18/12/2017
☕️Bus a caffè è la trovata industriale di una start-up di Londra, che ha permesso di accendere ieri i primi motori dei tradizionali «double-decker bus», alimentandoli con carburante che contiene una quota di olio di caffè.
Tutto grazie agli scarti della bevanda più bevuta al mondo, che pure a Londra si consuma assai meno che in Italia, un biometano, il B20, che contiene olio minerale e, per una quota pari al 20%, anche olio di caffè, utilizzato senza necessità di modifiche. Secondo il bio-fagiolo, il londinese medio beve 2.3 tazze di caffè al giorno, traducendo in oltre 200.000 tonnellate di rifiuti l'anno.
L'azienda prende alcuni di questi fondi di caffè usati dalle catene e dagli stabilimenti di alta strada, li asciuga e li trasforma prima che l'olio possa essere estratto. Questo viene successivamente trasformato in un biocarburante miscelato B20, che si riferisce semplicemente al biocarburante che è mescolato con il diesel di petrolio.
Gli autobus possono funzionare sul carburante senza bisogno di modifiche.
Finora sono stati prodotti 6.000 litri di olio di caffè, che secondo la ditta potrebbe alimentare un autobus per un anno intero, se miscelato con diesel.💥
"È un ottimo esempio di ciò che può essere fatto quando iniziamo a reimmaginare gli sprechi come una risorsa non sfruttata", ha detto il fondatore di bio-fagioli Arthur Kay in un comunicato stampa.
🍀L’invenzione può far viaggiare i mitici «due piani» rossi grazie a una collaborazione tra la Shell e la Bio-Bean, start-up specializzata nello sviluppo di combustibile e carburante derivato dai residui del caffè. I primi bus sono partiti ieri. La Bio-bean ha dichiarato di aver prodotto finora 6 mila litri di olio di caffè, che se mescolati con il diesel per formare il B20, potranno alimentare un autobus di Londra per un anno. L’equivalente in tazzine? 2,55 milioni.