23/07/2026
SPACEX È GIÀ CROLLATA IN BORSA
SpaceX, l’azienda spaziale di Elon Musk, aveva fatto parlare di sé ancora prima di arrivare in Borsa. Il 12 giugno si è quotata al Nasdaq con la più grande IPO della storia, raccogliendo $75 miliardi a una valutazione di $1.770 miliardi.
L’entusiasmo degli investitori è stato immediato: nei primi giorni di contrattazioni il titolo è passato dai $135 del prezzo di quotazione fino al picco di $225 raggiunto il 16 giugno, facendo schizzare temporaneamente la capitalizzazione dell’azienda vicino ai $3.000 miliardi.
Dietro al successo di SpaceX non ci sono soltanto i razzi. L’azienda di Musk negli anni ha costruito un ecosistema che comprende Starlink, il servizio di connessione internet satellitare, e la divisione legata all’intelligenza artificiale attraverso xAI.
Oggi il vero motore economico di SpaceX è proprio Starlink: nel 2025 il business della connettività satellitare ha generato $11,3 miliardi di ricavi su $18,7 miliardi totali dell’azienda.
È anche l’unica divisione attualmente profittevole, mentre i business legati ad AI e spazio hanno registrato rispettivamente perdite operative per $6,5 miliardi e $657 milioni. Nel complesso, SpaceX ha chiuso il 2025 con una perdita operativa di circa $4,2 miliardi.
Nonostante i dubbi, nei primi giorni di negoziazione la spinta degli investitori retail ha alimentato una forte FOMO: SpaceX è stato il titolo più acquistato dagli investitori individuali nei primi quattro giorni dopo la quotazione, contribuendo alla rapida salita del prezzo.
Oggi però lo scenario è cambiato. Il titolo è sceso fino a circa $122, sotto il prezzo iniziale di quotazione, perdendo quasi il 50% rispetto ai massimi raggiunti a giugno. La correzione non mette in discussione il potenziale tecnologico dell’azienda di Musk, ma mostra come l’entusiasmo iniziale possa portare anche a valutazioni difficili da sostenere.