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23/05/2022

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Il regime forfettario agevolato ĆØ un regime fiscale particolare che introduce delle semplificazioni fiscali e contabili per gli aderenti, ĆØ stato introdotto dalla Legge di StabilitĆ  2015 e include numerose semplificazioni e agevolazioni per le imprese di piccole dimensioni.
Il regime forfettario ĆØ stato introdotto per ve**re incontro ai lavoratori autonomi con un volume d’affari e un reddito limitato e per agevolare l’apertura di nuove attivitĆ  con Partita IVA. Questo regime si adatta perfettamente alle nuove attivitĆ  di lavoro autonomo grazie ad una imposizione fiscale agevolata che risulta essere la migliore presente nel panorama fiscale italiano e che permette alle nuove attivitĆ  di iniziare il proprio percorso con dei costi limitati.
I vantaggi di questo regime fiscale sono:
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Detto ciò, "Ma se adotto questo tipo di regime fiscale, devo avvalermi obbligatoriamente del commercialista?"
La risposta ĆØ no, ma per una serie di motivazioni potrebbe esserti utile:
ā— L'apertura della P.IVA e di pratiche iniziali risultano spesso difficili e indecifrabili per chi non ĆØ del settore
ā— Il mondo fiscale ĆØ soggetto a continui cambiamenti e variazioni
ā— La conoscenza di bonus ed agevolazioni fiscali può dare l'opportunitĆ  di risparmiare facendo leva su questi
ā— ComoditĆ  e facilitĆ  anche per la presentazione della dichiarazione dei redditi annuale
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16/05/2022

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Fattura elettronica per i forfettari, obbligo al via dal 1° luglio 2022.

Con l'art 18 del PNRR 2 pubblicato in GU n 100 del 30 aprile 2022 si stabilisce di estendere l'obbligo di fatturazione elettronica ai contribuenti:

- in regime forfettario
- in regime di vantaggio
- alle associazioni sportive dilettantistiche

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Sono invece esonerati da tale obbligo le cosiddette micro PIVA per le quali la fatturazione elettronica scatta a partire dal 1° gennaio 2024.

Inoltre, tenendo conto delle difficoltĆ  operative e tecniche che i soggetti interessati potrebbero incontrare a fronte dei nuovi adempimenti, viene stabilito che nel primo trimestre di vigenza dell’obbligo, ai soggetti ai quali il predetto obbligo di fatturazione elettronica ĆØ esteso a decorrere dal 1° luglio 2022, non si applicano sanzioni se la fattura elettronica ĆØ emessa entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

Detto ciò, non farti trovare impreparato e contattaci per una consulenza.

Via Cavour, 44 - Roma Via Italica, 49 - Pescara
Tel. 06 42020871 – Tel. 06 87608716 Tel. 085 692698

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25/03/2022

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Sostegni Ter: Contributo fondo perduto per il commercio al dettaglio.
La conversione del Decreto Legge n 4 noto come Decreto Sostegni Ter che ha ricevuto ieri 24 marzo la fiducia ed ĆØ in attesa della pubblicazione in Gazzetta conferma il contributo a fondo perduto per le attivitĆ  di commercio al dettaglio con determinati Codici ATECO.

Il fondo, denominato «Fondo per il rilancio delle attività economiche», con una dotazione di 200 milioni di euro per l'anno 2022, è finalizzato alla concessione di aiuti in forma di contributo a fondo perduto a favore delle imprese, in possesso di requisiti ad hoc, che svolgono in via prevalente attività di commercio al dettaglio identificate da specifici codici ATECO.

Per poter beneficiare degli aiuti previsti dal presente articolo, le imprese devono presentare un ammontare di ricavi riferito al 2019 non superiore a 2 milioni di euro e aver subito una riduzione del fatturato nel 2021 non inferiore al 30% rispetto al 2019.

Alla data di presentazione della domanda le medesime imprese devono essere in possesso di requisiti.

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Al fine di ottenere il contributo, le imprese interessate dovranno presentare, esclusivamente in via telematica, una istanza al Ministero dello sviluppo economico, con l'indicazione della sussistenza dei requisiti comprovati attraverso apposite dichiarazioni sostitutive.

Non sai se puoi rientrare anche tu nella categoria beneficiaria di tale contributo? Non preoccuparti! Contattaci e studieremo insieme il caso specifico!

