01/09/2026
Giovani allo sbando
Leggo spesso storie sui social, soprattutto nei gruppi dedicati al lavoro e alla formazione, di giovani che, dopo aver investito tempo, energie e denaro in corsi, qualifiche e stage, si ritrovano esattamente al punto di partenza.
Dopo mesi, a volte anni di formazione, tornano a fare gli stessi lavori precari o poco qualificati che svolgevano prima. Lavori che sanno già non poter offrire una vera prospettiva di crescita.
Ma cosa manca davvero in questo sistema?
Un collegamento concreto con il mondo del lavoro?
Maggiore responsabilità da parte degli enti formativi? Oppure l'incapacità di accompagnare le persone anche dopo la conclusione del percorso formativo?
Una cosa, però, è certa: NON POSSIAMO CONTINUARE COSÌ.
Perché invece di costruire opportunità e futuro, troppo spesso si generano frustrazione, sfiducia e delusione.
Una delusione ancora più grande quando, per accedere a quella formazione, sono stati affrontati costi importanti che non tutti possono permettersi, perché non sempre la formazione è gratis.
Allora, cosa si può fare?
Bisogna cambiare approccio.
Occorre scegliere e promuovere percorsi formativi realmente collegati alle esigenze del mercato del lavoro. Formazioni costruite in collaborazione con aziende, enti e organizzazioni CAPACI di offrire opportunità concrete anche dopo la fine del corso.
La formazione non dovrebbe concludersi con un attestato, ma dovrebbe rappresentare l'inizio di un percorso professionale.
Altrimenti continueremo a leggere le stesse storie:
Giovani e meno giovani pieni di aspettative, che dopo tanti sacrifici si ritrovano ancora una volta delusi e senza una reale possibilità di costruire il proprio futuro.