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Siamo sempre alla ricerca di terreni AGRICOLI o INDUSTRIALI dove faremo proposte di acquisto o di affitto DDS.

🌲🌲Agro-fotovoltaico: condizioni essenziali e vantaggi per gli operatori agricoli ed energetici🌲🌲Con il termine Agro-Volt...
20/05/2021

🌲🌲Agro-fotovoltaico: condizioni essenziali e vantaggi per gli operatori agricoli ed energetici🌲🌲
Con il termine Agro-Voltaico (in breve Agv) s’intende denominare un settore, non del tutto nuovo, ancora poco diffuso, caratterizzato da un utilizzo “ibrido” di terreni agricoli tra produzioni agricole e produzione di energia elettrica attraverso l’installazione, sugli stessi terreni, di impianti fotovoltaici.

Gli esempi del passato si sono praticamente concentrati tutti nella realizzazione di “serre fotovoltaiche” nate non per necessità agricole, ma per realizzare un sostegno a moduli fotovoltaici da sistemare su terreni sui quali, altrimenti, non sarebbe stato possibile installare impianti.

Il rapporto tra gli investitori e l’operatore agricolo, nella gran parte dei casi, è andato progressivamente deteriorandosi con il risultato che molte di queste realizzazioni non hanno resistito alle ispezioni del Gse e sono state di fatto abbandonate. Tutto ciò non ha fatto che alimentare giustificati sospetti su tutte le iniziative proposte provenienti dagli “investitori energetici”: proposte che partivano tutte da interessi ben diversi da quelli del mondo agricolo.

È vero che il settore Agv nasce dalla spinta degli operatori energetici ed è anche vero che il problema dell’occupazione di aree agricole in favore del fotovoltaico è, nei fatti, un problema “virtuale” quando si confrontano i numeri.

Se si valuta l’impatto che il fotovoltaico avrebbe se nei prossimi dieci anni (da qui al 2030) fosse interamente costruito su terreni agricoli (ipotesi del tutto fantasiosa) si dovrebbe concludere che il problema “non esiste”.

Guardiamo i numeri:

sulla base dei dati Istat circa 125mila ha di terreno agricolo sono abbandonati ogni anno in Italia;
se si costruissero i circa 30/35 GW di fotovoltaico nuovo come previsto dal Pniec al 2030, occorrerebbero circa 50mila ha, meno della metà dell’abbandono annuale dall’agricoltura.
Questo, non ci permette di affermare che il problema “non esiste” perché, anche senza espliciti divieti, tutte le amministrazioni locali italiane e le grandi organizzazioni agricole hanno un atteggiamento di “assoluta prudenza” o di sostanziale opposizione a concedere l’autorizzazione alla costruzione di impianti fotovoltaici su tali terreni.

Anche a livello nazionale il recente decreto Fer 1 ha escluso, dai registri e dalle aste dei prossimi anni la partecipazione di progetti a impianti realizzati su terreni agricoli.

Conflitti solari

Si tratta di una percezione generalizzata che trasforma il conflitto virtuale in problema reale che si traduce, come minimo, in un forte rallentamento dello sviluppo del fotovoltaico.

È evidente che sia meglio utilizzare superfici diverse dai terreni agricoli, ma tutti gli operatori “energetici” e i decisori politici sanno che gli ambiziosi obiettivi del Pniec al 2030 non si potranno raggiungere senza una consistente quota di nuova potenza fotovoltaica costruita su terreni agricoli.

La cosiddetta “generazione distribuita” non potrà fare a meno, per molti motivi, d’impianti “utility scale” che potranno occupare nuovi terreni oggi dedicati all’agricoltura per una quota, se si manterranno le stesse proporzioni di quanto installato fino ad oggi, di circa 15/20mila ha (meno del 20% dell’abbandono annuale).

Perché ciò sia possibile, è necessario che siano adottati nuovi criteri di progettazione degli impianti, adottando criteri e metodi di gestione completamente nuovi: sono le tecniche e i metodi del nuovo settore Agv.

