ASDA Accademia Skill Docenti Antincendio

ASDA Accademia Skill Docenti Antincendio A.S.D.A. Associazione di professionisti impegnati nella docenza in materia di prevenzione incendi e nella formazione di soggetti in essa operanti

La A.S.D.A. è una libera Associazione senza scopo di lucro che unisce personalmente ed individualmente i professionisti impegnati nella docenza della materia di propria cognizione, per quanto in essa attinente la sicurezza in prevenzione incendi, ai fini del miglioramento della sicurezza pubblica attraverso la informazione e la formazione dei Soggetti per detta operanti. A tal fine la A.S.D.A. ha

stipulato una convenzione con il Ministero dell'Interno Dip. VVF.- DCPST per la realizzazione di corsi rivolti a professionisti, Produttori, Installatori, Manutentori e Verificatori di porte TGF, TF, ed US e loro accessori

03/02/2017

In data 10 Febbraio 2017 presso la sede dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma si terrà un Seminario sulla "Sicurezza Antincendio nelle strutture sanitarie".
Si invitano, coloro che volessero partecipare, a confermare la loro presenza nel format presente sul sito dell'Ordine oppure collegandosi al seguente Link:
https://www.ording.roma.it/formazione/evento-formazione?IdEvento=125

19/11/2016

Chi ha compiti e responsabilità sulle porte TGF TF e UE ... e come si dipana all'interno di una attività

Nota iniziale : La responsabilità primaria è a carico del Proprietario = Titolare della attività; Egli attiva un sistema dedicato alla sicurezza che (a partire dal D.Lgs.626 e succ.) prevede una organizzazione con Uffici, Responsabili, Incaricati, Addetti, ecc. e che viene indicata, nella semplificazione schematica che segue, nell'U.P.&P.

♠ U.P.&P. : - ① INFORMA - FORMA
- ② DEFINISCE E CONVIENE = È PARTNER CONTRATTUALE PER CONTO DEL PROPRIETARIO

♣ SORVEGLIANZA : ③ VEDE - SEGNALA

♥ U.P.&P. : ④ VERIFICA - RIPRISTINA
- CHIEDE INTERVENTO

@ MANUTENTORE : - ② CONVIENE = È PARTNER CONTRATTUALE
- CONTROLLA IN ORDINARIO
- MANTIENE IN ORDINARIO
- ⑤ INTERVIENE IN STRAORDINARIA

♦ U.P.&P. : - ⑥ VERIFICA - VERIFICA - VERIFICA

① L'U.P.&P. informa (o cura che ciò avvenga con incontri tenuti Specialisti della informazione e formazione) tutto il personale (D.M. 10 marzo 1998) sulla importanza dei dispositivi e dei disposti di sicurezza in prevenzione incendi presenti nelle aree di lavoro, e cura che gli Addetti previsti per il primo intervento (in ragione dei disposti relativi la specifica attività) siano debitamente formati (Corsi di 8 - ecc. ore) in numero tale da garantire la loro presenza adeguata alle necessità dei tempi e delle fasi di attività.

② L'U.P.&P. definisce i piani di mantenimento della sicurezza : quelli relativi i dispositivi di sicurezza in prevenzione incendi (sorveglianza, controlli periodici, manutenzione ordinaria commisurate alle situazioni, condizioni e rischi di impiego, di uso e di esposizione di ogni singolo manufatto ed impianto; eventuali interventi di manutenzione straordinaria per adeguamenti o ripristini) - nel caso : porte ed altri elementi di chiusura : classificati per resistenza al fuoco e tenuta di fumo; installati su uscite di piano e lungo vie d'esodo; loro accessori (tra i quali la relativa segnaletica), e quelli relativi il personale (aggiornamenti, esercitazioni,ecc.), e quelli relativi le presenze (indicazioni, segnaletica, comportamenti e procedure verso ospiti, visitatori, clienti, ecc. nonchè personale esterno)

Affida le operazioni a personale interno od a ditte esterne qualificate, convenendo i relativi contratti e le relative procedure di attuazione delle prestazioni.

③ La Sorveglianza è la prima vedetta delle possibili irregolarità che vede e segnala alla U.P.&P.

④ La U.P.&P. riceve la segnalazione, la annota, effettua una verifica e : o provvede direttamente (ad es. a rimuovere un ostacolo alla libera chiusura di una porta TGF o davanti una UE), o provvede a chiedere l'intervento del Manutentore o di altro Soggetto abilitato a ripristinare l'efficienza del presidio (ad es. un Elettricista se si è interrotto un collegamento elettrico, ecc.)

② E' la controparte dell'U.P.&P. ed attua il piano di mantenimento che ha condiviso con Quello, facendone e dandone annotazione

⑤ In accordo con l'U.P.&P. e con le eventuali procedure temporanee di sicurezza alternativa

⑥ L'operato della Sorveglianza, del rispetto degli accordi, l'esecuzione delle prestazioni e delle opere

In data 30 Settembre presso l'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma in collaborazione con la A.S.D.A.  si è svo...
02/10/2016

In data 30 Settembre presso l'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma in collaborazione con la A.S.D.A. si è svolto il Seminario sulla "Regola dell'arte ed ingegno nell'applicazione del Decreto sugli asili nido e nella scuola materna"
L'affluenza è stata decisamente alta così come l'interesse per gli argomenti trattati. Durante l'esposizione dei docenti vi sono stati diversi interventi da parte dei partecipanti per approfondire i temi trattati.
Per coloro che volessero scaricare il materiale documentale del seminario completato da ulteriori informazioni è possibile farlo utilizzando il seguente Link:

https://mega.nz/ !gJolSYQY!UBo2vuJKDTHHKwkmr19u8A

Porte Tagliafuoco: Ma quale manutenzione ?Quando si parla di manutenzione delle Porte ed altri elementi di chiusura clas...
04/09/2016

Porte Tagliafuoco: Ma quale manutenzione ?

