15/09/2023
LA SCELTA DEI COLLABORATORI SECONDO ROBERTO DE ZERBI
"Lo staff lo scelgo io e l'ho scelto in maniera minuziosa perché volevo che si abbinassero le competenze allo spessore umano, cioè io volevo che loro quando non c'ero io potessero dare agli altri quello che do' io normalmente e volevo essere sicuro che nel mio staff ci fosse gente pulita, leale e corretta come lo sono io.
A questo però dovevo abbinare le competenze, le conoscenze, una visione di calcio simile alla mia, quindi non potevo portare mio fratello o il mio migliore amico se non riconoscevo a loro competenza o visione di calcio di un certo tipo...è anche vero che tutti quelli che sono nel mio staff, qualcuno è stato mio amico ma non non neanche miei migliori amici perché poi dopo ci mischiare l'amicizia con il lavoro è sempre dal mio punto di vista pericoloso.
Io credo che loro siano anche più bravi di me nelle loro competenze, nelle loro mansioni, forse io sono più malato di loro calcisticamente, io non conosco niente che mi possa togliere dal calcio, a meno che la mia famiglia non abbia problemi di salute, però sono esigente, li massacro ed esigo sempre tanto da loro perché io sono quello che devo decidere alla fine, ma loro mi suggeriscono tanto, poi dopo io ho la capacità di decidere, di prendere l'ultima parola-ma li ascolto tanto.
Io credo che l'allenatore in prima sia quello che si accorge di tutto, mentre un collaboratore non sempre si accorge di tutto però è vero anche che alcune prospettive del collaboratore l'allenatore in prima non possa mai avere...mi spiego meglio...tu allenatore sei dentro soffocato da tutte queste dinamiche quotidiane e alcune percezioni non puoi averle e per quello che io dico che quando loro hanno qualcosa da dirmi devono dirmelo...ad esempio io voglio che il mio staff ceni con me la sera, perché a cena c'è il tempo per confrontarsi e se loro hanno da dirmi qualcosa devono dirmela perché da li può nascere un'idea nuova o uno spunto funzionale alla mia gestione, perché io vivo full time, 24 h su 24 h la mia professione, non conosco ferie perché non c'è nessuno o nulla che mi possa togliere la mia ossessione".
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