06/06/2026
Il calo dei mercati di venerdì ha colpito non tanto per la sua entità, ma perchè ha riguardato praticamente tutti gli asset in portafoglio. E i beni rifugio?
La teoria di gestione del rischio in portafoglio presuppone la diversificazione fra strumenti, ponendo particolare attenzione alla decorrelazione fra gli asset stessi.
Solitamente, siamo quindi portati a pensare che in fasi di risk off, ad esempio, bond e oro si possano apprezzare, contenendo quindi le perdite effettive.
Tuttavia, sul mercato non esistono "leggi scritte sulla pietra", e le stesse decorrelazioni diventano figlie del contesto in cui ci troviamo.
La giornata di venerdì ne è un esempio, in quanto abbiamo assistito appunto ad un calo contestuale non solo della parte equity, ma anche, e in maniera piuttosto violenta, dei metalli preziosi, fra cui appunto l'Oro.
La stessa decorrelazione, probabilmente più nota, fra azionario e obbligazionario, tende a variare nel corso del tempo.
Solitamente, diventa funzionale nel momento in cui l'economia va incontro a fasi recessive, e viene meno nel corso delle ondate inflattive (che portano le Banche Centrali ad alzare i tassi d'interesse).
In sostanza, non esistono garanzie o certezze, all'interno di un contesto (quello economico, e finanziario di riflesso) che è incerto per definizione.
Chi propone il contrario, è perchè deve vendere qualcosa.
Tuttavia, questo non deve comunque portare all'improvvisazione, o a cercare di anticipare il mercato, proprio per lo stesso motivo, ovvero l'incertezza fondamentale di base, che non rende prevedibile l'imprevedibile.
Per questo diversificare correttamente il rischio in portafoglio resta comunque la chiave per evitare di avere sorprese in un mondo pieno di sorprese.