Volo Alto

Volo Alto Volo Alto si occupa di web recruiting e video editing con l'obiettivo di salvaguardare la ricchezza principale dei suoi clienti: il tempo.

Volo Alto nasce dalla volontà e dal desiderio di organizzare il lavoro delle persone, salvaguardando la ricchezza principale dei suoi clienti: il tempo. Quanto vale un ora del tuo tempo? Da questa domanda nasce Volo Alto che si occupa di utilizzare gli strumenti web (Linkedin, YouTube, contenuti video) per promuovere e rendere più interessante la realtà che ogni giorno viviamo. Quali sono i servizi di Volo Alto?
- Web recruiting. Con il supporto di Start Up Italia, società autorizzata dal ministero per la ricerca e selezione di professionisti, ci occupiamo di utilizzare il canale Linkedin per il reclutamento di agenti di commercio, promotori finanziari e professionisti della vendita.

- Video editing per le aziende. Implementiamo e gestiamo i canali youtube e vimeo delle aziende, creando contenuti video per la promozione della propria attività.

- Video editing per i privati. Creiamo video di presentazione come ad esempio video-curriculum, inoltre creiamo video per quelle persone che hanno tanti contenuti video nel proprio hard disk (girati con iphone e gopro) ma non hanno tempo né le competenze per il montaggio.

“Hai fatto 300 telefonate. Ma cosa hai scoperto?”Nel telemarketing i numeri contano, eccome. Senza volume, costanza e ri...
17/09/2026

“Hai fatto 300 telefonate. Ma cosa hai scoperto?”

Nel telemarketing i numeri contano, eccome. Senza volume, costanza e ripetizione è difficile arrivare a risultati interessanti.

Però c’è una differenza tra fare tante chiamate e limitarsi a fare tante chiamate.

Posso arrivare a fine giornata con 85 telefonate e aver raccolto solo qualche “non mi interessa”, qualche “mandi una mail” e tanti centralini che mi rimbalzano.

Oppure posso aver capito chi decide davvero, quali obiezioni tornano, quali parole del mio script non funzionano e quando conviene richiamare.

Per me anche queste informazioni fanno parte del risultato.

Perché le chiamate devono essere tante, sì. Ma dovrebbero anche lasciarci qualcosa.

A fine giornata non chiederei solo: “Quante telefonate hai fatto?”

Chiederei anche: “Che cosa sai oggi che stamattina non sapevi?” 🙂

DIARIO DI UNA TELEFONATA  #4Quella in cui ho capito che non dovevo più vendereCi sono telefonate in cui passi i primi mi...
15/09/2026

DIARIO DI UNA TELEFONATA #4
Quella in cui ho capito che non dovevo più vendere

Ci sono telefonate in cui passi i primi minuti a cercare di capire se dall’altra parte esiste davvero uno spazio commerciale.

Poi, a un certo punto, succede una cosa molto semplice: il potenziale cliente comincia a fare domande.

“Ma quindi voi gestite direttamente le telefonate?”
“Come scegliete le aziende da contattare?”
“Cosa dovremmo darvi per partire?”

Per anni il mio istinto sarebbe stato: perfetto, adesso gli spiego tutto.

Oggi invece provo a fare il contrario.

Se una persona mi sta già facendo domande, non devo più convincerla ad ascoltarmi. Devo capire cosa sta cercando davvero.

Rispondo, ma poi torno da lei:

“Voi oggi come gestite questa attività?”

La vendita non è finita. Ma la conversazione è cambiata.

E spesso il momento migliore per vendere è proprio quello in cui smettiamo di avere fretta di dire tutto. 🙂

“Mi mandi una mail?” è una delle frasi che sento più spesso al telefono.Il problema è capire cosa significhi davvero. Pu...
10/09/2026

“Mi mandi una mail?” è una delle frasi che sento più spesso al telefono.

Il problema è capire cosa significhi davvero. Può essere interesse, mancanza di tempo oppure semplicemente un modo gentile per chiudere la conversazione.

E noi cosa facciamo? Spesso partiamo convinti: “Perfetto, mando la mail e poi fisso l’incontro”.

Poi magari copiamo una mail standard, oppure inviamo il classico papiro commerciale con brochure e allegati che nessuno leggerà mai.

Io preferisco fare una cosa prima: un’altra domanda.

“C’è qualcosa in particolare che preferisce trovare nella mail?”

Oppure: “Quando posso richiamarla per sapere cosa ne pensa?”

Da come risponde capiamo già parecchio.

Perché una mail inviata non è automaticamente un’opportunità commerciale. E le obiezioni, secondo me, non vanno combattute: vanno capite.

Voi cosa rispondete quando vi dicono “mandami una mail”? 🙂

È settembre e, per chi fa commerciale, è arrivato il momento della verità per tutti quei “richiamami dopo le ferie”.Dura...
07/09/2026

È settembre e, per chi fa commerciale, è arrivato il momento della verità per tutti quei “richiamami dopo le ferie”.

