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L’obiettivo è quello di giungere – previo studio analitico ed altamente professionale della complessiva esposizione debitoria in essere, sia sotto il profilo giuridico che contabile – alla migliore soluzione possibile, anche in considerazione della posizione patrimoniale e/o imprenditoriale del cliente. Solo all’esito di un’analisi competente e professionale della situazione riteniamo sia possibil

e individuare una efficace exit-strategy: chiusura transattiva “a saldo e stralcio”, ristrutturazione del debito, rinegoziazione, sino all’avvio di iniziative giudiziali volte alla migliore tutela dei diritti dei clienti, vittime di “anomalie ed abusi bancari” (usura, anatocismo, ecc.).

02/01/2024

Legge 3 del 2012: un confronto con il saldo e stralcio

La Legge 3 del 2012 è una normativa introdotta nell’ordinamento italiano al fine di porre rimedio a situazioni di Sovraindebitamento attraverso una rinegoziazione dei debiti in base alla situazione economica attuale del debitore. In materia di rinegoziazione dei debiti, è però possibile per il debitore ricorrere anche ad altri strumenti, come ad esempio quello del saldo e stralcio, esponiamo di seguito un breve confronto tra le due alternative sopra citate al fine di chiarirne al meglio finalità, caratteristiche e soprattutto le principali differenze.

La Legge 3 del 2012: finalità e caratteristiche

La Legge 3 del 2012 è una normativa introdotta nell’ordinamento italiano al fine di gestire situazioni di Sovraindebitamento, definito dall’articolo 6 della Legge come il perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, determinando la definitiva incapacità da parte del debitore di adempierle regolarmente.

Tale normativa, attribuisce al debitore la facoltà di proporre ai creditori un piano di rinegoziazione del debito e si rivolge a tutti i soggetti che, secondo l’ordinamento giuridico italiano, non rientrano nelle disposizioni previste dalla legge fallimentare, ovvero: dipendenti, pensionati, aziende agricole, piccoli imprenditori e professionisti.

Risulta quindi evidente come la Legge 3 del 2012 interessi soggetti molto diversi tra loro, per questo motivo la normativa prevede procedure molto differenti per consumatori e imprese, ovvero:

1. Piano del Consumatore: può accedervi solo il privato e non l’azienda, il Tribunale verifica la solvibilità del debitore e definisce quanto può essere pagato salvaguardando quanto serve per il sostentamento del nucleo famigliare;

2. Accordo con i Creditori: riservato alle imprese, sostanzialmente si tratta di un “piccolo concordato” in cui viene proposto ai creditori un piano sostenibile che diventerà effettivo se approvato da almeno il 60% dell’ammontare del debito.

3. Liquidazione del Patrimonio: nelle situazioni debitorie maggiormente compromesse è possibile invece chiedere al Tribunale di pagare il debito attraverso la liquidazione del patrimonio del debitore (che può in questo caso essere sia un privato che un’azienda non fallibile), ottenendo, se sussistono le condizioni, l’esdebitazione di quanto non pagato.

In conclusione, avvalendosi di uno dei piani sopra esposti, il debitore può ottenere la soddisfazione dei creditori attraverso quanto può realmente pagare: l’ammontare del debito che non può essere pagato alla fine della procedura verrà esdebitato, ovvero cancellato con piena riabilitazione di chi ha usufruito della Legge 3 del 2012.

Ottenere l’esdebitazione vuol dire essere libero da ogni altro debito residuo ed essere riabilitato attraverso la cancellazione del proprio nominativo da tutti i registri di cattivo pagatore.

02/01/2024

Il saldo e stralcio: di cosa si tratta

Il saldo e stralcio (o accordo transattivo a saldo e stralcio) è di fatto una transazione, ovvero un contratto, tra debitore e società finanziaria creditrice cui consegue la chiusura dei rapporti tra essi pendenti.

