Palermo Capitale della Cultura 2018. E non solo

Palermo Capitale della Cultura 2018. E non solo Ci occupiamo di Arte, Cultura ed Eventi con Show Cooking e degustazioni di prodotti tipici locali.

05/09/2024

Buon giorno a tutti.
Spesso mi piace leggere la pagina del giorno del mio "Diario Palermitano".
Neanche a farlo a posta, oggi c'è un articolo sulla politica.
IL BUSSOLOTTO VUOTO
Addì 5 Settembre 1768, Lunedì - Si fecero i bussoli nobili dal Senato; ed essendo stati imbussolati per l'uffizio di arcivario gli ex senatori Don Carlo Vanni, Don Vincenzo Mortillaro e Don Salvadore Galifi, nelle p***e si scordò per disaccortezza il maestro notaro del Senato Don Vincenzo Giovenco di mettervi la polisa del Mortillaro, che restò sul tavolino a' piedi del Crocifsso. Fattasi intanto l'estrazione, risultò Don Carlo Vanni, e sciogliendosi le altre due p***e, se ne vide una vuota, senza polisa, che fu quella del Mortillaro.

Il Senato allora all'impiedi determinò nullo il detto bussolo per la detta mancanza; e, riempiendosi di nuovo le p***e coi nomi de' concorrenti come sopra, toccò la sorte di uscire al Mortillaro. Posto però tal fatto, si accese litigio fra il Vanni e il Mortillaro; molto più che de' quattro avvocati del Senato, che colà erano presenti, cioè dottori Perramuto, Bajada, di Napoli ed Artale, furono scissi li sentimenti. E però comparvero prima li medesimi litiganti innanti lo stesso Senato, quasi per via contrarii imperii; ed il Senato, ad onta del suo onore, consultò al real Patrimonio in favore dì Don Carlo Vanni. Il Patrimonio tuttavia decise a favore di Mortillaro; e passatasi la causa in Concistoro, venne confermata la sentenza del Patrimonio Don Vincenzo Mortìllaro quindi prese possesso della sua carica dopo li 6 Gennaio 1769. (Villabianca, Diario)

Con Matteo Immesi e Antony Foti. Sono giovani ma vi assicuro  che sono mto bravi. Complimenti a loro e alla regista Sand...
03/09/2024

Con Matteo Immesi e Antony Foti.
Sono giovani ma vi assicuro che sono mto bravi.
Complimenti a loro e alla regista Sandy Di Natale che li dirige sapientemente.

Con la regista Sandy Di Natale. Lavoro in corso...
03/09/2024

Con la regista Sandy Di Natale.
Lavoro in corso...

IL PRIMO VICERE’Addì 24 Agosto 1411 – In detto giorno, il Parlamento, come si evince da un’altra lettera della Regina, s...
24/08/2024

IL PRIMO VICERE’
Addì 24 Agosto 1411 – In detto giorno, il Parlamento, come si evince da un’altra lettera della Regina, scritta da Francavilla di Sicilia e indirizzata alla città di Cefalù, venne deliberato di inviare una deputazione in Catalogna per chiedere al nuovo re di Spagna, Ferdinando de Antequera, detto “il Giusto”, eletto dal Parlamento di Caspe nel 1412, di nominare uno dei suoi figli come re autonomo della nostra Isola, alla quale avrebbe dovuto garantire lo status di Regnum Siciliae indipendente, anche se dinasticamente legato all’Aragona, affinché ponesse fine alla guerra civile facendo mettere d’accordo i diversi partiti e le diverse fazioni, riportandovi così l’unità, la pace ed il benessere.
Ma le speranze della nobiltà isolana vennero disattese con gravi conseguenze per la nostra Storia in quanto, nel 1415, fu inviato in Sicilia il secondogenito di Ferdinando, Giovanni di Penafiel: ma non come re, bensì solo come viceré. Con lui iniziò, così, quel vicereame aragonese di Sicilia che, successivamente, con Carlo V d’Absburgo, nel secolo XVI, divenne vicereame spagnolo.
Ebbe così termine il Vicariato della Regina Bianca la quale, poco prima dell’arrivo del viceré Giovanni, ritornò in Navarra dove, qualche anno più tardi, lo sposò, richiamato in terra sp****la dal fratello Alfonso V il Magnanimo, che era salito sul trono d’Aragona alla morte del padre Ferdinando il Giusto, avvenuta il 2 Aprile 1416.
Con l’istituzione del Viceregno, la Sicilia divenne una semplice provincia sp****la, destinata ad essere sempre più spogliata dalle continue esose richieste di donativi e dalle sempre più pressanti vessazioni fiscali.

09/08/2024

Buon giorno.
Ho bisogno di fotografie da inserire in un libro che sto ultimando: Giardino della Zisa con le fontane che zampillano acqua; interno dello Spasimo; il Genio di Piazza Rivoluzione, il Genio del Garraffello ( Vucciria); il genio di Palazzo Pretorio; il Genio di Villa Giulia, il Genio del Porto; il piccolo Genio che si trova all’esterno del Palazzo Pretorio.
Le foto devono essere personali, non scaricate da Internet.
Naturalmente menzionerò il nome dell'autore.
Si prega inviarle su Messanger.
Grazie. .

Cerco una medicina che si chiama Palladia 10 mg per un gatto del condominio.È  un antitumorale. Da un anno curiamo quest...
24/06/2024

Cerco una medicina che si chiama Palladia 10 mg per un gatto del condominio.
È un antitumorale.
Da un anno curiamo questo gatto che per fortuna nonostante la malattia sta bene.
Se qualcuno ha una confezione, anche dimezzata mi scriva in privato.
NON CHIEDO SOLDI MA SOLTANTO LA MEDICINA.