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22/03/2022

š‹šØ š¬ššš©šžšÆš¢ šœš”šž?
Presto, anche chi lavora col regime forfettario sarĆ  obbligato a usare la fatturazione elettronica.

La fatturazione elettronica ormai ĆØ largamente diffusa anche tra i contribuenti in regime forfettario, che per Legge non sono tenuti ad adottarla.
Secondo quanto emerso dal documento Com/2021/681, presentato al consiglio UE, in Italia infatti ā€œOltre il 10 % dei contribuenti – tra cui i forfettari – che si avvalgono della franchigia per le piccole imprese di cui all’articolo 282 della direttiva IVA, emettono giĆ  le fatture attraverso lo SdIā€.

L’Italia ĆØ autorizzata ad estendere l’obbligo di fatturazione elettronica anche ai forfettari. Chi lavora con questo regime deve quindi informarsi e prepararsi adeguatamente per conoscere vantaggi, disposizioni legislative, ma anche strumenti e software necessari per gestire al meglio la fatturazione elettronica.

Ad oggi non risulta ancora una data di decorrenza ufficiale ma si ritiene sia compresa nel secondo trimestre del 2022.

Detto ciò, non farti trovare impreparato e contattaci per una consulenza!

A partire dal 1 marzo 2022 lo Studio ĆØ operativo anche a Roma in Via Cavour, 44 - RM 00184 e grazie alla presenza di var...
15/03/2022

A partire dal 1 marzo 2022 lo Studio ĆØ operativo anche a Roma in Via Cavour, 44 - RM 00184 e grazie alla presenza di vari Partner professionali, offre servizi di:


-ContabilitĆ  ordinarie e semplificate (liberi professionisti, artigiani, forfettari)
-Consulenza fiscale, amministrativa e aziendale
-Domiciliazione societaria
-Sovraindebitamento
-Risanamento aziendale
-Tutela patrimoniale

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25/01/2022

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L’assegno unico spetta a tutti i nuclei familiari indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori (non occupati, disoccupati, percettori di reddito di cittadinanza, lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi e pensionati) e senza limiti di reddito. L’assegno, erogato tramite bonifico sul conto corrente dei genitori, ĆØ riconosciuto ai nuclei familiari per ogni figlio minorenne a carico, e fino al compimento dei 21 anni di etĆ , in presenza di alcune condizioni, e decorre giĆ  dal settimo mese di gravidanza.

La legge 46 del 2021, di iniziativa parlamentare, ha conferito una delega al Governo per riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’introduzione dell’Assegno unico e universale (AUU). Con l’approvazione del decreto legislativo 21 dicembre del 2021 n. 230, il Governo ha dato attuazione alla Legge delega introducendo l’AUU nel nostro ordinamento.

I principi generali di maggior rilievo a cui tale strumento si conforma secondo quanto stabilito dalla Legge delega:

-il riconoscimento di un beneficio per tutti i figli a carico su base universalistica, indipendentemente sia dalla condizione lavorativa dei genitori (dipendenti, autonomi, inoccupati), sia dalla situazione reddituale;
-la modulazione degli importi del beneficio sulla base della condizione economica del nucleo familiare, come individuata attraverso l’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) o sue componenti. Tale principio era funzionale a garantire criteri di progressivitĆ  nell’erogazione del beneficio;
-la sostituzione di una pluralitĆ  di strumenti in essere con uno strumento unico.

La riforma, dunque, semplifica e razionalizza gli strumenti di welfare a sostegno della famiglia e della natalitĆ . Allo stesso tempo, la riforma supera l’impostazione precedente che vincolava le politiche di sostegno per i figli all’appartenenza del percettore a determinate categorie lavorative, nonchĆ© alla capacitĆ  di produrre reddito. Aspetto quest’ultimo che spesso impediva agli strumenti di welfare di raggiungere adeguatamente anche i più poveri.
Lo schema

Gli importi sono sintetizzati schematicamente.
Nel caso di figli minorenni, l’importo base parte da 175 euro mensili (2.100 euro annui) a figlio ed ĆØ costante fino a 15 mila euro di ISEE. Tra 15 e 40 mila euro di ISEE l’importo si riduce con una pendenza uniforme e relativamente contenuta (circa il 6%). A partire da 40mila euro di ISEE, l’importo si stabilizza sul valore minimo di 50 euro mensili a figlio (600 euro annui).