In altre parole, si ritiene che la gran parte degli impianti utility scale possa trovare il consenso di tutte le parti coinvolte (Autorità locali, organizzazioni agricole e imprese agricole e imprese energetiche), solo nello sviluppo dell’Agv.

Giga agricoli

Dalle nostre dirette esperienze appare possibile un obiettivo decennale di circa 10/12 GW di nuovi impianti accompagnata da un moltiplicatore di almeno 6/7 volte la redditività del sistema agricolo attivo sugli stessi terreni.

Vediamo come. Innanzitutto, è necessario che le metodologie dell’Agv siano preferibilmente applicate su terreni agricoli in pieno esercizio e con imprenditori agricoli impegnati a restare sul campo per gli anni successivi.

È vero che si può “ripensare” ai terreni abbandonati, ma è illusorio pensare, almeno per i grandi numeri, che sia facile far ritornare su quei terreni operatori agricoli.

Questa pre-condizione è di fondamentale importanza, sia perché, come vedremo, l’Agv opera in una situazione di convergenti interessi tra i settori agricolo ed energetico sia perché tende a radicare l’imprenditore agricolo al territorio e a ridurre, di conseguenza, il tasso annuale di abbandono precedentemente accennato.

Una seconda, altrettanto importante condizione, è che l’approccio al progetto parta essenzialmente dalle esigenze del mondo agricolo, ribaltando totalmente l’approccio del passato, quando erano in vigore gli incentivi, e il tema delle autorizzazioni su terreni agricoli per il fotovoltaico non poneva problemi particolari, i prezzi dei terreni agricoli che gli operatori fotovoltaici erano disposti a pagare sono arrivati anche a più 5000 €/ha/anno per i soli diritti di superficie per una durata di 20/25 anni.

Come ampiamente dimostrato questi prezzi di grande soddisfazione per i proprietari terrieri, hanno avuto l’effetto di incentivare l’abbandono delle campagne. In quasi nessuno di quei terreni vi sono ancora attività agricole!

Oggi la situazione è completamente mutata: l’esistenza di una “pregiudiziale” su terreni agricoli e l’assenza d’incentivi impongono necessariamente un atteggiamento, da parte degli investitori energetici, adattato alle nuove circostanze del mercato e della sensibilità “politica” locale.

Le prime esperienze dirette in progetti utility scale in Puglia ci dicono che l’approccio Agv può essere una soluzione fondamentale.

Seguendo alcuni princìpi:

produzione agricola e produzione di energia devono utilizzare gli stessi terreni;
la produzione agricola deve essere programmata considerando le “economie di scala” e disporre delle aree di dimensioni conseguenti;
andranno preferibilmente considerate eventuali attività di prima trasformazione che possano fornire “valore aggiunto” agli investimenti nel settore agricolo;
la nuova organizzazione della produzione agricola deve essere più efficiente e remunerativa della corrispondente produzione “tradizionale”;
la tecnologia per la produzione di energia elettrica dovrà essere, prevalentemente, quella fotovoltaica: la più flessibile e adattabile ai bisogni dell’agricoltura;
il fabbisogno di acqua delle nuove colture deve essere soddisfatto, prevalentemente, dalla raccolta, conservazione e distribuzione di “acqua piovana”. L’energia elettrica necessaria dovrà essere parte dell’energia prodotta dal fotovoltaico installato sullo stesso terreno.
Un esempio che Kenergia sta portando avanti può aiutare a chiarire i motivi alla base di un progetto Agv “utility scale” in Puglia.

Mutazione sostenibile

Dopo aver verificato la disponibilità della proprietà a una profonda trasformazione delle proprie attività agricole, abbiamo lavorato a stretto contatto con l’imprenditore e, insieme a specialisti agronomi, studiata una trasformazione delle colture sviluppabili all’interno degli stessi terreni occupati da fotovoltaico. Un cambiamento colturale che, senza un sostegno finanziario da parte del “fotovoltaico”, non sarebbe stato nelle disponibilità dell’impresa agricola.

Trasformare l’utilizzo di un terreno agricolo da una coltura decennale a una nuova richiede tempi generalmente lunghi e finanziariamente impegnativi.

