01/10/2013
Chiedo scusa a chi capiterà di leggere questo sfogo personale che ritengo di dover scrivere su questo profilo perchè riguarda la mia professione, il mio lavoro. Purtroppo ho dovuto prendere atto ieri che dovrò rinunciare ad incassare prestazioni fatte per quasi € 2.000,00, che vanno ad aggiungersi a quelli che già perdute nel mese di luglio di € 3.000,00.= raggiungono una somma di € 5.000,00.= che in un periodo come questo sono sicuramente la sopravvivenza di una persona. Qualcuno potrà commentare dicendo che mi posso rivolgere alla Giustizia facendo gli atti a questi signori che non pagano, ma io a quel qualcuno sono costretta a dire che la Giustizia nella nostra bella italia fa acqua da ogni parte e che per avere quello che mi spetta dovrei aspettare qualche anno sempre se poi quando arrivo alla sentenza avrò visto le mie ragioni trionfare e se quei signori saranno in grado di pagare. Nella vita, dice, che non bisognerebbe mai fare i bilanci del nostro vissuto ma ognuno soffre dei propri mali ed io avendo passato tanto tempo in mezzo a bilanci contabili, non posso non farlo, e dopo aver messo nero su bianco, non posso che sentenziare il mio fallimento. Non so se il mio fallimento è dipeso da me o se qualcuno aveva gia scritto quale sarebbe stato il mio percorso di vita. Se esamino questi due aspetti devo dire che sul primo non mi sono mai sentita un genio ma la considerazione che posso fare è che nel mio lavoro, a parte qualche piccolo intoppo, che credo che sia umano, i miei clienti non hanno mai avuto problemi di alcun genere da parte delle nostre istituzioni e che ho fatto in modo che potessero rispettare sempre le scadenze senza mai ritrovarmi all'ultimo minuto, come invece capita spesso di fare. Ho cercato sempre, per ogni consulenza che mi veniva richiesta, di non dare mai risposte avventate, ma di documentarmi per poter cercare sempre di non metterli in difficoltà. Insomma ho cercato sempre di fare il mio dovere nel miglior modo possibile.
Ho lavorato per il Tribunale tanti anni, come curatore, come perito, ma un bel giorno per aver detto le mie ragioni e per non aver accettato una specie di ricatto, hanno deciso che non avrei dovuto lavorare più per quel "palazzo" Con i clienti mi sono sempre resa disponibile in qualsiasi momento, senza mai negarmi o farmi attendere. Ma nonostante questo mi sono ritrovata alla mia età a non essere più in grado di mantenermi per mancanza di lavoro. Sono sempre stata una persona umile e come tale ho chiesto aiuto a tanti "colleghi", a tanti conoscenti, ma si vede che non ispiro abbastanza fiducia e quindi non meritevole di dover essere aiutata. Se poi questo stato di cose qualcuno aveva già scritto che dovevano accadermi, non posso che "ringraziarlo" , quello che però doveva non darmi era la sensibilità verso gli animali, verso il prossimo, perchè le due cose non possono coincidere, se non posso provvedere al mio sostentamento, come è possibile che possa aiutare gli altri e pensare agli animali? Con tanta tristezza e tanto rammirico non posso più nascondere a me stessa che sono una fallita.