Lo schema base degli importi riflette l’idea di universalismo (anche indipendentemente dal livello di reddito del nucleo) con moderata selettivitĆ . L’importo base di 175 euro a figlio esteso fino ai 15 mila euro di ISEE dovrebbe riguardare la metĆ  delle famiglie italiane. Il successivo decalage dell’importo, che consente di garantire il pur necessario grado di progressivitĆ  al beneficio, ĆØ comunque sufficientemente contenuto da non rendere irrilevante il beneficio a livelli di reddito medio-alti: ad esempio, a 30mila euro di ISEE che equivalgono a circa 60-70 mila euro di redditi familiari (in assenza di patrimonio) l’importo mensile per figlio ĆØ ancora tutt’altro che trascurabile e pari a 100 euro (gli assegni per il nucleo familiare, ANF, diventavano sostanzialmente irrilevanti giĆ  sopra i 30mila euro di reddito familiare; cfr. sotto).

Tale scelta punta a dare riconoscimento al valore sociale e collettivo dei figli quali risorse per la comunitĆ  indipendentemente dalla loro estrazione sociale. L’idea di fondo ĆØ che le politiche per la natalitĆ  e per il sostegno alla genitorialitĆ , per loro natura, debbano tendenzialmente avere una logica universalistica. In questo senso la misura costituisce anche un incentivo generalizzato alla natalitĆ .

Nel caso di figli maggiorenni con etĆ  inferiore a 21 anni gli importi base sono sostanzialmente dimezzati in linea con le indicazioni della Legge delega. Vengono, inoltre, previste delle maggiorazioni degli importi base – generalmente calanti con i livelli di ISEE – per specifiche circostanze, nonchĆ© delle maggiorazioni nel caso di figli con disabilitĆ , indipendenti dall’ISEE ma crescenti nel grado di disabilitĆ .

Per garantire una transizione graduale al nuovo assetto e tutelare nella fase transitoria i nuclei familiari con ISEE inferiore a 25 mila euro, per gli anni 2022-24 (e per i mesi di gennaio e febbraio 2025) si prevede infine una maggiorazione di carattere transitorio. Tale maggiorazione è pensata per ridurre eventuali differenze negative tra il nuovo Assegno e la somma dei trattamenti vigenti. Non si tratta di una clausola di salvaguardia sia perché la maggiorazione è temporanea e sia perché è calcolata sui valori medi delle detrazioni e degli ANF oggi vigenti e non sugli importi effettivamente percepiti dai singoli beneficiari. Va, peraltro, ricordato che una clausola di salvaguardia in senso stretto avrebbe impedito la semplificazione e razionalizzazione del sistema perché avrebbe, di fatto, tenuto in vita il vecchio sistema rendendo il nuovo perfino più complicato del precedente. In ogni caso, secondo le stime della relazione tecnica del decreto, la maggiorazione transitoria dovrebbe riguardare solo circa 200 mila nuclei familiari, ovvero meno del 3% del totale delle famiglie con figli minori di 21 anni.

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16/11/2021

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Nuovo pacchetto fiscale con Riscossione, ecobonus auto e incentivi varati dal governo lo scorso 15 ottobre ed entrato in vigore il 22 ottobre con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del Decreto fiscale 2021, collegato alla Legge di bilancio 2022.

Ci sarĆ  innanizutto più tempo per pagare le rate di rottamazione e saldo e stralcio. Ma non solo: verrĆ  anche rifinanziato il fondo automotive, che permette di avere agevolazioni sull’acquisto di auto amiche dell’ambiente e a basso impatto inquinante.

Inclusa nel Dl fiscale c’è anche la semplificazione delle norme sul patent box, il regime opzionale di tassazione per i redditi d’impresa. Inoltre trova anche spazio la materia lavoro, con diverse misure di rifinanziamento cassa integrazione per altre 13 settimane, il rinnovo dei congedi parentali covid e il reddito di cittadinanza. Insomma un Decreto fiscale con diverse misure in tema di fisco e lavoro.

Vediamo un po’ più in dettaglio le novitĆ  sulla riscossione approvate e in vigore con il Dl fisco di ottobre 2021, pronto a tendere una mano a contribuenti e lavoratori.

