24/09/2026
🔍Come promesso, ecco un approfondimento sulla mia partecipazione a Strasburgo al Research Symposium “Young People’s Access to Social Rights” organizzato dalla Youth Partnership
👩🎤Durante una delle sessioni di workshop paralleli ho presentato la ricerca “From Formal Rights to Lived Access: Youth Work, Digital Mediation and Young People’s Access to Social Rights in Disadvantaged Contexts”.
⚠️La ricerca parte da una distinzione fondamentale: l’esistenza formale di un diritto non garantisce che i giovani possano concretamente esercitarlo.
📚📖📒🔦Attraverso una ricostruzione qualitativa e longitudinale delle attività realizzate da APICE - Agenzia di Promozione Integrata per i Cittadini in Europa a Reggio Calabria dal 2018, ho analizzato come lo youth work possa contribuire a colmare la distanza tra disponibilità formale e accesso vissuto ai diritti sociali.
📗Il caso principale è Non Formal EduCENTER!, progetto di implementazione locale sviluppato nell’ambito dell’Enter! Long-Term Training Course con il supporto di APICE, della Città Metropolitana di Reggio Calabria e del Centro diocesano dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova. La ricerca ne ricostruisce le iniziative locali e le successive traiettorie di partecipazione, progettazione europea e avvicinamento allo youth work di alcuni partecipanti.
Propongo di leggere l’accesso attraverso cinque dimensioni interconnesse:
📌recognisability: riconoscere un’esperienza di esclusione come questione di diritti;
📌reachability: raggiungere uno spazio, un servizio o un’opportunità;
📌navigability: comprendere e attraversare percorsi, procedure e istituzioni;
📌meaningful usability: utilizzare ciò che è disponibile in modo adeguato alle proprie condizioni;
📌claimability: formulare una richiesta e influenzare le condizioni di accesso.
💡Il risultato principale è che lo youth work può operare come una forma di infrastruttura di mediazione, collegando giovani, informazioni, spazi, opportunità, organizzazioni e istituzioni. Questa funzione non è automaticamente inclusiva: i suoi effetti dipendono da come la mediazione distribuisce accesso e potere.
🤖La digitalizzazione attraversa tutte e cinque le dimensioni. Può ridurre alcune barriere, ma crearne di nuove, legate alle competenze, alle piattaforme, all’opacità delle procedure e alla crescente presenza di sistemi supportati dall’intelligenza artificiale.
😊Sono felice di aver portato in un contesto internazionale l’esperienza di APICE e il mio lavoro di ricerca. Spero che questo sia un ulteriore passo verso lo sviluppo degli youth studies e della youth research applicata a Reggio Calabria, per conoscere meglio condizioni e bisogni dei giovani e contribuire a politiche giovanili basate su evidenze scientifiche.
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🔍As promised, here is a closer look at my participation in the Research Symposium “Young People’s Access to Social Rights” in Strasbourg organized by the Eu-CoE Youth Partnership
👩🎤During one of the parallel workshop sessions, I presented my research: “From Formal Rights to Lived Access: Youth Work, Digital Mediation and Young People’s Access to Social Rights in Disadvantaged Contexts”.
⚠️The research starts from a fundamental distinction: the formal existence of a right does not guarantee that young people can exercise it in practice.
📚📖📒Through a longitudinal qualitative reconstruction of activities carried out by APICE in Reggio Calabria since 2018, I explored how youth work can help bridge the gap between the formal availability of social rights and young people’s lived access to them.
📗The main case is Non Formal EduCENTER!, a local implementation project developed within the Enter! Long-Term Training Course with the support of APICE, the Metropolitan City of Reggio Calabria and the Diocesan Centre of the Archdiocese of Reggio Calabria-Bova. The research reconstructs its local initiatives and the subsequent trajectories of participation, European project development and engagement in youth work followed by some participants.
The research proposes five interconnected dimensions of access:
📌recognisability: recognising exclusion as a rights-related issue;
📌 reachability: being able to reach a space, service or opportunity;
📌navigability: understanding and moving through pathways, procedures and institutions;
📌meaningful usability: using what is available in a way that responds to one’s circumstances;
📌claimability: articulating a demand and influencing the conditions of access.
💡The main finding is that youth work may operate as a form of mediating infrastructure, connecting young people with information, spaces, opportunities, organisations and institutions. However, this function is not automatically inclusive: its effects depend on how mediation redistributes access and power.
🤖Digitalisation also cuts across all five dimensions. It may reduce some barriers, but create new ones related to skills, platforms, opaque procedures and the growing presence of AI-supported systems.
😊I am very pleased to have brought APICE’s experience and my research to an international setting. I hope this represents another step towards developing youth studies and applied youth research in Reggio Calabria, improving our understanding of young people’s conditions and needs, and supporting evidence-based youth policies.