03/12/2025
TENIAMO ALTO IL LIVELLO DI ATTENZIONE. LETTERA APERTA AL MINISTRO GIULI
OGGETTO: A.S. 1689 -DISEGNO DI LEGGE DI BILANCIO 2026. Osservazioni in merito alla proposta di emendamento n. 108.0.11, considerazioni sull’archeologia preventiva e richiesta di avvio di tavolo di concertazione su riforma del Codice dei Beni Culturali e Paesaggio. Lettera aperta.
Egregio on. sig. Ministro,
le Associazioni di categoria sottoscriventi la presente esprimono forte preoccupazione in relazione alla proposta di emendamento n. 108.0.11 Matera, Gelmetti (Art. 108-bis.) presentata quale modifica alla Legge di Bilancio 2026, che avrebbe apportato una modifica sostanziale all’art. 28, comma 4 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.lgs. 42/2004).
L’emendamento, giudicato inammissibile per materia, avrebbe previsto la fine delle procedure di archeologia preventiva con conseguenze negative sulla progettazione delle opere pubbliche (sia con riferimento ai tempi, che si allungherebbero in forma indefinita in caso di “fortuiti” ritrovamenti archeologici in assenza di indagini preventive, sia con riferimento ai costi, che subirebbero un’impennata nel caso di “fermo lavori” conseguente al medesimo “fortuito” ritrovamento) e sulla tutela del patrimonio archeologico, anche sommerso (distruzione di potenziali nuovi siti e di siti noti ma non ancora vincolati).
Le sottoscritte Associazioni ritengono pertanto necessario avviare una più ampia riflessione sulle esigenze di tutela proponendo l’apertura di un dialogo propositivo, sul Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e sulle linee guida dell’archeologia preventiva.
Al fine di evitare, infatti, ricorsi ad eventuali correttivi in corso di progettazione (casi non infrequenti in caso di rinvenimenti), un obsoleto ritorno al ricorso generalizzato (e pericoloso) delle procedure di fermo lavori da parte degli organi preposti alla tutela, e un sistematico impiego di provvedimenti di vincolo, sia diretto che indiretto, che a non troppo lungo periodo finirebbe con il paralizzare qualsiasi forma di sviluppo del territorio, le Associazioni sottoscriventi ritengono pertanto necessario condividere proposte di riforma del suddetto Codice con tutti i soggetti coinvolti nell’elaborazione normativa.
Già in occasioni precedenti le nostre Associazioni avevano osservato che l’attuale Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, pur emanato nel 2004, nella sua impostazione risente fortemente della precedente legge di tutela del 1939 e non risulta più corrispondente a ciò di cui oggi necessiterebbero la tutela, la formazione, la ricerca, la gestione e la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici italiani.
Inoltre, riteniamo sia necessario rispondere in maniera ancora più appropriata alle previsioni della Convenzione Europea de La Valletta sulla protezione del patrimonio archeologico, ratificata dall’Italia con la Legge n. 57 del 29 aprile 2015 ed entrata in vigore per il Paese il 13 maggio 2015.
Ai sensi della suddetta Convenzione, è infatti necessario predisporre, per lavori pubblici ma anche privati, procedure di autorizzazione e di controllo degli scavi che garantiscano interventi condotti secondo criteri scientifici, con l’obiettivo di ridurre il consumo di suolo e cercando di privilegiare, il più possibile, l’impiego di metodi di indagine non distruttivi.
Al fine, quindi, di evitare processi normativi multipli e disorganici, ribadiamo la necessità di avviare un tavolo di concertazione che abbia l’obiettivo di effettuare un aggiornamento completo e organico del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
Restiamo a disposizione per ogni possibile interlocuzione ed eventuali chiarimenti.
Le Associazioni di categoria e universitarie:
ANA - Associazione Nazionale Archeologi
Api -Mibact -Archeologi del Pubblico Impiego
Archeoimprese
Assotecnici
CIA - Confederazione Italiana Archeologi
Consulta di Topografia Antica
Federazione delle Consulte Universitarie di Archeologia
Lega Coop Produzione e Servizi