Durante l’anno ce ne segniamo tantissimi: “ora siamo troppo impegnati”, “sentiamoci più avanti”, “richiamami a settembre”.

Poi settembre arriva davvero e scopriamo quali erano veri rimandi e quali invece erano semplicemente modi educati per dirci di no.

Per me è un momento utile, perché non serve solo a capire quanti appuntamenti riusciamo a fissare. Serve anche a capire quanto siamo stati bravi, mesi prima, a leggere l’obiezione.

Se uno sposta da settembre a novembre, poi a gennaio e infine alla primavera, forse non stiamo aspettando il momento giusto: forse stiamo solo evitando di far emergere un no.

E un no vero, nel commerciale, è comunque un’informazione.

Quanti “richiamami a settembre” avete in lista in questo momento? 🙂

Mi piace definirmi nomade digitale, ma ogni volta che lo dico mi viene un po’ da ridere.Perché nell’immaginario il nomad...
04/09/2026

Mi piace definirmi nomade digitale, ma ogni volta che lo dico mi viene un po’ da ridere.

Perché nell’immaginario il nomade digitale è quello scalzo sulla spiaggia, col computer sulle ginocchia, il cocco fresco accanto e il mare davanti. Bellissimo. Viene voglia di ordinare una caipirinha solo a pensarci.

Poi provi davvero ad accendere il computer in spiaggia.

Sole sullo schermo, vento, sabbia ovunque, batteria in risparmio energetico, bambini che urlano e racchettoni a pochi metri.

Dopo dieci minuti capisci che forse era meglio il tavolo della cucina. 😄

Io questa cosa la faccio dal 2019: Tel Aviv, due volte Cagliari, Tarifa, Lagos. Per circa due mesi all’anno trasloco vita e lavoro fuori da Rimini.

E mi piace tantissimo.

Ma per farlo servono cose molto meno instagrammabili: una casa comoda, una connessione stabile, un coworking accessibile e soprattutto organizzazione.

Perché non sei in vacanza col computer nello zaino. Hai comunque clienti, riunioni, scadenze e giornate in cui devi lavorare anche se fuori ci sono 25 gradi e il mare.

Ho capito che per me funziona soltanto mettendo insieme due cose: libertà e routine.

Il vantaggio non è lavorare dalla spiaggia.

È spegnere il computer e, cinque minuti dopo, essere sulla spiaggia. 🙂

Mi sono messo in proprio nel 2016 anche per un motivo molto semplice: volevo essere più libero.Più libero di gestire il ...
31/08/2026

Mi sono messo in proprio nel 2016 anche per un motivo molto semplice: volevo essere più libero.

Più libero di gestire il mio tempo, scegliere i clienti e decidere come lavorare.

Poi scopri abbastanza velocemente un piccolo dettaglio: nessuno ti dice cosa devi fare.

E così capita il martedì sera alle 19:48: sei al computer da 11 ore, hai risposto a mail, WhatsApp, urgenze vere e finte… e hai la sensazione di non aver concluso quasi niente.

Negli anni ho capito che, almeno per me, la libertà senza metodo diventa caos.

Per questo oggi lavoro molto per mezze giornate e per compiti: una cosa alla volta, possibilmente senza vivere tutto come un’emergenza.

Non sempre ci riesco, eh. 🙂

Però ho scoperto una cosa abbastanza paradossale: più regole mi sono dato, più sono diventato libero.

Succede anche a voi di arrivare a sera stanchi ma con la sensazione di non aver fatto davvero quello che volevate?

Quante telefonate servono per fissare un appuntamento commerciale?Prima o poi me lo chiedono quasi tutti i clienti.Ed è ...
27/08/2026

Quante telefonate servono per fissare un appuntamento commerciale?

Prima o poi me lo chiedono quasi tutti i clienti.

Ed è una domanda assolutamente lecita: dietro un’attività di telemarketing ci sono soldi, persone, tempo e risultati da raggiungere. Sarebbe quindi comodo poter mettere tutto dentro Excel: 100 chiamate, 10 conversazioni, 2 appuntamenti.

Purtroppo la mia risposta è la meno sexy possibile: dipende.

Dipende dalla lista, dal servizio che proponiamo, dal mercato, dal momento in cui chiamiamo e dalla possibilità di arrivare alla persona giusta. Ma dipende anche da come facciamo quelle telefonate.

Posso chiamare 100 aziende partendo da un database comprato e scoprire che metà delle informazioni non servono a niente. Oppure posso fare meno telefonate e avere conversazioni che mi permettono di capire chi decide, raccogliere informazioni e trovare un motivo sensato per richiamare.

Questo non significa ignorare i numeri. Anzi.

Il commerciale ha sempre una componente statistica e anche il telemarketing più artigianale ha bisogno di volume e costanza.

La differenza, per me, sta nel non dimenticare che dall’altra parte del telefono c’è una persona che sta lavorando esattamente come noi.

