13/12/2021
Problemi con l'app della banca? Colpa di PSD2 e dei ritardi nell'adeguamento.
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Adattare non vuol dire solo adeguare le app alla normativa, aspetto per il quale l'European Banking Authority (EBA) ha concesso una proroga di 15 mesi (fino a dicembre 2020, appunto). Ma significa anche migliorare le app per renderle più competitive alla luce della nuova concorrenza - da startup e big tecnologici - che la PSD2 abiliterà, per il meccanismo delle open API.
Per la sicurezza, si tratta di adottare al meglio la Strong Customer Authentication (SCA), una delle principali novità della PSD2. Conosciuta anche come Autenticazione Forte, la SCA serve ad accertare l'identità di un utente che vuole utilizzare servizi di pagamento online. E si basa su tre elementi: qualcosa che solo il cliente sa (password, PIN ecc.); qualcosa che solo il cliente ha (smartphone, token bancario, ecc.); qualcosa che solo il cliente è (riconoscimento facciale, impronta digitale ecc.)Biometria non per tutti
Problema: non tutti hanno uno smartphone con biometria. Non è una soluzione con neutralità tecnologica. Ecco perché le banche ora stanno integrando – con costi e difficoltà non indifferenti – un'alternativa: l'utente deve inserire, oltre ai dati della carta, un codice inviato via SMS (qualcosa che solo l'utente possiede) e un PIN pre-fornito dalla banca (qualcosa che solo l'utente conosce)L'allarme dell'EPA
Ecco perché l'Emerging Payments Association (EPA), già ha lanciato l'allarme, dicendo che il 74 per cento degli emettitori di carte prevede un peggioramento dell'usabilità con la PSD2. E stima addirittura una perdita annuale di 57 miliardi di euro (10 per cento dei ricavi). Forse l'EPA ha esagerato però i timori, dato che le banche stanno andando nella direzione di uno nuovo sistema: il 3DS2.0, erede dell'obsoleto 3D Secure 1.0 che ha creato problemi. Adottare il 2.0 non è imposto dalla norma, ma è stato indicato dall'industria dei pagamenti come il modello da adottare.
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Gli istituti di credito hanno approfittato della nuova direttiva Ue per aggiornare le applicazioni mobili. Ma per ora ci si scontra con varie inefficienze