10/04/2020
Bocciato. È negativo il giudizio del Consiglio nazionale dei commercialisti sugli aspetti fiscali e contabili del «Decreto Liquidità» del governo. «Stando alle bozze che circolano in queste ore – afferma il presidente del Consiglio nazionale della categoria, Massimo Miani - sul tema fiscale per l’ennesima volta siamo di fronte ad un intervento che invece di semplificare norme e procedure come sarebbe necessario in un periodo di assoluta emergenza come quello attuale, finisce per complicarle ulteriormente e ingiustificatamente, a partire dall’individuazione dei ricavi/compensi in modo distinto per i mesi di marzo e aprile 2020 e dall’esigenza di raffrontare gli importi così determinati con quelli relativi ai corrispondenti mesi del 2019».
Proprio per queste ragioni i commercialisti avevano auspicato un blocco generalizzato dei versamenti fino al 30 settembre, che comprendesse non solo i versamenti periodici di Iva, ritenute, contributi previdenziali e premi assicurativi, ma anche quelli relativi alle dichiarazioni dei redditi e Irap che scadono il 30 giugno. «Fu fatto l’anno scorso a causa dell’introduzione dei nuovi ISA — ricorda Miani — non vedo come non si possa fare quest’anno in presenza di una situazione emergenziale di queste dimensioni, con problemi di liquidità che non saranno certo ancora risolti e con la programmazione del lavoro nei nostri studi che a questo punto è completamente saltata».
Punto essenziale della protesta è la rinunciata (l’ennesima) alla semplificazione burocratica. «Si continua in realtà a procedere a piccoli passi continua il presidente dei commercialisti — con proroghe di breve durata, e con riaperture di termini che, pur apprezzabili, hanno il sapore di una beffa per i contribuenti e i commercialisti che, anche in questo periodo, hanno fatto “salti mortali” per rispettare le scadenze originarie. Un legislatore più attento alle reali esigenze di contribuenti e professionisti avrebbe dovuto invece concedere sin dall’inizio maggior tempo per tutti i versamenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni e per la trasmissione all’Agenzia delle Certificazioni Uniche i cui termini sono scaduti, rispettivamente, il 20 e il 31 marzo scorsi, e per i quali si viene ora a sapere che possono essere “tranquillamente” effettuati, senza sanzioni, entro il 16 e il 30 aprile prossimi».
Corriere della Sera - Economia
di Isidoro Trovato 08 apr 2020