Nel nostro caso, per esempio, la nuova coltura selezionata (un mandorleto bio-intensivo) richiede almeno tre anni dalla piantumazione prima di fornire un primo reddito, richiede un certo nuovo livello di meccanizzazione e di automazione dei processi e, nel caso in questione, richiede un sistema d’irrigazione efficiente e nuove quantità di acqua.

Nella scelta della nuova coltura si sono tenuti in conto i risultati di diverse ricerche sviluppate da altri operatori a livello nazionale e internazionale. Da tali esperienze è apparso sufficientemente dimostrato che nei campi Agv le piante siano più protette dagli aumenti di temperature diurne e, ugualmente dalle forti e repentine riduzioni delle temperature notturne.

Un altro fattore determinante riguarda la domanda di acqua. Un maggior ombreggiamento dovuto alla presenza discreta di pannelli solari, non appare essere un fattore determinante della crescita e nello sviluppo della gran parte delle coltivazioni esaminate ma, al contrario, in alcuni casi studiati presso l’Università americana dell’Oregon, riduce la domanda di acqua necessaria alle coltivazioni: in alcune, e sempre più numerose località, la diminuzione della domanda di acqua irrigua per effetto della semi-copertura fotovoltaica, può ridurre i rischi sulla produzione dovuti ai cambiamenti climatici.

Da non trascurare gli effetti dell’aumento dell’umidità relativa dell’aria nelle zone sottostanti i moduli che, da un lato produce effetti favorevoli sulla crescita delle piante e dall’altro riduce la temperatura media dei moduli con evidenti vantaggi nella conversione in energia elettrica.

Un tema che richiede particolare attenzione è quello della gestione di due attività tradizionalmente separate come quelle agricole e quelle della produzione di energia.

Un’importante innovazione, oggi sotto esame, è quella di iniziare a delegare all’operatore agricolo tutti gli aspetti non specialistici della manutenzione dell’impianto fotovoltaico.

In un futuro le pratiche Agv potranno suggerire, con evidenti vantaggi economici e assicurativi, la creazione di nuove figure professionali che inglobino nell’operatore agricolo anche le responsabilità di O&M dell’insieme degli impianti installati sui territori agricoli fino alla formazione di vere e proprie squadre specializzate nella gestione locale di tutti gli aspetti di un campo Agv.

Il futuro operatore dell’agro-voltaico è una nuova figura professionale che deve poter essere parte del processo di manutenzione degli impianti e responsabile della produzione agricola.

In conclusione, l’adozione di investimenti nell’Agv offre numerosi vantaggi sia agli operatori agricoli sia a quelli energetici.

Per gli operatori agricoli:

il reperimento delle risorse finanziarie necessarie al rinnovo ed eventuali ampliamenti delle proprie attività;
la possibilità di moltiplicare per un fattore 6/9 il reddito agricolo;
la possibilità di disporre di un partner solido e di lungo periodo per mettersi al riparo da brusche mutazioni climatiche;
la possibilità di sviluppare nuove competenze professionali e nuovi servizi al partner energetico (magazzini ricambi locali, taglio erba, lavaggio moduli, presenza sul posto e guardiania, ecc.).
Per gli operatori energetici:

la possibilità di realizzare importanti investimenti nel settore di interesse anche su campi agricoli;
l’acquisizione, attraverso una nuova tipologia di accordi con l’impresa agricola partner, di diritti di superficie a costi contenuti e concordati;
la realizzazione di effetti di mitigazione dell’impatto sul territorio attraverso sistemi agricoli produttivi e non solo di “mitigazione paesaggistica”;
la riduzione dei costi di manutenzione attraverso l’affidamento di una parte delle attività necessarie;
la possibilità di un rapporto con le autorità locali che tenga conto delle necessità del territorio anche attraverso la qualificazione professionale delle nuove figure necessarie l’offerta di posti di lavoro non “effimera” e di lunga durata