Per questo, soprattutto quando parte un nuovo progetto, non guardo solo quante telefonate abbiamo fatto e quanti appuntamenti abbiamo fissato. Guardo cosa abbiamo imparato da quelle telefonate.

Perché le prime chiamate servono anche a fare meglio quelle successive.

La formula magica invece continuo a non averla trovata. Se qualcuno ce l’ha, probabilmente ha sbagliato numero. 😄

Quando un’azienda mi contatta perché vuole iniziare a fare telemarketing, una delle prime domande è: meglio una persona ...
25/08/2026

Quando un’azienda mi contatta perché vuole iniziare a fare telemarketing, una delle prime domande è: meglio una persona interna o affidarsi a un servizio esterno?

Domanda più che sensata. Io però penso che prima di decidere CHI farà le telefonate bisognerebbe decidere COME vogliamo farle.

Da una parte c’è quello che chiamo telemarketing artigianale.

Chi telefona non deve arrivare alla fine dello script come un robot. Deve ascoltare, fare domande, stare zitto quando serve e cercare di capire se dall’altra parte c’è davvero spazio per una conversazione.

È un lavoro più lento e costa di più in termini di tempo. Magari si fanno meno chiamate, ma si raccolgono informazioni migliori e, quando arriva un appuntamento, generalmente c’è più interesse da entrambe le parti.

Dall’altra parte c’è il telemarketing “a batteria”: tante persone al telefono, tante chiamate, tante parole e poco ascolto.

Chiamate, chiamate, chiamate.

Una sorta di pesca a strascico commerciale. Tanti tentativi, tanti no e si spera che i grandi numeri facciano il loro mestiere.

Non significa necessariamente che sia sbagliato. Il commerciale ha sempre una componente statistica.

E non significa nemmeno che interno = artigianale ed esterno = industriale.

Una risorsa interna senza formazione può prendere un elenco, chiamare, ricevere una valanga di no, demotivarsi e dopo un po’ chiedere all’azienda di fare qualsiasi altra cosa.

Un partner esterno può invece lavorare in maniera molto industriale oppure con maggiore attenzione alla singola conversazione.

Noi di Volo Alto siamo piccoli e formule magiche non ne abbiamo.

Ma visto che il telemarketing è già un lavoro abbastanza ostico di suo, almeno un po’ di empatia verso chi sta dall’altra parte della cornetta secondo me fa bene.

Anche a chi telefona. 🙂

Il rientro dalle ferie ha una caratteristica precisa: sembra sempre più pieno di impegni di quanto dovrebbe.Mail accumul...
10/08/2026

Il rientro dalle ferie ha una caratteristica precisa: sembra sempre più pieno di impegni di quanto dovrebbe.

Mail accumulate, messaggi, clienti da richiamare, preventivi lasciati in sospeso, nuove urgenze che partono ancora prima di aver riaperto bene il computer.

Nel commerciale, se non hai preparato il rientro, rischi di passare le prime settimane a capire chi sei e cosa dovresti fare.

Rincorri chi dovevi richiamare a settembre. Rincorri chi ti aveva detto “dopo le ferie”. Rincorri le note che non hai scritto bene. Rincorri i follow-up lasciati a metà.

E alla fine rincorri anche te stesso, cercando di ricordare cosa fosse davvero importante.

Per questo settembre si prepara prima di settembre.

Non servono grandi sistemi. Bastano poche cose fatte bene: una lista ordinata, priorità chiare, meno lavoro sulle urgenze, follow-up con una data, note comprensibili, prossimi passi già segnati.

Non è burocrazia.

È rispetto per il tempo che avrai quando torni.

E anche per la tua testa, che magari ha appena ricominciato a respirare.

“Ci sentiamo a settembre” può voler dire tante cose.Può voler dire: sono interessato, ma ora non riesco a pensarci.Può v...
08/08/2026

“Ci sentiamo a settembre” può voler dire tante cose.

Può voler dire: sono interessato, ma ora non riesco a pensarci.
Può voler dire: non ho ancora deciso.
Può voler dire: ti sto salutando con gentilezza.
Può voler dire: se mi richiami nel modo giusto, ne riparliamo davvero.
Ma può anche voler dire: non riesco a dirti no in maniera diretta, quindi posticipo e ti lascio una speranza che rimane solo una speranza.

Il punto è non trattare tutte queste risposte allo stesso modo.

Se dopo quella frase non segni nulla, settembre diventa una lotteria. Richiami senza sapere da dove ripartire, ripeti cose già dette, perdi il filo della conversazione e magari ti aggrappi a false potenzialità che non porteranno da nessuna parte.

Meglio fare una domanda in più prima di chiudere:

“Vogliamo già segnarci una data per risentirci?”
Oppure:
“A settembre da quale punto le sarebbe utile ripartire?”

Non serve forzare. Serve lasciare un vero next step.
Perché un buon follow-up non comincia quando richiami.
Comincia nel modo in cui chiudi la telefonata precedente.

Indirizzo

Via Palestrina, 9
Rimini
47922

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