Studio Adamiral & Partners

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Educatore Finanziario

sono un consulente finanziario indipendente, mi avvalgo del supporto di CONSULTIQUE SPA di Verona (http://www.consultique.com/) principale società italiana erogatrice di consulenza pura in materia di investimenti, svincolata da ogni logica di vendita, quindi imparziale e finalizzata all’esclusivo interesse dell’ investitore. Si tratta di una figura professionale comune nei paesi anglosassoni ma an

cora poco conosciuta ed utilizzata in Italia dove solitamente ci si affida ai consigli di chi imparziale non può essere (bancari e promotori finanziari), con tutte le conseguenze, spesso catastrofiche, che ne conseguono. Curo sia gli interessi sia della clientela retail che corporate, sia per posizioni attive che passive.

16/06/2026

Auto vendute con finanziamento
I costruttori pubblicizzano oggi prezzi più bassi per gli acquisti a rate: gli sconti maggiori, però, vengono assorbiti dagli interessi sul denaro erogato.
Quanto meno nel mondo dell’auto, l’era del tutto e subito ma a meno, è finita e da un po’. Lo sconto per il cash è un lontano ricordo: oggi l’acquisto di una macchina nuova è - sulla carta - più vantaggioso se si accede anche a un finanziamento. Ma perché? La risposta è facile: perché conviene. A loro.
Oggi, infatti, il margine lordo (che non tiene conto di spese e fiscalità) sulla vendita di un’auto nuova è stimato nel 5-7% della somma incassata, quello di un’auto usata tra l’8 e il 15%, mentre l’utile sull’importo di un finanziamento può essere di gran lunga superiore.
Sulla vendita di una vettura nuova dal prezzo scontato di 30.000 €, il concessionario potrà avere un guadagno lordo compreso tra 1.500 e poco più di 2.000 €. Le cose cambiano se per quei 30.000 € il cliente accetta di versarne di tasca propria, per esempio, 10.000 e di finanziare invece i restanti 20.000. Al concessionario, infatti, verrà riconosciuta dalla società che eroga la somma (e che finisce subito nelle sue casse, esattamente come se arrivasse dal cliente) una commissione oscillante tra il 2 e il 5% dell’importo.
Questa cifra, in realtà, può crescere ancora per diversi altri fattori: il riconoscimento da parte della finanziaria di bonus legati al volume dei contratti sottoscritti, incentivi di vario tipo e ulteriori commissioni derivanti dalla vendita (spesso imposta al cliente) di polizze furto e incendio, estensioni di garanzia e tagliandi programmati legati alla durata del finanziamento.
Una stima realistica porta quindi ad almeno raddoppiare i vantaggi economici per il concessionario, che quindi farà di tutto per convincere i clienti a non pagare l’auto in contanti, ma a sottoscrivere un finanziamento, meglio se comprensivo del maggior numero possibile di servizi.
Si arriva addirittura al rifiuto di vendere l’auto, se non con finanziamento: una pratica illegale, perché è un diritto del consumatore pagare il bene di tasca propria, ma elusa evitando di opporre un esplicito diniego e utilizzando pretesti come indisponibilità del modello, tempi di consegna molto lunghi ecc.
Il consumatore deve però essere consapevole del fatto che gli interessi che pagherà sul denaro anticipato dalla finanziaria al concessionario non solo pareggeranno l’importo dello sconto praticato, annullandone il beneficio, ma spesso finiranno per incrementare il costo complessivo sostenuto per l’acquisto dell’auto. Gli interessi sono, in genere, superiori a quelli praticati dalle banche per erogare una pari somma (e per questo vale sempre la pena fare un confronto tra le condizioni del concessionario e quelle del proprio istituto di credito); e, soprattutto, lievitano nella misura in cui la rata del finanziamento comprende non solo il costo della vettura, ma anche quello di servizi aggiuntivi, scelti o imposti al consumatore.
Si deve poi sempre distinguere tra il Tan e il Taeg. Il primo (Tasso annuale nominale) è il tasso percentuale annuo che chi eroga il finanziamento applica sul capitale prestato per calcolare gli interessi puri; il Taeg (Tasso annuo effettivo globale), invece, non tiene conto solo degli interessi, ma anche di tutti gli altri costi necessari per ottenere il credito, come quelli della pratica di istruttoria, le spese di gestione e quelle legate all’erogazione della somma, eventuali commissioni e assicurazioni.
