14/07/2026
𝗔𝗰𝗰𝗼𝗿𝗱𝗼 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗟𝗼𝗺𝗯𝗮𝗿𝗱𝗶𝗮-𝗙𝗼𝗻𝗱𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗮: 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗣𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗔𝘁𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗟𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼
Alla base dell’intesa triennale la volontà comune di rafforzare e ampliare le competenze dei lavoratori. L'accordo sancisce l'impegno di 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗟𝗼𝗺𝗯𝗮𝗿𝗱𝗶𝗮 𝗲 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗮 a integrare le Politiche Attive regionali con le iniziative dei Fondi interprofessionali, con l’obiettivo di innalzare la qualità e l'efficacia dell’offerta formativa.
Per 𝗦𝗶𝗺𝗼𝗻𝗮 𝗧𝗶𝗿𝗼𝗻𝗶 – 𝗔𝘀𝘀𝗲𝘀𝘀𝗼𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹’𝗜𝘀𝘁𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗙𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗟𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗟𝗼𝗺𝗯𝗮𝗿𝗱𝗶𝗮 – “la sinergia con Fondimpresa rappresenta un passo concreto per rendere le Politiche Attive del Lavoro ancora più efficaci, favorendo l’aggiornamento continuo delle competenze, l’inserimento lavorativo e la crescita professionale dei lavoratori in tutte le fasi della loro vita”.
“Con questa intesa – ha sottolineato l’Assessore – rafforziamo un modello di collaborazione che mette al centro persone, competenze e lavoro. Siamo la prima Regione a siglare un accordo con i Fondi Interprofessionali nel quadro istituzionale rinnovato dalle Linee Guida del Ministero del Lavoro che agevolano forme di cooperazione tra Fondi, Regioni e Stato per una nuova governance delle azioni in materia di Politiche Attive del Lavoro e formazione. Porteremo questo lavoro alla Conferenza delle Regioni per confrontarci e fare una 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗹 𝗚𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗿𝗶𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝘁𝘁𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗮 𝟮𝟬𝟮𝟴-𝟮𝟬𝟯𝟰”.
Soddisfatto anche il 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗮, 𝗔𝘂𝗿𝗲𝗹𝗶𝗼 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗻𝗮, che ha salutato l’intesa appena sottoscritta con queste parole: “È un 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲, il coronamento di un percorso avviato oltre un anno fa da Regione Lombardia verso i Fondi Interprofessionali a cui finora hanno guardato ben undici Fondi, ma Fondimpresa è il primo, ed anche il più importante, a concretizzare questo disegno con un impegno ambizioso e concreto, forte anche dei suoi oltre vent’anni di esperienza nella formazione continua, che vuole ora metter a fattor comune. L'esempio della Lombardia, Regione che spesso anticipa obiettivi virtuosi può aprire un nuovo percorso nel finanziamento dei progetti di formazione e fare da apripista a molte altre Regioni che volessero fattivamente contribuire al miglioramento delle Politiche Attive del Lavoro. Occorre trovare soluzioni che consentano di spendere bene e presto i fondi disponibili, unendo l'agilità operativa delle Parti Sociali – come Confindustria, CGIL, CISL e UIL – con le importanti dotazioni finanziarie europee e regionali, per fare della formazione il vero motore industriale”.
Leggi l’articolo completo, a firma di 𝗖𝗹𝗮𝘂𝗱𝗶𝗼 𝗧𝘂𝗰𝗰𝗶, su 𝗜𝗹 𝗦𝗼𝗹𝗲 𝟮𝟰 𝗢𝗿𝗲.