Generalmente, nel momento in cui la pratica di prestito o mutuo è andata in contenzioso, questa tipologia di estinzione del debito consente al debitore di offrire alla società creditrice una somma inferiore per chiudere definitivamente la propria posizione debitoria, in sostanza:

• il debitore si impegna per iscritto a pagare subito alla banca o alla società finanziaria una somma di denaro concordata, il cui importo rimane tuttavia inferiore rispetto al debito maturato nel tempo, effettuando così il saldo del debito;
• la banca o società finanziaria rinuncia a ogni diritto o pretesa nei confronti del debitore, con riferimento al debito che viene estinto, realizzando di fatto uno stralcio della posizione debitoria.
Il debitore può in questo modo chiudere la propria posizione debitoria attraverso il pagamento di una somma inferiore rispetto all’ammontare originale del debito e la banca (o società finanziaria) ottiene con certezza l’immediato rientro di una parte del debito (opzione spesso preferita dagli istituti di credito, a fronte di una più lunga, incerta e onerosa procedura giudiziale di recupero del credito con un elevato rischio di insuccesso).

02/01/2024

Differenze tra la legge 3 del 2012 ed il saldo e stralcio.

I due strumenti divergono profondamente sotto diversi aspetti, di seguito una breve rassegna delle principali dissomiglianze:

• DIFFERENZE DI BASE
Mentre il saldo e stralcio è un accordo tra le parti, per cui non ha vincoli di legge, la procedura di sovraindebitamento deve sottostare a precise regole e prevede un omologa da parte di un Tribunale. Inoltre il saldo e stralcio e un accordo tra due soggetti (un debitore e un creditore) mentre con la procedura di sovraindebitamento il debitore rinegozia il debito verso tutti i suoi creditori, ed anzi non è possibile escluderne nessuno.

Quando sono presenti più creditori, la procedura di cui alla Legge 3 del 2012 permette di godere di tutti i vantaggi delle procedure concorsuali, ovvero del fatto che la minoranza dei creditori si deve adeguare a quanto deciso dalla maggioranza. Inoltre il creditore durante la procedura è protetto dalle azioni dei debitori i quali non possono proseguire con le azioni esecutive come pignoramenti e messe all’asta degli immobili, che vengono bloccati dalla presentazione della procedura di sovraindebitamento.

Un ulteriore vantaggio della procedura di sovraindebitamento è quello di fornire una chiara panoramica della situazione del debitore ai creditori, che possono verificare con certezza quali debiti e quale patrimonio sono in capo al debitore. Questo è particolarmente importante perché permette al creditore di capire che il debitore non sta cercando di “fregarlo” ovvero che non si dichiara in difficoltà quando magari non lo è realmente. Al contrario nel saldo e stralcio spesso le banche adottano un atteggiamento prudente proprio per evitare di incentivare atteggiamenti “furbeschi” da parte di clienti che potrebbero pagare ma che fingono difficoltà per non onorare le rate.

• PROPOSTA E ACCETTAZIONE
In entrambi i casi è il debitore (persona fisica o giuridica che sia) a decidere volontariamente di accedere ad una delle procedura previste dalla Legge 3 del 2012 o, se si tratta di un saldo e stralcio, di inviare all’istituto titolare del credito una proposta di saldo del debito. Per quanto riguarda il buon fine della proposta vi è invece una profonda differenza tra le due alternative prese in esame: il sistema del saldo e stralcio prevede che in ogni caso sia soltanto il creditore (Banca o Finanziaria) a decidere se accettare o meno una riduzione della propria pretesa creditoria, la Legge 3 del 2012, ad eccezione dell’accordo con i creditori, non presenta invece carattere negoziale, ovvero non si rende necessario nessun consenso da parte dei creditori, rimettendo completamente al Giudice tale decisione, mentre per le altre è sufficiente il non dissenso del 60% della massa dei debiti.

• DEBITI EQUITALIA
Il saldo e stralcio non permette di chiudere la propria posizione debitoria verso Equitalia ed il motivo è semplice: Equitalia è un’agenzia di riscossione, di conseguenza non può prendere accordi, ma incassa soltanto quanto comunicato dall’ente creditore e non può sostituirsi a quest’ultimo in un accordo transattivo a saldo e stralcio. Nell’ambito delle procedure riconducibili alla Legge 3 del 2012, invece, se il Giudice ritiene che vi siano determinate condizioni, è possibile rinegoziare anche il debito verso Equitalia. E’ possibile leggere qui un caso di Piano del Consumatore che ha sensibilmente ì ridotto i debiti verso Equitalia.