L’articolo è stato pubblicato sul n.1/2020 della rivista bimestrale QualEnergia

10/05/2021

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Pnrr: dei 24 miliardi destinati a Fer e mobilità, 1 miliardo all’agrovoltaico e 2 miliardi alle comunità energetiche
written by Editore 05/05/2021
Il 40% del Piano nazionale di ripresa e resilienza, attualmente al vaglio della Commissione Europea, è destinato a investimenti per il contrasto al cambiamento climatico. Più in dettaglio, per la missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” sono stati stanziati complessivamente 68,6 miliardi.🌲🌲🌲🌲🌲🌲🌲🌲
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Di questi, 5,27 miliardi saranno destinati a interventi di economia circolare e agricoltura sostenibile con 1,50 miliardi investiti in parchi agrisolari. Il progetto si pone l’obiettivo di incentivare l’installazione di pannelli ad energia solare su di una superficie complessiva senza consumo di suolo pari a 4,3 milioni di mq, con una potenza installata di circa 0,43 GW, realizzando contestualmente una riqualificazione delle strutture produttive oggetto di intervento, con la rimozione dell’eternit e dell’amianto sui tetti e il miglioramento della coibentazione e dell’areazione.🌲🌲🌲🌲
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Altri 23,78 miliardi della missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” saranno destinati a interventi che promuoveranno energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile e in particolare 5,90 miliardi saranno dedicati all’incremento della quota di energia prodotta da Fer. Di questi, 1,10 miliardi saranno destinati allo sviluppo agrovoltaico con l’obiettivo di installare una capacità produttiva da impianti agrovoltaici di 2 GW, per una produzione di 2.500 GWh annui circa. Inoltre 2,20 miliardi saranno investiti nella promozione delle comunità energetiche e dell’autoconsumo con lo scopo di garantire le risorse necessarie per installare circa 2.000 MW di nuova capacità in configurazione distribuita da parte di comunità delle energie rinnovabili e auto-consumatori. La realizzazione di questi interventi, ipotizzando che riguardino impianti fotovoltaici con una produzione annua di 1.250 kWh per kW, produrrebbe circa 2.500 GWh all’anno.🌲🌲🌲🌲

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Sono previste semplificazioni nelle procedure di autorizzazione per gli impianti rinnovabili onshore e offshore, un nuovo quadro giuridico per sostenere la produzione da fonti rinnovabili e una proroga dei tempi e dell’ammissibilità degli attuali regimi di sostegno.🌬🌬🌬🌬🌬🌬

🌎🌎🌎🌎Sempre all’interno di questo ambito di intervento, 1 miliardo sarà dedicato allo sviluppo di un’industria manifatturiera nazionale in ambito rinnovabili e batterie in grado di competere a livello globale.🌎🌎🌎🌎

Il Pnrr, in generale, prevede sei missioni e investimenti totali pari a 222,1 miliardi di euro. Di questi, 191,5 miliardi sono finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e ulteriori 30,6 miliardi sono parte di un fondo complementare.
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17/03/2021

🌳🌳ARRIVANO A BREVE NOVITA' PER IL FER1 E IN PIU' FER2 🌳🌳
Per rimanere aggiornato visita blog del sito internet..
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🏢🏢L'evoluzione nel design: il Fotovoltaico Trasparente🏢🏢Il fotovoltaico trasparente è il futuro delle rinnovabili. Il de...
15/03/2021

🏢🏢L'evoluzione nel design: il Fotovoltaico Trasparente🏢🏢

Il fotovoltaico trasparente è il futuro delle rinnovabili.
Il design è sicuramente più appetibile rispetto ai classici moduli: il trend conferma il fatto che i clienti richiedano sempre più questa tipologia.

