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Kerr Kerr accompagna organizzazioni pubbliche e private lungo il percorso di efficientamento energetico.

Le batterie stanno smettendo di essere una tecnologia. Stanno diventando un'infrastruttura.Quando Terna pianifica decine...
18/06/2026

Le batterie stanno smettendo di essere una tecnologia. Stanno diventando un'infrastruttura.

Quando Terna pianifica decine di GWh di nuova capacità di accumulo e i fondi infrastrutturali iniziano a investire massicciamente nel settore, il tema non è più l'innovazione.

È il ruolo che queste infrastrutture avranno nel sistema energetico del futuro.

Per anni il mercato ha premiato chi produceva energia.

Nei prossimi anni premierà sempre di più chi saprà gestirla, accumularla e renderla disponibile quando serve.

È per questo che lo storage sta iniziando a essere valutato con la stessa logica riservata ad autostrade, aeroporti e reti energetiche: infrastrutture strategiche su cui costruire il sistema di domani.

Il biometano può davvero sostituire il gas?In parte sì.Il biometano è chimicamente identico al gas naturale e può essere...
16/06/2026

Il biometano può davvero sostituire il gas?

In parte sì.
Il biometano è chimicamente identico al gas naturale e può essere immesso direttamente nella rete esistente.

Il vero limite oggi non è tecnologico, ma di scala: servono più impianti, più filiere agricole e più capacità produttiva.

In Italia l’obiettivo è arrivare a circa 6 miliardi di m³ entro il 2030.
Non sostituirà tutto il gas fossile, ma può coprirne una quota strategica, soprattutto nei settori difficili da elettrificare.

La domanda quindi non è se possa farlo.
La domanda è quanto velocemente riusciremo a svilupparlo.

Nel mercato del biometano la capacità di realizzare conta più della disponibilità di capitale.Le risorse pubbliche per i...
12/06/2026

Nel mercato del biometano la capacità di realizzare conta più della disponibilità di capitale.
Le risorse pubbliche per il biometano sono già state allocate e il capitale privato è presente. Eppure molti progetti restano fermi o rallentati. Il collo di bottiglia non è finanziario, ma operativo: autorizzazioni, integrazione della filiera, gestione dei tempi di costruzione.
In altre parole, ex*****on.
Questo cambia anche la lettura per gli investitori. Non si tratta più di trovare opportunità, ma di selezionare piattaforme in grado di trasformarle in asset operativi, con tempi e costi sotto controllo. In un contesto così, la differenza non la fa chi entra per primo, ma chi arriva davvero fino in fondo.

Perché l’Italia è uno dei Paesi con il maggior potenziale per il biometano in Europa?Non è solo una questione di tecnolo...
10/06/2026

Perché l’Italia è uno dei Paesi con il maggior potenziale per il biometano in Europa?

Non è solo una questione di tecnologia.

È un tema di ecosistema: filiera agricola, impianti biogas già esistenti, infrastrutture gas pronte e un quadro regolatorio in accelerazione.

Il biometano è una delle poche soluzioni in grado di sostituire direttamente il gas fossile, senza rivoluzioni infrastrutturali.

Ma il vero punto è un altro: il vantaggio competitivo dell’Italia esiste già.
La sfida è trasformarlo in scala industriale reale.

Nell’articolo analizzo perché l’Italia è così centrale in questa partita — e quali sono i limiti che potrebbero rallentarla.



L’Italia è tra i migliori mercati europei per il biometano grazie a biomasse, infrastrutture, incentivi e filiere industriali già sviluppate.

Le biomasse legnose in Italia non sono una risorsa scarsa.Sono una risorsa non ancora attivata.Residui agricoli, potatur...
04/06/2026

Le biomasse legnose in Italia non sono una risorsa scarsa.
Sono una risorsa non ancora attivata.

Residui agricoli, potature, scarti urbani: la materia prima esiste già, distribuita sul territorio e integrabile nei modelli energetici. Eppure una parte rilevante resta fuori dalla filiera, non per limiti tecnici, ma per mancanza di standard e chiarezza normativa.

Questo sposta il tema. Non è più “quanta biomassa c’è”, ma quanto sistema c’è intorno per trasformarla in energia.

È qui che si crea valore: nella capacità di strutturare la filiera, rendere il feedstock affidabile e portarlo dentro logiche industriali e finanziarie.

02/06/2026

L’Italia punta a raggiungere circa 6 miliardi di m³ di produzione di biometano entro il 2030.

Oggi siamo ancora molto lontani da questo target.

Il punto non è solo produrre energia rinnovabile, ma sostituire direttamente il gas fossile nei settori hard-to-abate.

Il biometano è una delle poche soluzioni già disponibili per farlo, sfruttando infrastrutture esistenti e filiere locali.

La vera sfida? Scalare rapidamente la produzione mantenendo sostenibilità e disponibilità di materie prime.

Secondo i dati di Terna, l’Italia dispone oggi di circa 18 GWh di capacità di accumulo elettrico.Per sostenere la cresci...
28/05/2026

Secondo i dati di Terna, l’Italia dispone oggi di circa 18 GWh di capacità di accumulo elettrico.

Per sostenere la crescita delle rinnovabili e garantire maggiore flessibilità al sistema elettrico, questa capacità dovrà superare gli 80 GWh entro il 2030.

In altre parole, la capacità di storage dovrà più che quadruplicare nei prossimi anni.

Un passaggio cruciale: senza accumulo, l’integrazione su larga scala di solare ed eolico nel sistema energetico resta molto più complessa.

Se chiedete a chi sviluppa impianti rinnovabili in Italia quale sia oggi il vero rischio di un progetto, la risposta non...
26/05/2026

Se chiedete a chi sviluppa impianti rinnovabili in Italia quale sia oggi il vero rischio di un progetto, la risposta non è la tecnologia né il capitale.
È il tempo.

Tra VIA, norme regionali, ricorsi amministrativi e connessioni alla rete, il permitting delle rinnovabili resta uno dei principali fattori che determinano se e quando un impianto utility-scale verrà davvero costruito.

Nel nostro ultimo articolo analizziamo perché il permitting continua a rappresentare uno dei principali colli di bottiglia della transizione energetica italiana.

Permitting delle rinnovabili in Italia: tempi lunghi, iter complessi e incertezza rallentano i progetti utility-scale e gli investimenti nel settore energetico.

Nel development, la disponibilità di un terreno è solo il punto di partenza.La vera analisi inizia dopo: connessione all...
21/05/2026

Nel development, la disponibilità di un terreno è solo il punto di partenza.

La vera analisi inizia dopo: connessione alla rete, vincoli autorizzativi, accessibilità, contesto territoriale e integrazione infrastrutturale.

È questo che determina se un progetto può diventare reale, sostenibile e scalabile.

Un sito non crea valore perché è disponibile.
Lo crea quando è compatibile con il sistema.”

19/05/2026

C’è un dato che spiega più di molti scenari dove sta andando il mercato energetico europeo.

L’Europa ha alzato il target di riduzione delle emissioni dal 43% al 62% entro il 2030 nei settori coperti dall’ETS. Non è solo un obiettivo ambientale più ambizioso, è una modifica strutturale del sistema.

Meno quote disponibili significa una cosa sola: il prezzo della CO₂ è destinato a diventare sempre più rilevante nella formazione del prezzo dell’energia.

Questo cambia la lettura degli investimenti. Il vantaggio competitivo delle rinnovabili non dipende più solo da tecnologia e CAPEX, ma da una dinamica di costo che penalizza progressivamente il fossile

Indirizzo

Via Piediluco, 9
Rome
00199

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