• MODALITA’ DI RISOLUZIONE DELLA POSIZIONE DEBITORIA
Nell’accordo a saldo e stralcio, l’istituto di credito esige spesso il pagamento della somma proposta in un’unica soluzione e la somma accettata dipenderà da una serie di variabili (come le politiche interne della banca, le possibilità di recupero, etc) indipendentemente dalla situazione del debitore. Per quanto riguarda la Legge 3 del 2012, nella maggioranza dei casi viene elaborato un piano di rientro dal debito che prevede pagamenti dilazionati e strettamente collegati alla situazione economica del debitore ed inoltre, il Tribunale verifica che venga salvaguardata una somma sufficiente alla dignitosa sussistenza del nucleo famigliare del debitore.

• EFFETTIVA CANCELLAZIONE DEL NOMINATIVO DEL DEBITORE DAI REGISTRI DI CATTIVO PAGATORE
Nel caso in cui il debitore propone un accordo transattivo a saldo e stralcio al fine di ottenere la cancellazione del proprio nominativo dai registri di cattivo pagatore, è buona norma riservare particolare attenzione alle modalità con cui l’istituto di credito redige la quietanza liberatoria. Per non correre il rischio di rimanere segnalati per il debito residuo, è necessario controllare che nella quietanza liberatoria si faccia riferimento all’esplicita rinuncia al debito residuale (art. 1236 del codice civile). La possibilità di beneficiare dell’esdebitazione è invece una caratteristica intrinseca alla Legge 3 del 2012.

Durante tutto l’iter procedurale, inoltre, tutto avviene sotto la supervisione dell’ Organismo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento che verifica che tutto si svolga secondo le regole della Legge 3 del 2012, e rappresenta quindi una tutela per le parti. Ottenere l’esdebitazione vuol dire essere libero da ogni altro debito residuo ed essere riabilitato attraverso la cancellazione del proprio nominativo da tutti i registri di cattivo pagatore, questo aspetto è molto importante dal momento che queste banche dati possono essere consultate da società finanziarie per valutare una nuova richiesta di finanziamento.

In conclusione, il saldo e stralcio e la Legge 3 del 2012 risultano essere alternative molto differenti tra di loro, di conseguenza è necessario valutare attentamente la posizione debitoria cui si vuole porre rimedio per scegliere la soluzione maggiormente appropriata.

Per semplificare, in caso di debiti di importi minori e verso uno o pochi creditori si può tentare la strada del saldo e stralcio, se invece l’ammontare debitorio risulta essere consistente e verso numerosi creditori, tanto da essere in una situazione di oggettivo sovraindebitamento, si apre da oggi una soluzione con maggiori possibilità di successo, ovvero quella di ricorrere a una delle procedure previste dalla Legge 3 del 2012.

26/09/2022

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Quando il saldo e stralcio è obbligatorioLa cosiddetta legge sul sovraindebitamento (o «legge salva-suicidi») ha previst...
26/01/2021

Quando il saldo e stralcio è obbligatorio

La cosiddetta legge sul sovraindebitamento (o «legge salva-suicidi») ha previsto delle forme di saldo e stralcio che possono diventare obbligatorie.

La prima forma è quella del cosiddetto piano del consumatore. Quando i debiti non sono inerenti ad attività lavorativa, il debitore può rivolgersi al giudice (con l’ausilio di un Organismo di composizione della crisi) affinché, valutate le sue condizioni economiche e l’impossibilità di adempiere con le proprie risorse, “tagli” una parte consistente del debito in modo da consentirgli di pagare il residuo. I creditori dovranno adattarsi alla decisione del giudice senza possibilità di opporsi. Questo tipo di procedura può essere attuata anche solo nei confronti dell’agente della riscossione per cartelle esattoriali non pagate.