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Come si legge nel testo del provvedimento, viene prevista la riammissione nei termini dei contribuenti decaduti dalla Rottamazione-ter e dal Saldo e Stralcio fino alla nuova scadenza del 30 novembre 2021.

Come citato all’articolo 1 del ecreto infatti: ā€œIl versamento delle rate da corrispondere nell’anno 2020 e di quelle da corrispondere il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio e il 31 luglio 2021 ai fini delle definizioni agevolate di cui agli articoli 3 e 5 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, all’articolo 16-bis del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, e all’articolo 1, commi 190 e 193, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, ĆØ considerato tempestivo e non determina l’inefficacia delle stesse definizioni se effettuato integralmente, con applicazione delle disposizioni dell’articolo 3, comma 14-bis, del citato decreto-legge n. 119 del 2018, entro il 30 novembre 2021.ā€.

Tradotto: termini riammessi per i contribuenti che erano considerati decaduti dai piani di definizione agevolata conosciuti come Rottamazione ter e saldo e stralcio, per quanto riguarda i pagamenti delle rate 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio e il 31 luglio 2021.

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A partire dal 1° settembre l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha ripreso la sua attivitĆ  di notifica cartelle esattoriali rimaste in stand by da marzo 2020.

Il Decreto Fisco prevede l’estensione del termine di pagamento per le cartelle di pagamento notificate nel periodo dal 1° settembre 2021 al 31 dicembre 2021. Si avranno 150 giorni in più (5 mesi) per adempiere al versamento, anzichĆØ 60 giorni.

Nello specifico: ā€œCon riferimento alle cartelle di pagamento notificate dall’agente della riscossione dal 1° settembre al 31 dicembre 2021, il termine per l’adempimento dell’obbligo risultante dal ruolo, previsto dall’articolo 25, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, ĆØ fissato, ai fini di cui agli articoli 30 e 50, comma 1, dello stesso decreto, in centocinquanta giorniā€.

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Anche chi è decaduto nel periodo Covid potrà essere riammesso alla rateazione e dal 31 ottobre 2021 potrà riprendere a pagare in 18 rate anziché 10 rate.

Inoltre, oltre all’aumento delle rate, viene anche stabilita la riammissione al programma di rateizzazione dei debiti dei debitori incorsi, alla data di entrata in vigore di questo decreto fiscale, in decadenza da piani di dilazione in essere alla data dell’8 marzo 2020, relativamente ai quali il termine di pagamento delle rate sospese ai sensi dell’articolo 68, commi 1, 2 e 2-bis, del decreto-legge n. 18 del 2020 ĆØ fissato al 31 ottobre 2021. Resta ferma la possibilitĆ  di ampliare la rateazione.

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16/11/2021

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Fino al 31 dicembre 2021 l’autofattura può essere emessa in formato cartaceo o elettronico per le operazioni interne e con l’estero. Per le operazioni effettuate dal 1° gennaio 2022 l’autofattura va emessa in formato elettronico.

Di seguito le operazioni interessate da questo adempimento:

• TD16 – Integrazione fattura da reverse charge interno
• TD17. Integrazione-autofattura per acquisto servizi dall’estero
• TD18. Integrazione per acquisto di beni intracomunitari
• TD19. Integrazione/autofattura per acquisto di beni ex art. 17, c 2, D.P.R. 633/72
• TD20- Autofattura per regolarizzazione e integrazione delle fatture (ex art. 6 commi 8 e 9-bis D.Lgs. 471/71 o art. 46 c.5 D-L- 331/93)
• TD21- Autofattura per splafonamento

Nel caso di reverse charge interno, nella fattura elettronica va indicato il codice natura ā€œN6-inversione contabile (reverse charge)ā€ per:

1. operazioni interne (ad es., cessione di rottami, ecc.);
2. acquisti di beni intracomunitari, con fattura integrata con l’IVA essendo imponibile;
3. prestazioni di servizi generiche rese da soggetti passivi:

• intracomunitari a soggetti passivi italiani, con fattura integrata con l’IVA essendo un’operazione imponibile da registrare sia tra le fatture emesse sia tra quelle di acquisto;
• extracomunitari a soggetti passivi italiani, per l’acquisto di servizi dall’estero, la fattura obbliga ad emettere l’autofattura, essendo un’operazione imponibile da annotare sia tra le fatture emesse sia tra quelle di acquisto.

