Carriere Italia

Carriere Italia Carriere Italia, società di consulenza presente sul mercato dal 2004 si occupa di consulenza alle i

Carriere Italia è una società di consulenza, nata nel 2004 da un’idea del manager Carlo Bisi. Da 10 anni, si occupa di Coaching, Training, Ricerca e Selezione del personale, Consulenza nella gestione delle Risorse Umane e Strategia Commerciale, Orientamento formativo e professionale, accompagnando aziende e persone attraverso percorsi di crescita e cambiamento. L’obiettivo è affrontare la rapida e

voluzione del mercato, puntando tutto sullo sviluppo delle potenzialità delle persone, come risorsa fondamentale per trasformare gli obiettivi in successo. La filosofia di Carriere Italia è basata sul concetto che ogni rinnovamento può essere affrontato al meglio con una gestione intelligente dei profili delle persone: valorizzare le singole capacità significa progettare il futuro nel segno di un’evoluzione consapevole. Carriere Italia oggi è formata da un ampio staff di professionisti e consulenti, che supportano aziende e persone grazie al metodo del Coaching: una strategia di formazione che migliora e amplifica il potenziale delle Risorse Umane. Il Coach propone al cliente strumenti che gli permettono di rafforzare la sua efficacia per raggiungere obiettivi personali, aziendali, di team e manageriali.

Abbiamo letto con grande interesse l’articolo di Luca Brambilla e Alberto Cammarota (Il Sole 24 Ore).Questo articolo apr...
26/05/2026

Abbiamo letto con grande interesse l’articolo di Luca Brambilla e Alberto Cammarota (Il Sole 24 Ore).
Questo articolo apre una riflessione che, più che tecnologica, è profondamente manageriale e culturale.

L’IA non è solo uno strumento: è una nuova forma di delega.
E come ogni delega, non è neutra.

Se da un lato amplifica in modo straordinario la nostra capacità di produrre, sintetizzare e decidere, dall’altro ci espone a un rischio meno visibile ma altrettanto rilevante: quello di “disimparare” a pensare in profondità.

Il punto, quindi, non è se usare l’IA, ma come usarla.

La storia organizzativa ci insegna che ogni grande innovazione tecnologica ha liberato tempo e risorse cognitive, permettendo alle persone di spostarsi verso attività a maggior valore aggiunto. Ma questa promessa si realizza solo a una condizione:

che quel tempo liberato venga effettivamente reinvestito in pensiero critico, apprendimento e sviluppo.

Altrimenti, il rischio è un paradosso: più efficienza operativa, ma meno qualità cognitiva.

Per chi si occupa di leadership, coaching e sviluppo organizzativo, questo apre alcune domande cruciali:

Stiamo usando l’IA per potenziare il pensiero o per sostituirlo?
Le nostre organizzazioni stanno allenando competenze critiche o stanno delegando anche quelle?
Come accompagniamo le persone a un uso consapevole, e non passivo, di questi strumenti?

Forse la vera sfida non è tecnologica, ma educativa.

Serve una nuova forma di responsabilizzazione diffusa: imparare a distinguere ciò che è utile delegare da ciò che, invece, è essenziale continuare ad allenare.

Perché il valore non sta nella velocità con cui produciamo risposte, ma nella qualità delle domande che siamo ancora in grado di porci. Quindi, prima di delegare all’IA, prova a fermarti un attimo e chiederti:

“Sto usando questo strumento per potenziare il mio pensiero… o per evitarlo?”

Ci sono temi di cui, semplicemente, non si parla. Non perché non esistano ma perché sono 𝐬𝐜𝐨𝐦𝐨𝐝𝐢, 𝒹𝓮𝓁𝒾𝒸𝒶𝓉𝒾, a volte perc...
12/05/2026

Ci sono temi di cui, semplicemente, non si parla.

Non perché non esistano ma perché sono 𝐬𝐜𝐨𝐦𝐨𝐝𝐢, 𝒹𝓮𝓁𝒾𝒸𝒶𝓉𝒾, a volte percepiti come “p̳e̳r̳i̳c̳o̳l̳o̳s̳i̳”.

Noi di Carriere Italia, insieme a TEDxReggioEmilia , abbiamo avuto l’opportunità di facilitare la serata tra Partner e Sponsor, un momento di confronto sul tema scelto per il 2026: il tabù.