La seconda forma è quella del cosiddetto accordo del debitore. Esso opera solo per i debiti inerenti all’attività lavorativa. Qui, il debitore deve presentare (sempre con l’ausilio di un Organismo di composizione della crisi) un programma di liquidazione dei creditori. Se ottiene il consenso del 60% dei crediti, il programma viene approvato e, anche in questo caso, questi si libera pagando i creditori solo in parte.

Come si fa un saldo e stralcio?Per fare un saldo e stralcio è necessario che il creditore e il debitore trovino l’accord...
26/01/2021

Come si fa un saldo e stralcio?
Per fare un saldo e stralcio è necessario che il creditore e il debitore trovino l’accordo sull’importo da stralciare e sulle modalità di pagamento del residuo.
Come anticipato, l’accordo dovrà preferibilmente essere posto per iscritto.

Questo scritto rappresenterà un vero e proprio contratto che sostituisce il precedente non adempiuto o si affianca ad esso.
Il creditore può inserire, nella transazione, la clausola in forza della quale, in caso di mancato adempimento anche del saldo e stralcio, torna in vita l’obbligazione principale e, quindi, l’obbligo di versare l’iniziale importo.

Trattandosi di un contratto, il saldo e stralcio non è un titolo esecutivo come potrebbe essere una sentenza o un verbale di mediazione. Il che significa che, se non riceve la prestazione, il creditore dovrà rivolgersi al giudice e chiedere un decreto ingiuntivo.

Viceversa, se l’accordo di saldo e stralcio viene raggiunto nell’ambito di una procedura di conciliazione, dinanzi a un mediatore, il relativo verbale costituisce titolo esecutivo, consentendo al creditore, in caso di inadempimento, di agire direttamente con un pignoramento nei confronti del debitore.

Come funziona il saldo e stralcio? Il saldo e stralcio non è un diritto del debitore ma il risultato di un accordo tra q...
26/01/2021

Come funziona il saldo e stralcio?
Il saldo e stralcio non è un diritto del debitore ma il risultato di un accordo tra quest’ultimo e il suo creditore. Accordo che deve essere scritto laddove l’obbligazione principale (quella non adempiuta) è nata per iscritto.

È quindi facoltà del debitore chiedere al creditore un saldo e stralcio, ma non è dovere del creditore concederlo.
Il saldo e stralcio presuppone quindi due elementi:
- un’obbligazione preesistente non adempiuta;
- un accordo tra creditore e debitore.

Il più delle volte, il saldo e stralcio si pone come alternativa al rientro dilazionato:
al debitore cioè viene posta la possibilità di scegliere tra pagare tutto l’importo dovuto a rate o solo una parte ma in un’unica soluzione.
Nulla però esclude che le parti possano trovare un’intesa intermedia, con un saldo e stralcio misto a una dilazione.

Come cancellare i debiti con la transazione del saldo e stralcio: le modalità e la forma dell’accordo tra creditore e de...
26/01/2021

Come cancellare i debiti con la transazione del saldo e stralcio: le modalità e la forma dell’accordo tra creditore e debitore.

Chi è sopraffatto dai debiti avrà già sentito parlare di saldo e stralcio. Non avrà però trovato alcuna definizione legale di tale termine, questo perché non esiste
alcuna norma che lo regolamenta. Si tratta infatti di una procedura rimessa all’autonomia delle parti, in questo caso il creditore e il debitore. Sono questi
ultimi a decidere se, come e quando attuare il saldo e stralcio.

Ma cos’è e come funziona il saldo e stralcio? Cerchiamo di fare il punto della situazione qui di seguito. Affronteremo il tema sotto ogni angolazione, sia per
quanto riguarda i debiti con i privati che con il Fisco. Ma procediamo con ordine.

