18/11/2025
C’è un istante preciso, noto a ogni commercialista, in cui la routine dello studio si incrina. Un collaboratore entra in silenzio, con un fascicolo in mano e un’ombra negli occhi: è il momento in cui si è scoperto un errore.
Non è un evento eccezionale, non è la crepa di un sistema difettoso, ma la manifestazione fisiologica di ciò che è il commercialista: un professionista immerso in un perimetro normativo sterminato, mutevole, talvolta contraddittorio, in cui la perfezione non è esigibile. Non oggi. Non mai.
L’errore, nel lavoro del commercialista, non è una deviazione ma una presenza strutturale, quasi inevitabile… continua su Blast, di libero accesso per tutti.
Un “profondo” intervento di Lelio Cacciapaglia, imperdibile!
quotidiano di diritto, economia, fisco, tecnologia; diretto da Dario Deotto
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