19/01/2026
Lavorare al freddo
Dallo stress termico agli infortuni, l’esposizione a basse temperature incide su salute, prestazioni e sicurezza dei lavoratori. Studi condotti in Spagna e Italia confermano un incremento del 4% del rischio di infortuni in condizioni di freddo, aggravato da fattori ambientali quali superfici scivolose, visibilità ridotta e l'ingombro dei dispositivi di protezione. L'Agenzia europea EU-OSHA fornisce utili linee guida in un articolo appena pubblicato.
Il fenomeno interessa principalmente i settori dell'edilizia e dell'agricoltura per le attività all'aperto, ma anche l'industria alimentare e farmaceutica per gli ambienti indoor artificialmente refrigerati dove l’esposizione al freddo è spesso prolungata.
In queste condizioni la risposta fisiologica dell’organismo per limitare la dispersione eccessiva di calore e proteggere gli organi vitali attiva la vasocostrizione periferica e il brivido. Un meccanismo di difesa che riduce l'afflusso di sangue alle estremità, accelerando il raffreddamento di mani e piedi e riducendo la destrezza nel maneggiare strumenti e nelle operazioni di precisione.
La vasocostrizione, inoltre, aumenta la pressione arteriosa e la viscosità del sangue e affatica il sistema cardiocircolatorio, con un incremento nel rischio di infarto e ictus, soprattutto per i lavoratori più fragili o più esposti per età, genere o preesistenti patologie.
L’esposizione prolungata alle temperature basse o a condizioni di vento e umidità che accelerano la dispersione termica può provocare anche lesioni da congelamento o altri danni da freddo agli arti e alla cute e rischi sistemici gravi come l’ipotermia.
In presenza di queste condizioni diventa quindi fondamentale un’attenta valutazione dei rischi, l’adozione di strategie tecniche e organizzative utili a proteggere i lavoratori e l’utilizzo dei Dpi adeguati per i rischi residui.
Per approfondire: https://cutt.ly/Stkf281q