03/11/2023
01/11/2023
STORIA DELLA GALLERIA ADIGE GARDA, VERONA CHE SI SALVA ED IL LAGO CHE SALE DI LIVELLO
Risale al 1712, allora Repubblica Serenissima, l'idea di Vincenzo Maria Coronelli di proporre un by pass che collegasse il fiume Adige al Lago di Garda in modo che quest'ultimo risultasse una cassa d'espansione per il secondo fiume d'Italia. Errato fu in quel momento pensare di far partire lo scolo dalla chiusa di Ceraino, in quanto il dislivello era scarso.
Ci pensarono le alluvioni nel corso del XIX secolo, l'ultima fu nel 1882, a ripensare all'opera. Lo scopo era principalmente quello di difendere le zone di pianura del veronese e rodigino da eventuali straripamenti.
Il 1° marzo 1939 quindi prese avvio il cantiere di costruzione dello scolmatore, tutto in territorio trentino, che inizia sulla sponda destra dell'Adige a Ravazzone di Mori e sbocca nel lago di Garda a sud di Torbole. L'opera terminò il 18 maggio 1959 dopo che durante il 2° conflitto mondiale venne utilizzato come luogo di produzione di armamenti ad opera dell'industria Caproni.
La Galleria Adige Garda una volta ultimata fu la causa della scomparsa di un bacino lacustre: il Lago di Loppio a causa delle infiltrazioni.
L'utilizzo della Galleria avviene raramente e solo in casi di vera emergenza, in quanto le limacciose e più fredde acque dell'Adige, hanno un impatto negativo su flora e fauna.
Dati tecnici:
lunghezza: 9.873m
dislivello: 106m
pendenza: 0,8688%
diametro: 8m
sezione idraulica: 50,4mq
portata max: 500mc/s (a questa portata il Lago di Garda sale di 1cm/2h)
velocità flusso acqua: tra 5 e 11m/s ossia tra 18 e 40km/h
Ad oggi quella del 31 ottobre 2023 rappresenta la 13a apertura; l'ultima volta fu il 29 ottobre 2018 che ad una media di 350mc/s scaricò 17.500.000mc d'acqua. Il maggior travaso d'acqua fu in occasione della seconda apertura, il 2 settembre 1965 quando con 440mc/s vennero riversati nel Lago 79 milioni di mc.
Questa è un'opera italiana di assoluto pregio ingegneristico.
A.F.