08/01/2024
CIN per affitti brevi e turistici: nuovi obblighi e sanzioni
Obbligo di CIN – Codice Identificativo Nazionale – per tutte le locazioni turistiche con contratto di affitto breve,: lo prevede la Legge 191/2023 di conversione del Decreto Anticipi (DL 145/2023) collegato alla Legge di Bilancio 2024.
Lo stesso codice, una volta ottenuto il rilascio, va anche esposto all’esterno dello stabile.
Come ottenere il CIN
Ad assegnare il CIN è il Ministero del Turismo attraverso una procedura automatizzata su richiesta del locatore, in relazione ad immobili destinati ad attività turistico-ricettiva e agli affitti brevi. Ricordiamo che vengono considerati “affitti brevi” le locazioni per periodi fino a 30 giorni.
A tal fine, si deve presentare una dichiarazione sostitutiva che attesti i dati catastali dell’unità immobiliare.
Gli attuali CIR regionali dovranno essere convertiti in CIN nazionali.
Requisiti degli immobili per il rilascio del CIN:
Per quanto riguarda i requisiti degli immobili da affittare ai turisti per brevi soggiorni, in base al testo di legge devono essere rispettate una serie di disposizioni e adottati specifici dispositivi, come ad esempio quelli per la rilevazione di gas combustibili e di monossido di carbonio (funzionanti).
All’interno dei locali, inoltre, devono anche essere presenti estintori portatili a norma di legge.
Sanzioni per inadempienti
Il parametro della multa inflitta è di norma la dimensione dell’immobile o della struttura affittata:
I locatori privi di CIN sono punibili con sanzione pecuniaria da 800 a 8.000 euro.
È punibile con sanzioni da 500 a 5.000 euro la mancata esposizione del CIN da parte dei soggetti obbligati.
Per i gestori di strutture senza i requisiti di sicurezza, la sanzione va da 600 a 6mila euro.
Per chi affitta casa ai turisti per più di 4 immobili senza prima aver presentato la segnalazione certificata di inizio attività, la sanzione va da 2mila a 10mila euro.