Cos’è il saldo e stralcio?
Quando si parla di saldo e stralcio si intende un accordo tra creditore e debitore volto a garantire a quest’ultimo una riduzione del complessivo debito a fronte però di un pagamento immediato in via bonaria.
Il saldo e stralcio è così un contratto – tecnicamente chiamato “transazione” –volto a prevenire o a porre fine a una lite tra le parti avente ad oggetto un’obbligazione pecuniaria non adempiuta.
Detto in parole ancora più semplici, tutte le volte in cui il creditore e il debitore riescono a trovare un’intesa sul pagamento, in modo che a quest’ultimo sia
accordato uno “sconto” sull’importo da versare, si realizza un saldo e stralcio.
La parola «saldo e stralcio» sintetizza proprio l’intera operazione: da un lato c’è il «saldo», ossia il pagamento del debito, e dall’altro lato lo «stralcio», ossia la
cancellazione di una parte del debito.

TRANSAZIONE A SALDO E STRALCIO: COS’E’ E COME FUNZIONAPuò succedere che, chi contrae un mutuo, un finanziamento o più in...
17/12/2020

TRANSAZIONE A SALDO E STRALCIO: COS’E’ E COME FUNZIONA
Può succedere che, chi contrae un mutuo, un finanziamento o più in generale un debito con un istituto bancario, una finanziaria o un fornitore, non riesca a far fronte al regolare pagamento delle rate con la conseguenza che il creditore avvii i procedimenti necessari per il recupero del credito.
Qualora il creditore non riuscisse a recuperare in alcun modo le somme dovute, agirà dando inizio ad una procedura esecutiva forzata, con inevitabile pignoramento, qualora si tratti di un istituto di credito, dell’immobile ipotecato e successiva vendita all’asta.
A seguito di un pignoramento sembrerebbe quindi inevitabile la vendita giudiziaria e nella maggioranza dei casi il debitore potrebbe perdere definitivamente il proprio immobile, non riuscendo però, con il ricavato dell’asta, a soddisfare completamente i creditori, rimanendo ancora in stato di insolvenza.
Spesso, in questi casi, il debitore pensa che sia troppo tardi per poter fare qualcosa. E’ possibile invece intervenire prima della vendita giudiziaria, interrompendo in questo modo il processo esecutivo.
In un clima di generale disagio finanziario, una delle problematiche più diffuse riguarda la negoziazione dei debiti con banche e finanziarie Nel caso di posizioni in contenzioso o a sofferenza uno strumento efficace è trattare con l’istituto creditore al fine di negoziare il debito ed ottenere la chiusura della posizione, pagando una cifra inferiore rispetto al debito residuo.
L’operazione tecnicamente viene definita “saldo e stralcio”, perché consente di saldare il debito con un pagamento ridotto: i creditori, a fronte di un pagamento immediato, possono decidere di chiudere la pratica accettando un importo più basso di quello dovuto, ovvero “stralciare” il debito.

PER CHI È VANTAGGIOSO IL SALDO E STRALCIO?
Allorché il privato o l’impresa si trovi nell’impossibilità di pagare nel lungo periodo il proprio debito e non abbia la disponibilità di entrate certe ed immediate, il creditore preferisce avere subito il rientro di una parte del debito, anziché intraprendere una più lunga e incerta procedura giudiziale di recupero del credito, con il rischio di non riavere indietro né l’intero capitale concesso a titolo di finanziamento né le spese e gli interessi.
Il debitore può eliminare il proprio debito tramite esborso di una cifra minore, senza subire pesanti conseguenze a livello finanziario, ad esempio l’impossibilità di chiedere un finanziamento in futuro.

COME FARE UNA TRANSAZIONE A SALDO E STRALCIO?
La chiusura a saldo e stralcio dei debiti è una procedura molto complessa; sono indispensabili esperienza e “potere di negoziazione”, bisogna conoscere le disposizioni di legge in materia e le giuste strategie da seguire.
L’elevata specializzazione ed esperienza dei nostri professionisti, provata e documentata da numerose transazioni, anche milionarie, concluse con esito positivo, ti consente di concludere accordi vantaggiosi, permettendoti di ottenere sia l’estinzione del debito e la possibilità di vedere ripristinata la tua reputazione creditizia.
I nostri professionisti, ti seguono e ti assistono, gestiscono la tua posizione debitoria, trattando direttamente per tuo conto con banche o società finanziarie trovando e ottenendo il miglior risultato possibile.

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