Il tabù è un fenomeno sociale e culturale: qualcosa che “non si deve dire” o che “non si deve fare”, perché considerato proibito, sacro o inappropriato da un’intera comunità. Nasce dall’esterno (dalla società, dalla cultura, dalla tradizione) e ha una funzione precisa: mantenere un certo ordine e proteggere valori condivisi.

Ma spesso il tabù diventa anche altro: una 𝘻𝘢𝘷𝘰𝘳𝘳𝘢 𝘪𝘯𝘷𝘪𝘴𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦 che limita il confronto, trattiene le persone e riduce le possibilità di crescita.

Durante l’incontro abbiamo creato uno spazio di dialogo, proponendo attività che hanno messo le persone di fronte a situazioni volutamente “scomode”, stimolando riflessioni profonde:

❌ Il vantaggio del silenzio: perché scegliamo di non parlare?
❌ Il prezzo invisibile: cosa perdiamo quando restiamo in silenzio?

Ne è emerso un confronto autentico, fatto di consapevolezza, ascolto e nuove prospettive.

Perché rompere un tabù non significa “dire tutto”, ma creare le condizioni perché le persone possano essere oneste con sé stesse e con gli altri.

È 𝒖𝒏 𝒊𝒏𝒗𝒊𝒕𝒐, 𝒏𝒐𝒏 𝒖𝒏 𝒂𝒕𝒕𝒂𝒄𝒄𝒐.
È 𝒖𝒏’𝒐𝒑𝒑𝒐𝒓𝒕𝒖𝒏𝒊𝒕à, 𝒏𝒐𝒏 𝒖𝒏𝒐 𝒔𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒐.

E spesso, tutto inizia da lì: dal trovare il coraggio di nominare ciò che fino a ieri restava “non detto”.

𝐂𝐢ò 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐫𝐞𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐫𝐞, 𝐬𝐢 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐧𝐝𝐞 𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐚… è 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐫𝐧𝐞.

Allora vogliamo chiederlo anche a voi…𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭à 𝐯𝐨𝐫𝐫𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐠𝐫𝐢𝐝𝐚𝐫𝐞?

Grazie a tutti i partecipati per il coraggio e a TEDxReggioEmilia per la fiducia! In particolare a Laura Credidio Erminia Fazzolari Silvia Ciampa Federica Marulli Giovanni ‘Adam’ Speziale Paolo Tegoni

Francesca Bisi Sara Borghi Matteo Rossi

Il rientro dalle ferie invernali non è mai solo una ripartenza operativa.È un passaggio di soglia.Si chiude un tempo di ...
12/01/2026

Il rientro dalle ferie invernali non è mai solo una ripartenza operativa.
È un passaggio di soglia.
Si chiude un tempo di pausa e se ne apre uno nuovo: un intero anno davanti a noi, fatto di obiettivi, responsabilità, cambiamenti.

Negli ultimi anni, il tema di 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢𝐚𝐦𝐨 è diventato centrale quanto il 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢𝐚𝐦𝐨.
I dati di mercato lo confermano: cresce l’attenzione verso modelli organizzativi più sostenibili, come la settimana lavorativa corta, gli orari agevoli e una maggiore flessibilità nella gestione del tempo.
Le sperimentazioni condotte in diversi Paesi mostrano risultati chiari:
✔️ miglioramento del benessere delle persone
✔️ riduzione dello stress e dell’assenteismo
✔️ livelli di produttività stabili, quando non in crescita

Non si tratta di tendenze passeggere.
È una trasformazione culturale.

La cultura del lavoro non riguarda solo performance e risultati, ma la capacità delle organizzazioni di riconoscere il valore del riposo, del recupero, del tempo.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡é 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐩𝐨𝐬𝐨 𝐧𝐨𝐧 è 𝐮𝐧’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐫𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨: è 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨.

È ciò che permette alle persone di tornare con energia, lucidità e visione.
Ripartire oggi significa farlo con questa consapevolezza.
Con l’attenzione alle persone, prima ancora che agli obiettivi.
Con la responsabilità di costruire contesti professionali sostenibili nel tempo.

Si apre un nuovo anno, e prima di parlare di traguardi, la domanda più importante resta sempre la stessa:
…state tutti bene?

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ph. di Tim Mossholder

✨🎄BUONE FESTE DA NOI DI CARRIERE ITALIA 🎄✨Ci siamo presi un momento per celebrare i successi del 2025… e per consegnarci...
25/12/2025

✨🎄BUONE FESTE DA NOI DI CARRIERE ITALIA 🎄✨

Ci siamo presi un momento per celebrare i successi del 2025… e per consegnarci premi 𝐚𝐥𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢 e rigorosamente ironici 🏆
(Riconoscimenti assegnati sulla base di talenti fuor dal comune, pazienza, problem solving e – in alcuni casi – pura sopravvivenza).