Per l’acquisto intracomunitario, l’operatore può comunicare i dati relativi all’imponibile e all’IVA trasmettendo un file xml al SDI indicando il codice TD18 nel campo cedente/prestatore il codice identificativo del fornitore comunitario e nel campo cessionario/committente i propri dati.

Per gli acquisti di servizi, siano essi comunitari o extracomunitari, va utilizzato il codice TD17, indicando le suddette integrazioni.
Per entrambe le eventualitĆ , l’operatore deve rispettare l’obbligo di comunicare le fatture di acquisto (c.d. ā€œesterometroā€), con la sola esclusione di quelle per le quali ĆØ stata emessa la bolletta doganale e di quelle per le quali sono state emesse o ricevute fatture elettroniche.

Se per gli acquisti interni ĆØ ricevuta una fattura elettronica in cui ĆØ indicato uno dei codici da N6.1 a N6.9 inversione contabile, in quanto l’operazione ĆØ indicata all’art. 17 del d.p.r. 26.10.1972, n. 633, ĆØ necessario integrare il documento ricevuto con l’aliquota e l’imposta e annotarlo nel registro delle fatture e nel registro degli acquisti.

Tuttavia, la circolare 2.7.2018, n. 13 E, consente di utilizzare una modalitĆ  alternativa predisponendo un altro documento, cha va allegato al file della fattura ricevuta nel quale vanno indicati gli estremi della fattura,, l’aliquota e l’IVA, dove nel campo cedente/prestatore va esposta la partita IVA dell’effettivo cedente/prestatore e nel campo cessionario/committente la partita IVA di chi effettua l’integrazione; tale documento xml può essere inviato con il codice TD16-integrazione fattura reverse charge interno ma senza dover rispettare alcun obbligo del suo invio a chi emesso la fattura (cioĆØ il sedente/prestatore).

Contributo a fondo perduto ā€œstart-upā€:istanze a partire dal 9 novembre.šƒš¢ šœšØš¬šš š¬š¢ š­š«ššš­š­ššIl contributo a fondo perduto ā€œs...
12/11/2021

Contributo a fondo perduto ā€œstart-upā€:
istanze a partire dal 9 novembre.

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Il contributo a fondo perduto ā€œstart-upā€ ĆØ destinato ai soggetti che hanno attivato la partita Iva tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2018 e la cui attivitĆ  d’impresa – come da risultanze del Registro delle imprese tenuto presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura – ĆØ iniziata tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2019.
Possono presentare l’istanza al nuovo contributo i soggetti che non hanno potuto ottenere il contributo Sostegni in quanto privi del requisito del calo minimo del 30% tra la media mensile del fatturato e corrispettivi dell’anno 2019 e l’analogo valore dell’anno 2020.
Ulteriore requisito previsto ĆØ l’aver conseguito ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 (secondo periodo d’imposta antecedente a quello di entrata in vigore del decreto ā€œSostegniā€) non superiori a 10 milioni di euro.

Il contributo ā€œstart-upā€ spettante a ogni beneficiario ammonta a 1.000 euro. Le risorse finanziarie messe in campo ammontano a 20 milioni di euro e pertanto, qualora l’importo complessivo dei contributi richiesti fosse superiore allo stanziamento, l’erogazione avverrĆ  con riparto proporzionale.

Il provvedimento appena varato fissa la finestra di presentazione dell’istanza telematica per la richiesta del contributo ā€œstart-upā€ nei 30 giorni compresi tra il 9 novembre e il 9 dicembre 2021.

Il richiedente può scegliere tra due diverse modalitĆ  di erogazione dell’importo spettante: l’accredito su conto corrente o il riconoscimento del contributo sotto forma di credito d’imposta utilizzabile in compensazione mediante il modello F24.

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Allegati al provvedimento il modello dell’istanza e le istruzioni di compilazione.
Oltre ai dati identificativi del richiedente, il modello prevede la sezione dedicata ai requisiti necessari per accedere al contributo, dove il richiedente deve indicare di non essere un soggetto escluso (soggetti che hanno cessato la partita Iva, enti pubblici, intermediari finanziari e societĆ  di partecipazione), di aver conseguito ricavi 2019 in misura non superiore a 10 milioni di euro, di essere un soggetto a cui non spetta il contributo Sostegni per assenza del calo minimo del 30% del fatturato e di aver attivato la partita Iva nel 2018 con inizio dell’attivitĆ  nel 2019.