Pannelli fotovoltaici trasparenti: funzionamento e composizione

I pannelli fotovoltaici trasparenti sono la nuova frontiera della produzione energetica rinnovabile. Si tratta di un prodotto altamente performante e dal grande pregio stilistico, utilizzabile sia in ambito residenziale che in ambito industriale e commerciale.
I moduli trasparenti sono altamente apprezzati perchè vanno a rendere più smart ed ecologiche le nuove costruzioni, coniugando design e produzione di energia rinnovabile. Il fotovoltaico trasparente, infatti, oltre a produrre elettricità, lascia che i raggi di luce solare lo attraversino, proprio come fosse un normale vetro, permette l’ingresso della luce del sole all’interno degli spazi. Non solo: i raggi solari, una volta passati attraverso il fotovoltaico trasparente, vengono filtrati e i raggi ultravioletti e infrarossi, quindi quelli non visibili con l’occhio umano, vengono catturati.
Questi innovativi pannelli sono costruiti con materiali plastici o vetrosi e possono avere diversi gradi di trasparenza. In commercio esistono due tipi differenti di pannelli fotovoltaici trasparenti: i primi sono semplicemente dei pannelli fotovoltaici tadizionali, formati però da due strati in vetro, sia sopra che sotto, al cui interno sono racchiuse delle normali celle fotovoltaiche. In questo caso le celle sono visibili, ma la luce riesce a penetrare dalle zone trasparenti dove non sono posizionate le celle.
I secondi, invece, sono dei veri e propri vetri fotovoltaici trasparenti, senza la presenza di celle visibili, ma che riescono a produrre energia fotovoltaica grazie alle proprietà del materiale di cui sono composti. Sul mercato attualmente esistono 3 tipologie di moduli trasparenti:

con gel di silicio – produzione fino a 100 w per mq;

a base organica – produzione fino a 300 w per mq;

a base di grafene – ancora in fase di studio e perfezionamento.

😁Pannelli fotovoltaici trasparenti: Pro e contro😨

🌳🌳Con il Fotovoltaico Trasparente si possono realizzare pannelli che vanno a sostituire i vetri delle finestre, pensiline e parapetti dei balconi, strutture di serre. Grazie a questi moduli fotovoltaici è possibile far filtrare la luce del sole all’interno della struttura e allo stesso tempo produrre energia.🌳🌳

Il grande pregio dei pannelli fotovoltaici trasparenti sta proprio nel fatto che si integrano molto bene in ogni contesto architettonico e non sono per niente impattanti a livello ambientale. Questa tecnologia si presta ad essere installato in molte più strutture rispetto al tradizionale fotovoltaico, che pure essendo molto più efficiente ha bisogno di un sito apposito ed ideale in cui essere installato. L’installazione del fotovoltaico trasparente, invece, non prevede interventi invasivi ma potrà essere installato come sostituto dei normali vetri.🌳🌳
Il principale aspetto negativo è che producono meno energia rispetto ai classici pannelli. Parliamo di circa il 12% di efficienza, cioè che da una quantita di energia solare ricevuta, il fotovoltaico trasprente è in grado di convertirne solo il 12% in energia elettrica utilizzabile. Tuttavia la grande ricerca scientifica applicata a questa tecnologia fa sperare che in futuro ci saranno dei miglioramenti, portando i pannelli fotovoltaici trasparenti ad avere un’efficienza simile a quella dei normali pannelli. Se così fosse, l’applicazione di questi pannelli potrebbe essere ancora più vasta, andando a sostituire i finistrini delle macchine, le finestre domestiche, le porte e le vetrine, rendendole di fatto delle piccole centrali di produzione d’energia.
La tecnologia del fotovoltaico trasparente è in continua evoluzione e crediamo fortemente che questo sia il futuro delle rinnovabili: basso impatto ambientale, alta efficienza e attenzione al design e all’estetica.

Fermate dell’autobus con contenitori riciclati e tetti verdi e pannelli solariNella città brasiliana di Cuibá sono state...
11/03/2021

Fermate dell’autobus con contenitori riciclati e tetti verdi e pannelli solari
Nella città brasiliana di Cuibá sono state installate fermate ecologiche degli autobus. Attraverso una collaborazione pubblico-privato, questi innovativi rifugi sono stati progettati con contenitori riciclati, pannelli solari e tetti verdi.

