fossili a rinnovabili se da un lato riduce le emissioni di CO2 del 70% può portare ad aumentare di 30 volte l'impronta idrica e di cento volte l'impronta di suolo.

Inoltre, a differenza di quanto viene spesso affermato, il grosso dei consumi, fino al 90%, non è legato solo all'addestramento delle IA ma al loro uso quotidiano e alla tipologia di utilizzi: la produzione di un breve video con ChatGpt può richiedere 200mila volte più energia di un'elaborazione testuale semplice.

Infine, c'è un grande problema anche con i rifiuti elettronici, entro il 2030 si prevede che sarà necessario smaltire ben 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici.

Il rapporto conclude che è necessario definire un "ecosistema di IA responsabile" fondato su trasparenza, efficienza fin dalla progettazione, equità e giustizia ambientale, cooperazione globale e uso sostenibile.

In Congo continua l’allarme Ebola. Sarà fondamentale l’aiuto della Comunità internazionale.La Repubblica Democratica del...
06/06/2026

In Congo continua l’allarme Ebola. Sarà fondamentale l’aiuto della Comunità internazionale.

La Repubblica Democratica del Congo continua a fare i conti con l'epidemia del raro ceppo Bundibugyo del virus Ebola, dichiarata ufficialmente il 15 maggio. Secondo il Ministero della Salute congolese, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 71 nuovi casi confermati, portando il totale a 452 contagi e 82 decessi dall'inizio dell'emergenza.
L'epidemia è concentrata principalmente nella provincia orientale dell'Ituri, ma alcuni casi sono stati segnalati anche nella vicina Uganda, alimentando le preoccupazioni per una possibile diffusione regionale.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità e l'Africa CDC hanno stimato che saranno necessari oltre 500 milioni di dollari nei prossimi mesi per sostenere le operazioni di risposta sanitaria nella RDC e nei Paesi limitrofi.

Dal punto di vista scientifico, l'epidemia conferma come Ebola continui a rappresentare una delle principali minacce sanitarie dell'Africa centrale. La combinazione di sistemi sanitari fragili, mobilità transfrontaliera e difficoltà logistiche può infatti favorire la diffusione del virus e complicare le attività di contenimento.

Per contrastare il focolaio fondamentale sarà la cooperazione internazionale, attraverso il sostegno finanziario, l'invio di personale specializzato e il coordinamento tra i Paesi della regione. Gli esperti sottolineano inoltre l'importanza di coinvolgere le comunità locali nelle campagne di sensibilizzazione, poiché informazione e fiducia nelle istituzioni sanitarie rappresentano strumenti essenziali per contenere la diffusione del virus e prevenire una crisi sanitaria di più ampia portata.

Il territorio di Gaza come il corpo di un condannato a morte dell’Ancien RègimeQuando Michel Foucault in Sorvegliare e P...
05/06/2026

Il territorio di Gaza come il corpo di un condannato a morte dell’Ancien Règime

Quando Michel Foucault in Sorvegliare e Punire (1976) osservava come nell’Ancien Règime il corpo del suppliziato fosse il luogo di principale manifestazione del potere assoluto del sovrano evidenziava vari aspetti come per esempio il fatto che il supplizio diventasse una spettacolarizzazione di un rituale politico. Ma tra i vari aspetti che costituivano il potere evidenziava come il corpo del condannato e suppliziato fosse anche il luogo della verità in quanto attraverso la tortura si estorcevano delle confessioni: “[…] la pena, quando è suppliziante, non si abbatte a caso o in blocco sul corpo; è calcolata secondo regole dettagliate: numeri di colpi di frusta, posto del ferro rovente, lunghezza dell’agonia sul rogo o sulla ruota…” (Foucault 1976: 37). In funzione di questo magistrale studio di uno dei “maitre à penser” del Novecento, rapportando la metafora del corpo del suppliziato al territorio di Gaza, vedendo in quest’ultima un corpo martoriato e utilizzato da un potere sovrano per adempiere alle logiche del proprio odio e alle rispettive posizioni di superiorità razziale osserviamo che anch’esso è strumento per un raggiungimento di una verità. Questa volta in modo inverso. La verità che rivela Gaza riguarda direttamente il rapporto che il mondo e il sistema giudiziario ha con il suo carnefice. Quest’ultimo parafrasi perfetta di un potere assoluto senza argine. Dopo il “cessate il fuoco” l’invasione israeliana di Gaza è proseguita. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha recentemente dichiarato di aver ordinato all’esercito di prendere il controllo del 70% di Gaza. L’analisi satellitare di Al Jazeera rivela uno sforzo sistematico per costruire un’infrastruttura militare sostenibile a lungo termine. Tra i vari esempi vi è una nuova base militare costruita sulle rovine del cimitero di Khan Younis (fonte “Inside Over”).
La motivazione di questo scempio da parte del leader israeliano resta sempre legata allo sradicamento totale di Hamas e l’impedimento di ulteriori avvenimenti come quelli del 7 ottobre 2023. Però sembra soltanto che in funzione di questo si voglia unicamente perseguire una logica totalizzante del controllo sulla Striscia con un prolungamento dell’occupazione militare del territorio. Ma come osservava acutamente Callois: “[…] Tutto si riduce al potere e al possesso, e sui affermano relazioni crudeli, irreversibili e implacabili, che si riescono a sopportre soltanto nell’aria rarefatta delle cime e che vengono soffocate da qualsiasi forma di rigoglio” (Callois 2007: 100).

L’india ha annunciato un piano di investimenti per costruire un “hormuz indiano”L’india ha di recente approvato un inves...
03/06/2026

L’india ha annunciato un piano di investimenti per costruire un “hormuz indiano”
L’india ha di recente approvato un investimento di oltre 11 miliardi di dollari per potenziare la propria presenza nell’isola di Great Nicobar, la più grande delle isole nicobare e trasformarlo così in un hub logistico, commerciale e militare.
La ragione è geografica: l’isola si trova tra il golfo del Bengala e il mare andamano, all’uscita dello stretto di Malacca, attraverso il quale passa una quota significativa del commercio mondiale e gran parte del commercio energetico della Cina.
Con l’annunciato investimento, l’India si pone l’obiettivo di rafforzare le proprie capacità di sorveglianza e controllo di uno dei più importanti chokepoint del mondo e consolidare così la propria posizione strategica nell’Indo-pacifico, nell’ottica di restringere i margini di competizione cinese nella zona.
Non a caso, alcuni osservatori hanno paragonato l’isola a una sorta di “hormuz indiano”.
Il massiccio investimento previsto pone tuttavia grandi interrogativi di carattere ambientale: le isole nicobare sono caratterizzate da ecosistemi estremamente diversificati e fragili e abitate da numerose comunità indigene la cui sopravvivenza era già a rischio prima che si accendesse un interesse strategico sulle isole nicobare.

Indirizzo

Via Umberto Giordano 55
Palermo
90144

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Giovedì 15:00 - 19:00

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