07/02/2026
Con il decreto interministeriale del 7 gennaio 2026, il crowdfunding entra definitivamente nella finanza “che conta”. L’apertura del Fondo di garanzia per le PMI al social lending e all’equity crowdfunding segna un passaggio regolatorio cruciale: le piattaforme digitali non sono più un esperimento ai margini del sistema, ma un canale strutturale di finanziamento per le imprese. Il provvedimento completa l’allineamento alla normativa europea e manda un messaggio chiaro al mercato: la finanza alternativa è parte integrante dell’architettura creditizia nazionale.
L’estensione della garanzia pubblica — fino all’80% dei prestiti — avvicina il crowdfunding ai canali bancari tradizionali, rafforzando la tutela degli investitori e la credibilità delle piattaforme autorizzate. Le nuove regole su escussione, vigilanza e accreditamento aumentano la fiducia e pongono le basi per una crescita più matura del settore. Ora la partita si gioca sull’attuazione: se l’esecuzione sarà efficace, questo decreto potrebbe rappresentare il vero punto di svolta per il crowdfunding italiano.
crowdfunding donativo e reward. Chi dona non ha nessun beneficio economico di sorta a meno che il promotore della raccolta sia un ETS Ente del terzo settore come la cooperativa sociale, in tal caso si può godere di deduzione o detrazione fiscale sulla donazione in denaro fatta.