Perché il consumatore sia debitamente informato del reale costo di un finanziamento, la normativa della Banca d’Italia impone che gli sia consegnato, al momento della richiesta di un preventivo, uno specifico modulo, il Secci (Standard european consumer credit jnformation), che contiene tutti i dati fondamentali dell’operazione (importo totale del credito, Tan e Taeg, somma totale dovuta, spese e commissioni, eventuali assicurazioni, clausole sul diritto di recesso, condizioni per il rimborso anticipato, ecc.). Accade di sovente che il modulo non venga consegnato nelle concessionarie.
Sottoscrivere un acquisto con finanziamento, dunque, è spesso necessario (perché non si dispone dell’intera somma), ma richiede cautela per evitare d’incappare in clausole e costi troppo sfavorevoli e, in genere, non risulta realmente conveniente: lo sconto iniziale, che consente alla casa di pubblicizzare un prezzo “civetta” molto più basso di quello di listino, alla fine è ampiamente superato dai costi dell’operazione.
Ci sono, poi, diverse soluzioni che consentono alle finanziarie e alle concessionarie di far crescere i loro margini di guadagno.
Il primo è proporre soluzioni di lunga durata, che prevedono un anticipo minimo o nullo, un lungo periodo con rate molto basse e una maxi-rata finale che il cliente può decidere di non pagare se restituirà la vettura (in perfette condizioni e nel rispetto del chilometraggio pattuito, se non vuole farsi addebitare penali salate). Più il periodo del finanziamento è lungo, più genera interessi per la finanziaria: ecco perché oggi, accanto alle tradizionali durate di 36 e 48 mesi, si sentono proporre contratti anche di 84 o 96 mesi.
La seconda soluzione attuata per aumentare il valore del finanziamento è quella d’inserire nel pacchetto, oltre all’auto, i servizi accessori che abbiamo già accennato: assicurazioni sul credito e su furto e incendio, manutenzione programmata, estensione della garanzia, polizza sugli pneumatici, marchiatura dei vetri contro i furti e così via. Spesso, purtroppo, accade che alcune di queste voci siano considerate “obbligatorie” dalle finanziarie, nulla di illegittimo ma un po’ vessatorio nei confronti dei consumatori, che magari farebbero volentieri a meno di certi servizi.
A guadagnare dai finanziamenti quindi sono soprattutto le case, le finanziarie, i concessionari e i venditori. Non è un caso, del resto, che moltissimi costruttori, invece di appoggiarsi a banche o società esterne oggi si avvalgano di loro finanziarie. In una fase in cui i margini sulle pure auto si sono ristretti, l’intera filiera ottiene più guadagni dai servizi finanziari che dalla semplice vendita di un veicolo.
Esiste però una strategia per sottrarsi a questo meccanismo, che consiste nell’approfittare dello sconto previsto dal finanziamento, sottoscriverlo e, non appena possibile, uscirne, estinguendolo anticipatamente per non giocarsi pagando gli interessi il beneficio ottenuto.
Questo, però, è possibile solamente se nel contratto non sono previste penali, spese e costi non rimborsabili dall’ammontare troppo pesante in caso di estinzione anticipata del debito.
Estinguere anticipatamente un finanziamento auto conviene quasi sempre, soprattutto nella prima metà del piano di ammortamento, poiché permette di risparmiare sugli interessi futuri. Tuttavia, la convenienza dipende dai costi di estinzione (penali), dal tipo di tasso e dall'eventuale presenza di polizze assicurative accessorie.
Bisogna valutare i seguenti elementi per capire se e come procedere:
Risparmio sugli interessi: Nei prestiti con ammortamento "alla francese", la quota di interessi è maggiore all'inizio. Estinguere il debito subito ti evita di pagare gli interessi sulle rate non ancora scadute.
Penali di estinzione: Per legge (Decreto sul Credito al Consumo), la banca può richiedere un indennizzo massimo dell'1% del capitale rimborsato (se la scadenza supera l'anno) o dello 0,5% (se è inferiore). Questo costo decade se il debito residuo è inferiore a 10.000€ o se manca meno di un anno alla fine.
Polizze accessorie (Furto/Incendio, Kasko): Spesso i finanziamenti auto includono assicurazioni. Estinguere il prestito comporta l'annullamento della polizza. Se decidi di chiudere il finanziamento, richiedi il rimborso dei premi non goduti e assicurati di stipulare una nuova polizza per non rimanere scoperto.
Conto estintivo: Prima di pagare, richiedi sempre alla tua finanziaria il conteggio estintivo aggiornato, che indicherà l'importo esatto del capitale residuo, gli interessi risparmiati e le eventuali penali, così da calcolare il reale vantaggio economico.