Un modo leggero per celebrare un anno che, in realtà, è stato tutt’altro che leggero.
Abbiamo portato a casa risultati importanti, affrontato sfide complesse, costruito nuove opportunità e – soprattutto – lavorato insieme con responsabilità, energia e tanta voglia di fare bene.

Dietro ogni traguardo ci sono confronto, impegno quotidiano, scelte non sempre semplici e un grande gioco di squadra.
E sì, anche qualche caffè di troppo ☕😉

Questo momento è stato anche un promemoria prezioso:
👉 il riposo non è una pausa dal lavoro, ma una parte fondamentale del processo.
È lì che si sedimentano le idee, si ritrova lucidità e si crea lo spazio per innovare davvero.

Grazie a questo team per quello che ha costruito nel 2025 e per lo spirito con cui lo ha fatto.
Ora ci prendiamo una pausa meritata… pronti a ripartire con nuove energie, nuove idee e – probabilmente – nuovi premi improbabili 🚀



Carlo Bisi Francesca Bisi Matteo Rossi Alessia Peracca Rosalia Vettoretto Annalisa Minutolo Sara Borghi Claudia Papaveri e due conoscenze che sono passate dal team ma che, in realtà, sono relazioni che ancora coltiviamo con gratitudine Belinda Ruggeri Antonella Landini

FIDUCIA è la parola dell’anno secondo Treccani , che la definisce “l’atteggiamento di tranquillità e sicurezza che nasce...
15/12/2025

FIDUCIA è la parola dell’anno secondo Treccani , che la definisce “l’atteggiamento di tranquillità e sicurezza che nasce da una valutazione positiva di una persona o di un gruppo di persone”.
A noi di Carriere Italia risuona particolarmente, perché è il punto di partenza e il risultato a cui tendiamo in ogni percorso di sviluppo e cambiamento organizzativo.

𝐋𝐚 𝐟𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐟𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐭à, 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐚𝐮𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐢𝐭à 𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐞.

In Carriere Italia, la fiducia è verso sé stessi, verso i colleghi e nella possibilità di costruire insieme, per il cliente e con il cliente. E' anche una 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐭𝐚𝐧𝐠𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐞 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞: la capacità di agire con coerenza, di comunicare con trasparenza, di ascoltare profondamente, di mantenere impegni e generare un clima psicologico sicuro.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡é 𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 è 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐮𝐧 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨: 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨, 𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚 è 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐢𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐚𝐜𝐢𝐚 𝐞 𝐝𝐢 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞.

Quando le persone lavorano in un clima di fiducia, condividono informazioni con più facilità, collaborano più rapidamente e prendono decisioni con maggiore sicurezza. Riduce conflitti e controlli superflui e, allo stesso tempo, genera uno stato emotivo positivo che aumenta proattività, responsabilità e motivazione. Per questo i team ad alta fiducia performano meglio: si trasforma in una competenza organizzativa strategica.

Nel nostro lavoro lo vediamo ogni giorno:
🟥 la fiducia non si dichiara, si costruisce
🟥 non si impone, si merita
🟥 non è astratta, è pratica e quotidiana

Per questo collaboriamo con EQ BIZ di Six Seconds Italia con cui lavoriamo sulla dimensione emotiva della fiducia.
La fiducia nasce prima di tutto da un’emozione: quando viene riconosciuta e allenata, diventa un comportamento che trasforma le relazioni e i contesti di lavoro. Grazie allo strumento Vital Signs, possiamo misurare come la fiducia si manifesta nelle persone, nei team e nell’organizzazione: quali comportamenti la sostengono, quali la ostacolano e come può essere sviluppata.
Il nostro vero differenziante? Aiutare persone e organizzazioni a sviluppare nuove abitudini, nuovi approcci, nuovi modi di vedere e ascoltare. “Nuovi occhi” e “nuove orecchie”, per cogliere ciò che prima si intuiva soltanto.

In questo senso, 𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚 è 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨, 𝐦𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚: 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚, 𝐞𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐞.

Rimetterla al centro significa riaprire spazi di dialogo autentico e generare relazioni solide, sostenibili, umane.

