08/09/2021
ATTIVAZIONE DI SERVIZI NON RICHIESTI
L’attivazione di servizi non richiesti è una pratica che ricorre nel settore delle violando la relativa disciplina [1].
Recentemente l’ ha accertato la violazione della predetta norma da parte delle società Wind Tre, Vodafone e TIM [2].
Il fenomeno delle attivazioni di servizi non richiesti apre anche a valutazioni riguardanti i profili di competenza della disciplina delle nonché quelli propri del .
Con riguardo al primo quadro normativo, non sembrano esserci dubbi sul fatto che le predette attivazioni integrino una pratica commerciale manifestamente scorretta, in particolare aggressiva ai sensi dell’art. 26.1.f) del (“esigere il pagamento immediato o differito […] di prodotti che il professionista ha fornito, ma che il consumatore non ha richiesto”). Con riguardo a questo profilo, è anche opportuno richiamare l’istruttoria avviata dall’ nei confronti della società TIM in cui l’autorità ipotizza due pratiche commerciali scorrette, una delle quali consisterebbe in “addebiti ingiustificati per la fornitura di servizi non richiesti” [3].
E per non farci mancare nulla, in relazione all’attivazione di servizi non richiesti sembra opportuno valutare anche i profili di competenza del GDPR. Sotto questo aspetto, l’attivazione di un servizio implica un di basato sull’art. 6.1.b), gdpr. Ma tale base giuridica non è evidentemente valida se si accerta che l’attivazione del servizio è avvenuta in assenza di una richiesta esplicita dell’utente-interessato; e dunque il relativo trattamento risulta pacificamente illecito.
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[1] Art. 1, c. 3-quater del D.L. 7/2007 convertito in legge n. 40/2007 (c.d. decreto Bersani).
[2] Cfr. AGCOM, delibere 190/21/CONS, 191/21/CONS, 224/21/CONS, https://www.agcom.it/home
[3] Cfr. AGCM, procedimento PS10888, TIM-PASSEPARTOUT, in Boll. n. 31/2021, 2 agosto 2021, p. 93.
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