29/04/2026

Gestione fiscale efficiente e recupero minus delle banche fallite.

In finanza il problema non è pagare meno tasse possibili, anzi, se ne paghi tante vuol dire che hai guadagnato molto.
Il problema è pagarle male, o peggio ancora pagarle prima del necessario, per una vendita fatta senza logica, per una minusvalenza dimenticata o per una gestione troppo disordinata del portafoglio.
Il prelievo fiscale scatta quando il guadagno viene realizzato: finché non vendi, in molti casi non stai ancora pagando nulla.
Molti investitori ragionano in modo istintivo: vedono una posizione in guadagno, vendono, incassano e passano oltre. Solo che una vendita non è mai solo una vendita. È anche un evento fiscale, è capitale che smette immediatamente di lavorare.
Inoltre, quanto venduto dovrebbe essere investito a sua volta, se non si è raggiunto un obiettivo finanziario prestabilito.

Poi ci sono le minusvalenze, valgono ma solo se sai usarle.
Il punto più utile da ricordare è questo: il “trucco” non è evitare le tasse, ma controllare quando le realizzi e come compensi ciò che puoi compensare.
Significa che una perdita non è sempre e solo una cattiva notizia: se la gestisci bene, può ridurre il peso fiscale di una plusvalenza futura.
Attenzione però, la compensazione è possibile solo tra strumenti che generano cosiddetti "redditi diversi".
Il problema è che molti investitori queste minusvalenze non le usano, o non in tempo.
Due investitori possono ottenere lo stesso rendimento lordo e chiudere l’anno con un netto molto diverso. Non perché uno abbia scelto prodotti miracolosi, ma perché uno ha gestito meglio il lato fiscale: ha evitato realizzi inutili, ha usato le minus prima che scadessero, ha capito quando aveva senso vendere e quando invece stava solo anticipando imposte.
Ed è questa la parte che fa davvero la differenza nel lungo periodo.
Perché ogni euro che non consegni oggi al fisco, se resta investito, continua a lavorare per te. È pura matematica del rendimento composto.
Quindi le tasse si pagano. Ma tra pagarle correttamente e pagarle male c’è di mezzo una fetta non banale del tuo rendimento finale. E spesso la differenza non sta in una formula complicata, ma in una gestione più lucida, più ordinata e meno improvvisata del portafoglio.

Inoltre, non è solo quanto ricevuto dal FIR a ristoro di quanto perso dagli azionisti delle banche fallite che può permettere di recuperare quanto perso.

Contattatemi per capire come recuperare le minusvalenze di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Indirizzo

Via Garziere 11
Piovene Rocchette
36013

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