28/10/2022
Come da attese e in sintonia con l'atteggiamento complessivamente "haswikish" delle principali Banche Centrali, la BCE ha deciso ieri di alzare nuovamente il livello dei tassi di interesse in misura pari a 75bps, portando il tasso di riferimento al 2%, quello sui depositi all’1.5% e il tasso sui prestiti marginali al 2.25%, nel tentativo di arginare le pressioni inflazionistiche e riportare i prezzi verso livelli inferiori e meno problematici per l'economia. In aggiunta a questo, il Consiglio Direttivo ha ritenuto opportuno adeguare le condizioni per i prestiti TLTRO e fissare al tasso sui depositi la remunerazione delle riserve obbligatorie. Per quanto concerne il TLTRO, la BCE ha deciso di indicizzare il tasso alla media dei tassi di interesse di riferimento della BCE nel periodo compreso tra il 23 novembre e la data di scadenza o di rimborso anticipato di ciascuna operazione. Come emerso, gli elementi sulla base dei quali il Consiglio Direttivo effettua le scelte di politica monetaria in questa fase sono: le aspettative di inflazione, le decisioni di politica monetaria già prese e il ritardo nella trasmissione della politica monetria. Ciò premesso, il lavoro sembra lontano dall'essere terminato e l'istituto di Francoforte si aspetta nuovi rialzi in futuro per riportare i prezzi verso l'obiettivo del 2% nel medio termine, dal momento che la riduzione dell'accomodamento monetario è stata effettuata solo in parte, l'inflazione è ancora troppo alta e resterà tale per un lasso temporale prolungato.
Nel corso della consueta conferenza stampa a margine del meeting, C. Lagarde ha ribadito anche che è importante in questa fase frenare la domanda e scongiurare il rischio che le aspettative di inflazione possano saldamente ancorarsi a livelli alti e non sostenibili dall'economia. Tutte le future decisioni in materia di politica monetaria continueranno ad essere basate sui dati macroeconomici disponibili e si ragionerà "meeting by meeting", la forward guidance rappresenta pertanto uno strumento meno utile in una fase di inflazione molto elevata. Lo scenario macroeconomico presentato da C. Lagarde evidenzia delle prospettive piuttosto negative, caratterizzato da un logoramento dell'attività economica fino a marzo del prossimo anno e da un peggioramento del mercato del lavoro, inteso come crescita della disoccupazione. Per la dinamica inflattiva, i rischi sono ancora orientati al rialzo.