Il contributo ā€œstart-upā€ ĆØ ascrivibile alla sezione degli aiuti di Stato ā€œ3.1 – Aiuti di importo limitatoā€ e per vincolo comunitario l’erogazione deve avve**re nel rispetto delle regole del cosiddetto ā€œTemporary Frameworkā€ (Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final Ā«Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19Ā», e successive modificazioni); il modello contiene quindi le sezioni dedicate alla verifica del mancato superamento dei limiti massimi di aiuti previsti per le sezioni 3.1 e 3.12.

A tal fine, il contribuente deve indicare sotto forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio i seguenti elementi: il possesso dei requisiti previsti per le sezioni di aiuti che gli si applicano, la condizione che emerge dalla verifica di mancato superamento dei limiti massimi, l’elenco degli aiuti ricevuti dal richiedente (quadro A) e i codici fiscali dei soggetti che appartengono all’impresa unica (quadro B).
Nel caso in cui con la richiesta del cfp ā€œstart-upā€ si verifichi il superamento dell’importo massimo previsto per la sezione 3.1, nell’istanza il richiedente deve indicare il minor importo di contributo richiesto, rideterminato al fine di non superare il tetto massimo di aiuti.

Il modello di istanza si chiude con la scelta della modalitĆ  di erogazione del contributo e, in caso di scelta per l’accredito in conto corrente, con l’indicazione dell’Iban corrispondente al conto corrente bancario o postale intestato al richiedente.

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Per la predisposizione e l’invio dell’istanza, gli operatori economici possono avvalersi degli intermediari giĆ  delegati al loro cassetto fiscale ovvero al servizio di ā€œConsultazione e acquisizione delle fatture elettronicheā€ del portale ā€œFatture e Corrispettiviā€.

La trasmissione telematica delle istanze, possibile dal 9 novembre 2021 e fino al 9 dicembre 2021, può avve**re esclusivamente mediante l’apposita procedura web messa a disposizione dall’Agenzia all’interno del portale ā€œFatture e corrispettiviā€.

In caso di errore commesso nei dati indicati sull’istanza presentata, il contribuente può presentare una nuova istanza sostitutiva entro il termine del 9 dicembre 2021. Entro la stessa data ĆØ possibile inviare una rinuncia, se il contributo richiesto non ĆØ spettante.

Controllo delle istanze ed erogazione del contributo
Il provvedimento illustra le modalitĆ  di elaborazione e controllo delle istanze da parte dell’Agenzia. Inizialmente, dopo la presentazione dell’istanza, vengono eseguiti dei controlli ā€œformaliā€ che terminano con il rilascio della ricevuta di presa in carico.
Successivamente al 9 dicembre 2021, termine ultimo per la presentazione delle istanze, segue una seconda fase di controlli più approfonditi, nella quale avviene il riscontro dei dati indicati nell’istanza con le informazioni presenti nel sistema dell’Anagrafe tributaria. Attraverso un accordo con Unioncamere, viene verificato il requisito dell’inizio dell’attivitĆ  nel corso dell’anno 2019 in base ai dati presenti sul Registro delle imprese tenuto presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
Se l’importo complessivo dei contributi richiesti con tutte le istanze validamente elaborate risulterĆ  superiore ai fondi stanziati, l’Agenzia determinerĆ  la percentuale di ripartizione proporzionale e procederĆ  alla conseguente emissione dei mandati di pagamento e al riconoscimento dei crediti d’imposta.
Ogni fase del processo può essere monitorata dal contribuente attraverso la consultazione delle ricevute all’interno dell’area riservata del sito dell’Agenzia e attraverso la consultazione dell’esito all’interno della sezione ā€œContributo a fondo perdutoā€ del portale ā€œFatture e corrispettiviā€.

Infine, il provvedimento illustra i controlli che possono essere svolti successivamente all’erogazione e fornisce le modalitĆ  operative per l’eventuale restituzione del contributo ottenuto e non spettante.

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/-/provvedimento-dell-8-novembre-2021

Indirizzo

Via Italica, 49
Pescara
65127

Orario di apertura

LunedƬ 09:00 - 19:30
MartedƬ 09:00 - 19:30
MercoledƬ 09:00 - 19:30
GiovedƬ 09:00 - 19:30
VenerdƬ 09:00 - 19:30
Sabato 09:00 - 13:00

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