💭 Pensieri dal team di Carriere Italia 💭 "Noi, della Generazione Z (nati tra il 1995 e il 2012) rappresentiamo ormai una...
03/12/2025

💭 Pensieri dal team di Carriere Italia 💭

"Noi, della Generazione Z (nati tra il 1995 e il 2012) rappresentiamo ormai una parte significativa della forza lavoro. Siamo una generazione istruita, digitale, curiosa, molto sensibile ai temi della sostenibilità, dell’inclusione e dell’impatto sociale. Il lavoro va oltre la retribuzione e diventa un luogo di realizzazione e identità.

Certo, non siamo ipocriti, la sicurezza e la stabilità che derivano da una buona retribuzione rimangono, ma oggi la nostra vera sicurezza è sentire di poter crescere, imparare e contribuire. Vogliamo sapere che ciò che facciamo ha un impatto, sia all’interno dell’organizzazione sia sul prodotto o servizio finale. Vogliamo capire perché facciamo quello che facciamo, a cosa serve, che valore crea.
Non è un caso che apprezziamo le aziende che investono in formazione continua, che danno autonomia, fiducia e spazi per sperimentare.
La crescita professionale e la crescita personale non sono due entità così separate!

Un altro tema centrale è la flessibilità: non intesa come assenza di regole, non intesa come riposo, non intesa come “lavorare di meno”, ma come possibilità di conciliare lavoro e vita privata, di gestire il tempo in modo più umano, di sentirci liberi/e di esprimerci anche attraverso il nostro stesso ruolo.

In fondo, cerchiamo aziende moderne, inclusive e coerenti con i nostri valori. Ribadisco, non un “posto di lavoro”, ma un luogo di significato, un ambiente stimolante e vario, con obiettivi chiari e sfidanti.

La solitudine e l’incertezza sperimentate durante il periodo del Covid-19 si sono tradotte anche in un senso di insicurezza rispetto alla propria performance e in un crescente bisogno di conferme. Ecco perché abbiamo bisogno di ricevere feedback continui e costruire relazioni positive. Vogliamo sentirci visti, ascoltati, coinvolti.

In fondo, credo che la Generazione Z non stia semplicemente cambiando il modo di intendere il lavoro: sta riportando al centro la domanda di senso.
E questa è una grande opportunità per le aziende: ripensare i propri modelli, le proprie culture e il proprio purpose, per diventare luoghi dove le persone non solo lavorano, ma crescono, contribuiscono e si sentono davvero parte di uno scopo comune.

Forse la vera domanda, oggi, non è come attrarre i giovani talenti, ma 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐮𝐧 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨."

Post di Sara Borghi

E voi, colleghi della GenZ, vi ritrovate nelle parole di Sara?

Ph. Taha Mazandarani

Oggi è la Giornata mondiale della salute mentale, un’occasione per ricordare che il benessere psicologico non è solo un ...
10/10/2025

Oggi è la Giornata mondiale della salute mentale, un’occasione per ricordare che il benessere psicologico non è solo un tema individuale, ma una leva strategica per la salute delle organizzazioni.

Nel coaching e nei percorsi di sviluppo che accompagniamo ogni giorno, lo vediamo chiaramente: le persone performano meglio quando si sentono viste, ascoltate e sostenute.

Le aziende crescono quando investono in contesti in cui parlare di emozioni, stress o fatica non è un tabù, ma un atto di responsabilità condivisa.

La salute mentale non è un “extra”, è parte integrante della leadership moderna:
🌱 la capacità di ascoltare senza giudicare,
🌱 di creare sicurezza psicologica,
🌱 di mettere la persona — non solo il ruolo — al centro delle decisioni.

Prendersi cura della salute mentale significa prendersi cura della sostenibilità umana del lavoro.

E questo è, a tutti gli effetti, business.

Parlare di umanità in azienda rischia sempre di sembrare un esercizio di stile.Eppure, non c’è nulla di più concreto: la...
03/10/2025

Parlare di umanità in azienda rischia sempre di sembrare un esercizio di stile.
Eppure, non c’è nulla di più concreto: la capacità di un’organizzazione di restare “umana” si misura nelle decisioni quotidiane – nelle priorità che sceglie, nei compromessi che accetta, nelle persone che valorizza (o trascura).

L’impresa non è “buona” quando fa beneficenza a margine del business, ma quando integra l’umanità nelle sue logiche di funzionamento: nel modo in cui gestisce gli errori, riconosce i meriti, distribuisce il tempo, accoglie le fragilità.

In un mercato che spinge verso l’efficienza a ogni costo, l’umanità può sembrare un lusso; in realtà è l’unico vantaggio competitivo che non si copia, non si automatizza e non si compra.

