04/04/2026
GEO, AEO e il mistero della supercazzola pasquale
Arriva la Pasqua, tempo di risurrezioni e, a quanto pare, anche di nuove, mirabolanti sigle nel marketing. L'ultima frontiera del "ti vendo aria fritta col fiocco" è la distinzione netta tra GEO (Generative Engine Optimization) e AEO (Answer Engine Optimization).
Ma certo. Come se la SEO, quella vera, quella che facciamo noi sporcandoci le mani con i contenuti, non si fosse sempre occupata di intercettare le intenzioni di ricerca e di fornire risposte.
Per ca**tà, capisco che per vendere consulenze a quattro zeri serva un po’ di maquillage terminologico. "GEO" suona molto più futuristico di "fare contenuti di qualità che Google e i suoi algoritmi di IA riescono a digerire". E "AEO"? È l'arte di scrivere una FAQ che non sembri scritta da un bot ubriaco.
La verità è molto più noiosa, purtroppo per i venditori di fumo:
Produci contenuti che servono. Non robaccia per riempire lo spazio tra due banner.
Fai la SEO normale. Struttura bene, usa i dati strutturati, ottimizza la velocità, rendi il sito navigabile.
Abbi pazienza. L'IA impara, non fa miracoli.
E l'IA, se ha un briciolo di intelligenza (anche solo artificiale), premierà chi lavora bene sulla base. Non chi si inventa una sigla nuova ogni lunedì dell'Angelo.
Quindi, lasciate perdere le supercazzole GEO/AEO. Concentratevi sull'essenziale. Come questo bicchiere d'acqua: trasparente, indispensabile, senza fronzoli.
E a tutti voi, SEO vecchia scuola, copywriter resistenti e semplici curiosi...
Buona Pasqua! 🕊️
Che sia piena di uova di cioccolato (senza sigle strane) e di ranking organici (senza supercazzole). E se proprio dovete ottimizzare qualcosa, ottimizzate il tempo passato a tavola.