L’iniziativa è nata dalla mano di Pantanal Shopping e dello studio di architettura Edificatto, che hanno dato un modello stop con l’intento di moltiplicare l’idea attraverso la campagna “Adotta uno stop” portata avanti dal Consiglio Comunale rivolto alle aziende. L’obiettivo è raggiungere circa 82 quartieri della città con questa fermata sostenibile.

Il trattamento riservato ai contenitori richiede un importante processo di restauro. Viene effettuato un cambio di vernice, rivestimento, isolamento termico e adeguamento per sostenere un tetto verde con piante e pannelli solari.

La vita utile di questi fermi macchina sostenibili è stimata in 15 anni

La funzionalità dei pannelli solari è quella di fornire illuminazione indipendente dalla rete e informazioni sul servizio bus su uno schermo LED, oltre che per punti di ricarica USB e micro-biblioteche.

Tutte le fermate saranno costruite attraverso il processo di gara pubblica, in cui l’iniziativa privata è incoraggiata ad aderire alla politica chiamata “adotta uno stop”. Le condizioni di sponsorizzazione per le aziende che “adottano” una di queste soste sostenibili è garantire il loro corretto mantenimento e operazione, consentendo loro di fare pubblicità al loro interno.

“ Stiamo affrontando una nuova era, in cui la sostenibilità non è più un’opzione, ma piuttosto un nuovo modello di gestione per città e paesi. Il riutilizzo dei contenitori garantisce una nuova vita a strutture fino ad ora ‘morte’ o condannate alla distruzione, contribuendo direttamente alla riduzione della produzione di rifiuti. Vogliamo ispirare altre capitali e stati, con la certezza che un’idea buona e praticabile deve essere ripetuta successivamente, creando un coro di cambiamenti efficaci. È una grande gioia per noi vedere che le nostre iniziative sono un buon esempio per l’intero Paese. ”, ha affermato il sindaco di Cuiabá Emanuel Pinheiro.

🌳🌳 STIAMO CERCANDO  TERRENI AGRICOLI ( MIN 10 ETTARI IN SU ) TERRENI INDUSTRIALI ( MINIMO 1,5 ETTARI IN SU ) PER  PROGET...
10/03/2021

🌳🌳 STIAMO CERCANDO TERRENI AGRICOLI ( MIN 10 ETTARI IN SU ) TERRENI INDUSTRIALI ( MINIMO 1,5 ETTARI IN SU ) PER PROGETTI DESTINATI AD ENERGIA ALTERNATIVA.🌳🌳

Per avere più info sul nostro sito troverete tutti i contatti.

DECRETO RILANCIO ECO BONUS 110% OPPORTUNITA’ IMPERDIBILE!!!Ecco tutte le informazioni sull’eco bonus, siamo a vostra dis...
08/03/2021

DECRETO RILANCIO ECO BONUS 110% OPPORTUNITA’ IMPERDIBILE!!!
Ecco tutte le informazioni sull’eco bonus, siamo a vostra disposizione!!!
Le nostre aziende sono in grado di dare tutto il supporto necessario per verificare come puoi accedere al bonus, come valorizzare la tua casa, fare un layout del tuo impianto.
Ci occuperemo noi della pratica anche dal punto di vista amministrativo.
Acquisteremo in tutto o in parte il tuo credito se non puoi dedurlo fiscalmente.


IL BENEFICIO PREVEDE UNA DELLE SEGUENTI POSSIBILITA’
1. DETRAZIONE DEL 110% in 5 rate annuali;
2. SCONTO in fattura sul corrispettivo dovuto fino ad un massimo del 100% sull’intervento, sotto forma di credito di imposta che lo stesso fornitore può a sua volta cedere;
3. CESSIONE dell’intero importo sotto forma di credito di imposta ad altri soggetti come istituti di credito, finanziarie o altri soggetti intermediari.

DA QUANDO SARA’ OPERATIVO L’ECO-BONUS
La finestra temporale dei lavori agevolati va
dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021.

Questa forbice temporale fa riferimento al foto
momento di esecuzione dei pagamenti anche
se i lavori sono iniziati poco prima o terminano
poco dopo.




