03/03/2021
Accadde oggi
3 marzo 1882, nasce a Lugo di Romagna Carlo Pietro Giovanni Guglielmo Tebaldo Ponzi.
Arriva a Boston nel 1903 con in tasca poco più di due dollari: aveva perso tutto con gioco d’azzardo e scommesse durante il viaggio.
Cambia il nome in Charles Ponzi e diventa un abile truffatore promettendo forti guadagni ai suoi “clienti”. La truffa che remunera con il denaro di nuovi “investitori” prende il nome di “schema Ponzi”: ai primi investitori vengono riconosciute forti remunerazioni in modo da attirare l’interesse di altri. Finché affluiscono nuovi “investitori” e il loro denaro lo schema procede senza scossoni.
L’idea di Ponzi è stata imitata spesso, nell’Italia degli anni Cinquanta fu clamoroso lo “scandalo Giuffrè”, un ex impiegato di banca che mise in piedi lo stesso meccanismo e fece perdere una montagna di soldi anche ad alcuni ordini religiosi.
La versione più sofisticata dello schema Ponzi è stata quella architettata da Bernard Madoff venuta alla luce nel 2008.
Benché con scale più modeste, nuovi tentativi di infedeltà realizzati con lo schema Ponzi continuano a manifestarsi
A cento anni dalla vicenda di Charles Ponzi le lezioni da tenere a mente sono almeno tre:
1. Le competenze finanziarie sono utili ma non bastano a evitare l’inganno: nello schema Madoff non hanno perso denaro le zie Mariucce ma istituzioni finanziarie e investitori istituzionali, dotati di fior di uffici finanziari e di sofisticate competenze. Ha ragione San Paolo, l’avidità del denaro è l’origine di tutti i mali, l’attrazione per i rendimenti dei fondi Madoff generò l’ottundimento della ragione;
2. ci salverà la seconda domanda: a chi promette rendimenti sibaritici bisogna chiedere “con quale rischio” e se la risposta è che il rischio è nullo o modesto, la seconda domanda è “come fai?”;
3. La terza lezione è una delle regole di Warren Buffett, “non investire in ciò che non capisci”: l’asset management è una casa di vetro, le informazioni di qualsiasi strumento di investimento sono facilmente disponibili, massime le tutele fornite all’investitore, non è dunque difficile riconoscere l’opacità e diffidarne.