Forse la vera domanda non è: “possiamo permetterci l’umanità in azienda?”
Ma piuttosto:

“𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐜𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐫𝐧𝐞 𝐚 𝐦𝐞𝐧𝐨?”

Grazie a TEDxReggioEmilia per averci coinvolti e a tutti i volontari presenti. Grazie anche a Confindustria Reggio Emilia per averci accolto.

Carlo Bisi Francesca Bisi Sara Borghi Claudia Papaveri Laura Credidio Erminia Fazzolari Massimo Bolzoni Paolo Tegoni Silvia Ciampa

🔎 Chiarezza è potere: Job & Skills Analysis Nel 2025 in Carriere Italia le richieste e le attività di Job & Skills Analy...
24/09/2025

🔎 Chiarezza è potere: Job & Skills Analysis

Nel 2025 in Carriere Italia le richieste e le attività di Job & Skills Analysis sono cresciute in modo esponenziale.
Sempre più aziende ci chiedono di tracciare le competenze distintive di ruolo, perché l’obiettivo non è solo descrivere attività e responsabilità: è creare vera chiarezza organizzativa.

📌 Perché conta la chiarezza
Sapere chi fa cosa, con quali responsabilità e con quali skill chiave riduce sovrapposizioni, conflitti e zone d’ombra. È la base per decisioni rapide, team che collaborano meglio e percorsi di carriera trasparenti.

📌 Perchè il lavoro si sta evolvendo velocemente
Automazione e AI stanno trasformando attività e responsabilità: ciò che era “hard skill” tre anni fa oggi è già superato. Avere consapevolezza delle competenze oggi presenti in azienda supporta l’organizzazione nel fare propria la fluidità del cambiamento.

📌 Perchè supporta percorsi di ricerca e selezione consapevoli
Conoscere le competenze distintive significa creare percorsi di carriera chiari, motivanti e personalizzati (anche in termini di processi di selezione interni). Consente di avere chiari i need dell’organizzazione in termini di risorse da ricercare.

📌 Perchè consente di creare programmi di formazione mirata e di senso
Una fotografia precisa delle skill consente di investire solo dove serve, ottimizzando budget e tempi.

MA: questi percorsi non si costruiscono “a tavolino”.
Li realizziamo insieme alle persone – interviste, workshop, co-design – perché solo il coinvolgimento diretto crea modelli che:
▪️rispecchiano davvero la realtà operativa
▪️ sono accettati e utilizzati da chi li vive ogni giorno

Risultato? L’organizzazione possiede un metodo e un modello inserito nei processi e nella gestione strategica delle risorse umane.
Ma non solo: organizzazioni più chiare, persone più ingaggiate e percorsi di sviluppo concreti e condivisi.

Una mappatura partecipata diventa così lo strumento per anticipare il futuro, non solo per fotografare il presente.

🌟Il futuro delle HR inizia da qui 🌟Festeggiamo con grande gioia due persone speciali che hanno fatto parte del nostro te...
10/09/2025

🌟Il futuro delle HR inizia da qui 🌟

Festeggiamo con grande gioia due persone speciali che hanno fatto parte del nostro team come tirocinanti e che hanno in questi mesi raggiunto un traguardo importantissimo: la laurea magistrale in Relazioni di Lavoro presso Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia! 🎓

In questi mesi hanno portato entusiasmo, idee nuove e passione, lavorando con noi su un progetto di Performance Management che è diventato il cuore della loro tesi. Non solo hanno appreso, ma hanno anche arricchito il nostro lavoro con la loro energia e la loro visione nuova.

Riprendiamo le parole di Eugenio Caperchione durante la proclamazione di laurea:
“Siete su temi di frontiera e state dicendo la vostra su come si possano creare delle opportunità nuove. Beh, che degli studenti si impegnino per riuscire a provare a cambiare qualcosa nel mondo del lavoro per la collettività, ci fa sperare in un domani, nella creazione di ambienti dove le persone lavorino meglio, vengano formate, valorizzate e ascoltate.”

Ringraziamo anche i relatori delle tesi Luigi Torlai e Ludovica Leone per la fiducia e la collaborazione instaurata.

Siamo orgogliosi di averle accompagnate in questo pezzo di strada e convinti che diventeranno professioniste HR capaci di fare la differenza.

👏 Congratulazioni Letizia Nicoli e Sara Borghi : il futuro delle risorse umane vi aspetta e noi non vediamo l’ora di vedervi brillare!

Indirizzo

Via Nicomede Bianchi 19
Reggio Nell Emilia
42123

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 18:00
Domenica 09:00 - 18:00

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