SOGGETTI CHE POSSONO ACCEDERE ALLA DETRAZIONE
- Condomini
- Persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni
- Istituti autonomi case popolari (IACP)
- Enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, anche se costituiti in forma
societaria, che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “In house
Providing”, per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà o gestiti per conto dei
comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;
- Cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati sui loro immobili, poi assegnati in godimento ai propri soci;

EDIFICI AMMESSI
condomìni
persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni, che possiedono o detengono l'immobile oggetto dell'intervento
Istituti autonomi case popolari (IACP) o altri istituti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di "in house providing"
cooperative di abitazione a proprietà indivisa
Onlus e associazioni di volontariato
associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.
INTERVENTI “TRAINANTI” CON MIGLIORAMENTO DI 2 CLASSI
Isolamento termico (termo-cappotto – ) delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio, interventi su parti comuni di edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per la climatizzazione o ACS,
- a condensazione di efficienza almeno classe A;
- a p***a di calore inclusi impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo;
- con impianti di microcogenerazione;
- sostituzione infissi
interventi su edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per la climatizzazione o ACS,

- a p***a di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo;
- con impianti di microcogenerazione;
INTERVENTI IN ATTUALE SISMA BONUS
- Interventi antisismici su edifici in zona 1,2,3, (esclusa la 4 ) Sono detraibili anche le spese sostenute per la realizzazione congiunta di sistemi di monitoraggio strutturale continuo ai fini antisismici.
massimale di spesa 96.000 €/unità immobiliare

SPECIFICHE PER SISTEMI D’ACCUMULO
- Cessione in favore del GSE dell’energia non auto-consumata in sito
-Non cumulabilità con altri incentivi pubblici o altri forme di agevolazione di qualsiasi natura previste dalla normativa europea, nazionale e regionale, compresi i fondi di garanzia;
-Non cumulabilità con gli incentivi per lo scambio sul posto
CONDIZIONI
- Rientrano tra le spese detraibili: quelle sostenute per il rilascio delle attestazioni, e delle asseverazioni e del visto di conformità;
I tecnici abilitati dovranno asseverare la conformità di:
- Attestato Prestazione Energetica;
- Progettazione;
- Uso dei materiali e prodotti conformi;
- Conformità strutturale;
L’ ENEA è l’ente preposto per la validazione tecnica dell’intervento;
L’Agenzia delle Entrate per la parte fiscale.🏘🏘🏚🏗

ELETTRICITA' FATTA DALL'ACQUA ??? CERTO !!!L’energia idroelettrica è una forma di energia alternativa che si ricava da f...
30/11/2020

ELETTRICITA' FATTA DALL'ACQUA ??? CERTO !!!
L’energia idroelettrica è una forma di energia alternativa che si ricava da fiumi e laghi attraverso condotte forzate che sfruttano il movimento generato dalle masse d’acqua in caduta.

Il moto naturale dei corsi d’acqua, infatti, produce energia cinetica, che, grazie ad appositi impianti dotati di turbina e alternatore, viene trasformata in energia elettrica, mentre un diffusore e un serbatoio di restituzione rappresentano la parte finale di una centrale idroelettrica.

Le turbine, azionate dalla massa d’acqua in movimento, sono posizionate in posizione di dislivello rispetto alla massa d’acqua, all’aumentare del quale corrisponde una maggiore potenza dell’impianto idraulico.

L’energia idroelettrica è considerata oggi una forma di energia pulita e rinnovabile in quanto non è responsabile di emissioni nocive nell’atmosfera e non è soggetta ad esaurimento, per questo è una delle fonti energetiche più vantaggiose.

Tuttavia, sebbene il suo impatto ambientale sia piuttosto ridotto, le centrali idroelettriche possono generare anche innumerevoli svantaggi per l’ambiente oltre che un rischio idrogeologico di centri abitati.

Ecco nel dettaglio quali sono i principali vantaggi e svantaggi dell’energia idroelettrica.

Indice dei contenuti

Energia idroelettrica: principali vantaggi

L’energia idroelettrica rappresenta una delle principali forme di energia rinnovabile in grado di sostituire lo sfruttamento dei combustibili fossili e di ridurre sensibilmente l’inquinamento atmosferico.

