14/01/2023
La storia giudicherà questi maledetti criminali 😭
Chissà se il viso di questa bambina con le trecce, che per qualche ora ha riempito i cuori di rabbia e i social di indignazione, domani verrà dimenticata come tutti gli altri. La storia di Elya, morta di infarto a sei anni, è senza dubbio raccapricciante: negli ultimi undici mesi si era nascosta in un seminterrato di Avdiivka con la sua famiglia, fino a quando, due giorni fa, stando a quanto riferisce con un tweet l’ambasciata ucraina alla Santa Sede, il suo piccolo cuore non ha ceduto al terrore delle bombe che incessanti cadono sul Donbass. Elya, con il suo peluche rosa e le trecce, è già destinata a diventare un simbolo - seppur fugace e presto dimenticato - della strage degli innocenti in Ucraina, come furono altri prima di lei e di cui abbiamo cuore e occhi pieni [...].
Elya non è solo una storia estrema da usare come simbolo, una fotografia su cui versare qualche lacrima. Non racconta soltanto di un cuore di sei anni che ha cessato di ba***re per la paura. Elya, molto semplicemente, ci mostra come si muore davvero in una guerra. Perché lontano dalle trincee, dai campi di battaglia, dalle gesta eroiche dei soldati, è così che si muore in Ucraina. Si muore in silenzio nei bunker perché il cuore non regge alla paura, si muore per fame, sete e freddo [...]. In Ucraina si muore per la paura.
L'articolo completo di Monica Perosino è su La Stampa