20/11/2018
Sarebbe necessario far ripartire quanto prima i lavori di realizzazione del Parco urbano Campi Diomedei a Foggia e il ministro per i Beni culturali dovrebbe accertare la legittimità degli atti prodotti dalla Soprintendenza all'Archeologia per bloccarli.
Con questi obiettivi ho depositato un'interrogazione proprio al ministro Alberto Bonisoli, chiedendo la verifica di tutti i passaggi tecnico-amministrativi che hanno prodotto un inaspettato e dannoso provvedimento di sospensione delle attività.
Chi abbia voglia di studiare il ricco e complesso fascicolo dell'opera, la trasformazione e riqualificazione di 23 ettari di suolo pubblico destinati ad ospitare uno dei più grandi parchi urbani d'Italia grazie alla collaborazione tra Regione Puglia e Comune di Foggia, potrà rendersi conto della quantità e della qualità dei controlli, delle verifiche e dei monitoraggi che hanno interessato l’intervento.
E' davvero singolare che dopo un concorso internazionale di progettazione e una gara d'appalto europea, procedure in cui la Soprintendenza è stata pienamente e positivamente coinvolta, si arrivi alla sospensione dei lavori motivata da un incomprensibile atto in autotutela che annulla l'autorizzazione a svolgere i lavori.
Per coincidenza, il cambio di rotta amministrativo si è registrato dopo l'insediamento del governo sostenuto dal M5S, i cui rappresentanti hanno più volte manifestato apertamente e pubblicamente la loro contrarietà all'opera. Eppure si tratta di un parco urbano, di uno spazio di verde attrezzato e arricchito da infrastrutture culturali poco o per nulla invasive, realizzato dove fino a ieri si coltivavano grano e foraggio. All'interno della cintura urbana della città capoluogo.
A mio parere, il blocco ai lavori imposto dalla Soprintendenza di Foggia/BAT ha rallentato l'esecuzione di un progetto strategico che il ministro Bonisoli dovrebbe invece valutare con attenzione e avendo a mente l'esclusivo interesse della comunità foggiana.