08/02/2026
Sono atterrata a Madrid alle 7.50 di domenica mattina.
Lei poteva dormire, invece è venuta a prendermi in aeroporto, mi ha aiutata con le valigie e mi ha ospitata a casa sua.
Mi sono sentita male dopo il viaggio, e si è presa cura di me come una sorella maggiore.
Molto più di un’amica: ci siamo conosciute cinque anni fa tra i banchi dell’università durante il mio Erasmus in Catalogna, e da allora non abbiamo mai smesso di supportarci, anche a chilometri di distanza.
Mi ha sempre aperto le porte di casa: pranzi insieme, serate in discoteca… una volta mi ha pure insegnato a fare il guacamole perfetto.
È del Nicaragua, è latina, e ha una luce dentro che non passa inosservata.
Anche i nostri ex si conoscevano, e abbiamo vissuto le nostre rotture quasi in contemporanea.
Quest’estate ha festeggiato il compleanno con me a Roma, la sua prima volta in Italia, e ora, dopo cinque anni, ci ritroviamo di nuovo nella stessa città — più grandi, più consapevoli, ma sempre legatissime.
E penso che, senza di lei, Madrid non sarebbe la stessa. 🥹