18/06/2018
Samsung Qled o Oled?
L’acronimo sta per Quantum Dot Light Emitting Diode e definisce “un’evoluzione” dei TV LCD LED: anche i QLED, infatti, hanno bisogno di una fonte di illuminazione esterna per generare l’immagine che viene riprodotta sullo schermo.
Inoltre, nei pannelli QLED l’attivazione dei pixel avviene in maniera autonoma, a differenza di quanto accade nei semplici LED.
Se da una parte Samsung ha deciso di abbandonare la strada dell’OLED, dall’altra ha deciso di scommettere significativamente sulla tecnologia QLED perché ci ha intravisto tutta una serie di vantaggi; eccone alcuni:
rispetto agli OLED i colori sono più brillanti, quindi la tecnologia QLED permette di sfruttare meglio la modalità HDR (High Dynamic Range, tecnologia che migliora la qualità dei singoli pixel creando una risoluzione eccellente): il picco di luminosità raggiunto è nell’ordine di 1.500 – 2.000 cd/m2 – nits
nei TV QLED i colori sono meno saturi; questo perché i pixel si possono controllare in maniera individuale, ed è quindi possibile “giocare” maggiormente con i contrasti
il volume di colore è maggiore perché i QLED possono riprodurre al 100% tutto lo spettro (sRGB, DCI-P3, etc); i sub-pixel infatti non sono RGB (3 colori per ogni pixel) ma funzionano con la modalità dual pixel structure “inventata” da Sharp. Il risultato? Un numero maggiore di colori percepiti da chi guarda lo schermo
il sistema di retroalimentazione flessibile espande l’angolo di visione (che era un limite delle tecnologie precedenti) e permette di godersi la TV da differenti angolazioni
Pro e contro:
avendo bisogno di una fonte di illuminazione esterna per funzionare, non riesce a riprodurre il nero puro – come invece fanno gli OLED – ma al massimo ricrea un grigio molto scuro
sempre per lo stesso motivo, il pannello del QLED è più spesso rispetto a quello dei TV OLED – di cui si sono visti modelli supersottili e ha bisogno di spazio (dietro o lateralmente) in cui alloggiare una fonte di luce; a questo limite Samsung sta ponendo rimedio con il sistema “No gap Wall-Mount”, che permette di posizionare il TV a filo con la parete (e di faticare meno a installarlo, che non è un aspetto secondario 😉 )
ancora per il bisogno di una fonte di illuminazione esterna, i QLED consumano più energia rispetto agli OLED.
Il minor consumo di energia non è l’unico fronte sul quale gli OLED si “prendono la rivincita” sui QLED; ci sono altri aspetti, infatti, in cui gli OLED risultano migliori:
possono riprodurre il nero puro grazie all’autoilluminazione
hanno un tempo di risposta migliore (0,002 milisecondi) che permette di godersi meglio le scene rapide come quelle tipiche dei film d’azione.
Ed ecco, invece, gli aspetti che li rendono più “deboli” rispetto ai QLED:
i componenti azzurri alla lunga si degradano e, per questo motivo, con il passare del tempo i colori non si vedono più tanto bene quanto all’inizio
possono presentare il fenomeno del burn-in, quello che causa “l’immagine fantasma” quando un elemento grafico viene visualizzato a lungo sullo schermo (quell’elemento si continua a vedere sbiadito anche se non è più riprodotto)
il materiale organico di cui sono fatti gli schermi OLED tende a perdere la capacità di emettere luce col passare del tempo