21/08/2021
C'è un luogo di Rimini che Fellini ha voluto ricordare in maniera inconfondibile: mettendoci il nome esatto.
Per i riminesi, fino all'immediato dopoguerra, ve**re quassù a Covignano era un vero e proprio viaggio: si lasciavano le mura medievali della città e si attraversavano campi, fiumi, stretti sentieri tra alberi secolari, castelli, antiche chiese, casolari, bestie selvatiche e animali al pascolo.
Tra muggiti e friniti si arrivava sulla cima del colle, chiamato ancora oggi "Colle Paradiso", con una "pzaza" per mangiare e bere qualcosa, o per festeggiare un evento importante, guardando e sognando il mare.
I riminesi lo fanno ancora oggi (in un modo un po' diverso magari)
e così Fellini ricordò "la sua" Rimini mettendoci un bel cartello per non sbagliarsi: nella scena finale la Gradisca si sposa proprio quassù, godendo della campagna, mentre Titta si chiede: "Chissà chi ci sarà al porto"; ed Titta in persona verrà a vivere qua, ma questa è un'altra storia.
Se vuoi scoprire di più su Fellini e la vita degli anni 30 a Rimini scrivici pure, i ricordi quassù sono ancora con noi.
Fellini Museum