06/01/2016
UNA PORTA SUL MONDO INTERIORE
Scrivere è raccontarsi, sempre e comunque. Sia che stiamo scrivendo una mail o una narrazione creativa, la scrittura parlerà di noi. Le parole sono finestre aperte su mondi interni, hanno il potere di aprire porte chiuse da tempo, di attivare emozioni, di fermare il pensiero.
Le narrazioni hanno sempre affascinato i popoli di tutto il mondo, veicolo primo di trasmissione di informazioni, di cultura e della loro intera storia. I cantori del passato giravano nelle città, nelle campagna, percorrevano un numero incredibile di chilometri e quando arrivavano in un luogo era una festa. Loro portavano le storie dei grandi eroi nazionali, storie di donne, uomini e bambini e tutti rimanevano incantati e ascoltavano. Quelle storie poi se le portavano nel cuore e le sfogliavano la notte, quando stesi sul loro giaciglio, nel profondo silenzio, ricordavano le parole narrate dal cantore. Quelle storie erano preziose perché insegnavano come comportarsi, portavano in giro modelli di eroismo, di fedeltà, di coraggio e di devozione.
Poi queste storie venivano raccontate ai figli, agli amici, agli amanti, ai passanti e per ogni racconto qualcosa cambiava: nella terminologia, negli aggettivi, nell’enfasi, nelle parole e spesso negli eventi. Perché la storia era stata filtrata dalla propria esperienza, dal proprio ricordo, dalla propria comprensione degli avvenimenti. Chi la raccontava dava importanza a qualcosa rispetto a qualcos’altro fino a dipingere una storia costellata e arricchita della propria esperienza personale.
Pensiamo a quello che può succedere quando, invece di raccontare una storia qualsiasi, proviamo noi a raccontare la nostra storia, proviamo a creare un racconto in cui lasciamo andare il flusso dei nostri pensieri senza freni, senza giudizio, senza condizioni. E’ un’esperienza mistica, a volte, perché non dobbiamo pensare alla correttezza di quello che scriviamo, alla grammatica, alla sequenza logica di quello che stiamo narrando bensì apriamo la porta della nostra anima, del nostro essere interiore e lasciamo che le parole fluiscano libere. La narrazione diviene così rivelatrice e narrante, pittrice del nostro mondo interiore, quello puro, incontaminato, incorrotto. Un atto finalmente liberatorio.