DIARIO PALERMITANO DEL 24 GIUGNO: Oggi natività di San Giovanni Battista.PROVERBIO DEL GIORNO: Pri San Giuvanni Battista...
24/06/2024

DIARIO PALERMITANO DEL 24 GIUGNO: Oggi natività di San Giovanni Battista.

PROVERBIO DEL GIORNO: Pri San Giuvanni Battista lu jornu cchiù longu chi ci sia. (Il giorno di San Giovanni Battista è il più lungo dell’anno). Il giorno di San Giovanni Battista, il giorno dura più degli altri perché è il più vicino al solstizio d’estate.

In realtà il giorno più lungo dell’anno è il 21 Giugno. La festa di San Giovanni Battista, colui che ha battezzato Gesù, cade il 24 Giugno, e si dice che la notte precedente, quella del 23, sia una notte magica, quella in cui tutto può succedere, anche che il bene vinca sul male, che la luce vinca le forze occulte della natura e scacci il malocchio.

TRADIZIONI POPOLARI: IL COMPARATICO (ESSERE COMPARI)
Bisogna considerare che sino a qualche anno fa, in Sicilia il "comparatico" (essere compari) significava stringere un patto in nome di San Giovanni Battista che si credeva fosse il Santo più potente. Era la parentela spirituale più alta e importante.
Per i criminali e malfattori, inoltre, questo connubio raggiungeva i più alti valori cavallereschi, significava fiducia cieca e fedeltà incondizionata, tanto da essere addirittura disposti a morire o farsi incarcerare pur di aiutare il compare.
Ancora oggi, il comparatico si può “stringere” in tre modi:
1) facendo da testimoni alle nozze di amici o parenti; in questo caso si è cumpari o cummari d'aneddu (compari/comari di anello);
2) tenendo a battesimo un figlio di un parente o di un amico/a. In questo caso si diventa cumpari i cuoppula (compare di coppola, dal berrettino del neonato o di San Giovanni;
Essere "Cumpari di San Ciuvanni" (compari di San Giovanni), significava volersi bene persino più degli stessi consanguinei, tuttavia c’erano delle regole che bisognava rispettare.
3) Il terzo modo di stringere un comparatico è caduto in disuso o usato raramente. Avveniva nella notte del 24 Giugno (San Giovanni). Nelle zone delle Madonie si scambiava un garofano rosso e si mangiava insieme dopo aver recitato alcune formule per il comparatico. Nelle zone del Messinese, la cerimonia avveniva attraverso lo scambio di un confetto. Il altre località si usava bere un sorso d'acqua salata o intrecciare i capelli dei compari.
In occasione della festa di San Giovanni (24 Giugno), era usanza consegnare un regalo al compare o alla comare.
Ieri come oggi, tra compari non devono esistere liti o incomprensioni perchè sarebbe un'offesa nei confronti di San Giovanni stesso.
Una caratteristica del “comparatico“, era che i compari, anche se si trattava di familiari, si dessero del “Vui” (Voi).
Il figlioccio diventava come un figlio per il padrino, tanto da credere addirittura si somigliassero nel carattere.
Un antico proverbio siciliano, infatti, recita: "Di lu parrinu si nni pigghia la vina" (del padrino si hanno le vene. Cioè lo stesso sangue). (Santi Gnoffo, Ricerche varie)

TRADIZIONI POPOLARI: IL CA****FO DOMESTICO (CACOCCIULA DOMIESTICA)
La notte di San Giovanni qualche zitella suol mettere nel forno ancor caldo uno di questi carciofi quasi secco, ritenendo che se al mattino si troverà ravvivato, sia per lei certezza che andrà a marito. Analogamente viene adoperato il “Cardo cumune“, sempre alla vigilia di San Giovanni. Si strappa un cardo selvatico e si sotterra. Il dimani all’alba si disotterra, si contunde, e la giovanetta che fa questa operazione, vede bene se la peluria interna è bianca o colorata. Se è bianca addio speranze: la giovinetta rimarrà zitella; se colorata è segno di nozze più o meno vicine, giusta il colore più o meno vivace. (Giuseppe Pitrè)

TRADIZIONI POPOLARI: LA CALATA DI BAIDA
Fu costume di molto lontano tempo quello dei fedeli cittadini palermitani di portarsi alla chiesa in campagna e convento di San Giovanni di Baida dei Frati Minori Osservanti, e farvi la mattina le loro adorazioni e pietose preghiere, allo scendere però che da essa facevasi in tempo notturno dopo la mezzanotte ritornando alle loro case in Palermo o nelle Contrade rusticane si facea festa, che celebravano con canti e balli, nelle quali sempre si frammischiava le superstizioni di portare le donne nubili fardelli di tela e mezzine piene d’acqua in testa, e v’interveniva l’opera delle “lamie“ (secondo mitologia greca, furono figure femminili in parte umane e in parte animali), perciò furono impedite, affatto proibite tali calate dette di Baida per causa e zelo di religione. Fondavano segni e prestigi di loro sorte le donne che portavano quei fardelli e mezzini, quale si presagivano felice nel maritarsi sempre che non cadea ad esse dalla testa quel superstizioso carico, ed infelice nel caso di sbalzare in terra la tela, e la mezzina rovesciar l’acqua. (Villabianca, Opuscoli palermitani)
Tratto da Santi Gnoffo, Diario Palermitano)

21/06/2024

La storia del bambino palermitano ricoverato all'Ismet che ieri ha sostenuto gli esami in ospedale mi ha commosso.
Circa 50 anni fa anche io ho provato questa triste esperienza.
Allora non era previsto e la mia professoressa Maria Pia Chines fece di tutto affinché e ci riuscì.

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