18/10/2026
Dalla terra al corpo: l’artigianato prende vita.
È questo il titolo del panel con cui abbiamo voluto raccontare la al di Rimini, la fiera internazionale dedicata al turismo, portando al centro il valore del nostro artigianato, delle tradizioni e delle persone che ogni giorno le custodiscono e le fanno vivere.
Tre realtà, tre modi diversi di esprimere l’identità della nostra terra.
Espedito Pozzuoli, artigiano e custode della tradizione musicale lucana, ha raccontato il valore del cupa cupa, strumento tradizionale della nostra cultura popolare.
Linda Ciaglia, attraverso la danza, ha dato corpo e movimento alle nostre radici, indossando un costume tradizionale lucano realizzato dalla maestra artigiana sarta Donata Claps e impreziosito dai gioielli di Antonio Buonansegna, orafo e maestro artigiano, che trae ispirazione dalle nostre tradizioni per dare vita alle sue creazioni.
E poi Noemi, la figlia di Linda ed Espedito, che fin da piccolissima suona l’organetto e che, con la spontaneità e l’entusiasmo della sua giovane età, ci ha regalato una delle più celebri tarantelle lucane.
Perché raccontare la Basilicata significa sì valorizzare le sue tradizioni e gli artigiani che, con le proprie mani e il proprio talento, le mantengono vive, ma significa anche guardare al futuro.
Il saper fare non è soltanto un patrimonio da custodire, ma un’eredità da trasmettere. E l’esempio di Noemi ci ricorda che le tradizioni continuano a vivere quando trovano spazio nelle mani, nella voce e nella passione delle nuove generazioni.
È questo il messaggio che abbiamo voluto portare a Rimini: una Basilicata che affonda le radici nella propria storia, ma che sa guardare avanti, perché il futuro delle nostre tradizioni comincia da chi le impara, le ama e sceglie di portarle avanti.