Oltre a questo, i principali vantaggi legati allo sfruttamento dell’energia idroelettrica sono:

Bonifica di aree paludose

Le centrali idroelettriche consentono di proteggere zone paludose e allontanare il pericolo di inondazioni grazie al contenimento dei corsi d’acqua per mezzo di dighe.

In zone ad elevata piovosità queste rendono, infatti, possibile il rilascio di quantità controllate di acqua dei fiumi, regolandone il getto in modo costante e regolare.

Pulizia e raffreddamento dei fiumi

Il rastrello della centrale idroelettrica assicura un’adeguata pulitura e navigabilità dei corsi d’acqua trattenendo rami e alberi.

Irrigazione

Grazie alle centrali idroelettriche è possibile disporre di riserve idriche anche in periodi di siccità, assicurando una fonte continua di energia elettrica.

Contenimento dei costi

La produzione di energia tramite le centrali idroelettriche ha dei costi piuttosto contenuti, dettati da spese di manutenzione e funzionamento particolarmente vantaggiose ed economiche, soprattutto se paragonate a quelle degli impianti nucleari o a carbone.

L’installazione di questa tipologia di impianti da parte dei privati, infatti, permetto lo sfruttamento di uno dei sistemi più economici per la soddisfazione del proprio fabbisogno energetico.

Se, da una parte, l’investimento iniziale per la costruzione di un impianto idroelettrico può apparentemente risultare elevato, le centrali idroelettriche assicurano una continua disponibilità di materia prima nel tempo in modo gratuito e ne consentono l’approvvigionamento in tempi molto rapidi.

Energia idroelettrica: quali sono gli svantaggi

Sebbene, come abbiamo visto, l’energia idroelettrica sia particolarmente vantaggiosa per l’ambiente, essa possiede alcuni aspetti negativi a cui, purtroppo, è necessario prestare attenzione prima di installare questa tipologia di impianti.

I principali svantaggi dell’energia idroelettrica sono:

La totale dipendenza dagli agenti atmosferici, rende il funzionamento delle centrali idroelettriche piuttosto sensibile ai cambiamenti climatici e alla variazione delle condizioni meteorologiche, esponendo ad alti rischi in periodo di siccità prolungata.

Anche la costruzione di dighe e di condotte forzate, oltre a causare un deturpamento dell’ambiente, innesca possibili cambiamenti ambientali che si ripercuotono in modo particolare su flora e fauna.

Soprattutto in prossimità dei fiumi, la costruzione degli impianti genera la scomparsa di alcune specie di pesci, in particolare salmoni, che non riescono a depositare le uova durante la migrazione.

Alcune tecnologie, come la scala a m***a, oggi vengono utilizzate per aiutarli a raggiungere il luogo di deposizione, permettendogli di nuotare controcorrente e di superare le dighe.

La rumorosità dell’impianto, genera, inoltre, il trasferimento degli abitanti locali e delle specie autoctone, che tendono ad allontanarsi contribuendo all’alterazione degli ecosistemi e del paesaggio.

Presenza di sostanze chimiche

Oltre a rappresentare un pericolo per gli habitat naturali, le centrali idroelettriche possono danneggiare anche quelli dei letti dei fiumi a causa dei bassi livelli di ossigeno disciolti nell’acqua.

Le dighe, inoltre, possono provocare fenomeni di erosione costiera impedendo il trasporto di materiali solidi come ghiaia e sabbia.

In conclusione, dunque, si può affermare che, lo sfruttamento delle risorse idriche può rappresentare una soluzione vantaggiosa su cui investire per salvaguardare la salute del Pianeta e per la produzione di energia pulita.

Tuttavia, proprio a causa degli svantaggi legati alla costruzione di centrali idroelettriche, è necessario saper combinare sapientemente progresso tecnologico e attenzione all’ambiente circostante per fare in modo che l’energia idroelettrica diventi una valida risorsa per l’umanità.

Indirizzo

Via Ludovico Agostini 3/4
Pesaro
61121

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