Quando si parla di manutenzione delle Porte ed altri elementi di chiusura classificati per Resistenza al Fuoco TGF, Tenuta di fumo TF e le Uscite di Emergenza UE abbiamo una precisa chiarezza di termini data dal D.M. 10 marzo 1998 �(Controllo periodico, Manutenzione ordinaria, Manutenzione straordinaria)

Le specifiche operazioni da effettuare per le 3 tipologie di intervento devono essere riportate nell'apposito Libretto che il Produttore deve fornire insieme al manufatto;

Eppure, all'atto pratico, cominciando degli stessi capitolati di appalto proposti da amministrazioni pubbliche e private, spesso ricchi di elenchi di "prescrizioni su ciò che almeno va fatto in ogni intervento" si ha una perfetta confusione ed una pericolosa recessione minimalista incentrata sempre su 3 punti utilizzando un'unico termine : controllo, manutenzione o generico di intervento:

1 : sparisce il termine "almeno" e si standardizza la periodicità di ogni intervento a 6 mesi

2 : si mescolano le operazioni di controllo con quelle della manutenzione ordinaria

3 : spesso si inseriscono operazioni di manutenzione straordinaria.

con una inutile ed anche pericolosa presunzione : di sovrapporsi alle prescrizioni specifiche date per le singole chiusura dal loro produttore, creare vuoti di attenzioni (anche se si ricorre sempre alla clausola del "salvo .... ") attuata per la solerzia di riempire pagine di capitolato per far notare una sapientosa attenzione al tema; salvo, poi, dimenticare del tutto le verifiche sull'opera del manutentore e sullo status delle chiusure = assenza della vigilanza; e qui si apre il capitolo delle carenze della Gestione della Attività nella quale quei presidi di sicurezza in prevenzione incendi insistono.

Il citato Decreto prevede che siano attuate altre 2 operazioni essenziali che completano e rendono efficaci le 3 già viste

Si aggiungono �La Sorveglianza : se nessuno sorveglia una porta, nessuno si accorge che è danneggiata od anche "zeppata", e non lo segnala;

La Verifica se dopo 6 mesi, nella sua visita, il manutentore non interviene sul danno o sulla "zeppa" ed il responsabile incaricato alla vigilanza non controlla e non vede nulla ... , e se in un malaugurato evento chiamato incendio quella porta TGF non si chiude, e se quella UE non si apre, si può andare a parlare di "tragica imprevedibile circostanza" ?

NB: Cosa sono ?

1 - Controllo periodico : insieme di operazioni da effettuarsi con frequenza almeno semestrale, per verificare la completa e corretta funzionalità delle attrezzature e degli impianti.

Manutenzione : operazione od intervento finalizzato a mantenere in efficienza ed in buono stato le attrezzature e gli impianti;

2 - Manutenzione ordinaria : operazione che si attua in loco, con strumenti ed attrezzi di uso corrente. Essa si limita a riparazioni di lieve entità, abbisognevoli unicamente di minuterie e comporta l'impiego di materiali di consumo di uso corrente o la sostituzione di oparti di modesto valore espressamente previste - la manutenzione viene, normalmente, programmata

3 - Manutenzione straordinaria : intervento di manutenzione che non può essere eseguita in loco o che, pur essendo eseguita in loco, richiede mezzi di particolare importanza oppure attrezzature o strumentazioni particolari o che comporti sostituzione di apparecchi per i quali non sia possibile o conveniente la riparazione.

4 - Sorveglianza : controllo visivo atto a verificare che le attrezzature e gli impianti antincendio siano nelle normali condizioni operative, siano facilmente accessibili e non presentino danni materiali accertabili tramite esame visivo. La sorveglianza può essere effettuata dal personale normalmente presente nelle aree protette dopo aver ricevuto adeguate istruzioni. E' obbligo del datore di lavoro fornire ai lavoratori una adeguata informazione e formazione sui principi base della prevenzione incendi e sulle azioni da attuare in presenza di un incendio ...... provvedere affinchè ogni lavoratore riceva una adeguata informazione su : misure di prevenzione degli incendi adottate nel luogo di lavoro ....... importanza di tenere chiuse le porte tagliafuoco, modalità di apertura delle porte delle uscite

5 - Verifica : Tutte le misure antincendio previste per migliorare la sicurezza delle vie d'uscita ... devono essere verificati secondo le norme di buona tecnica e manutenzionati da persona competente. ... Il datore di lavoro è responsabile del mantenimento delle attrezzature e degli impianti di protezione antincendio .... Il datore di lavoro deve attuare la sorveglianza, il controllo e la manutenzione delle attrezzature e..............

Corso Porte ed altri elementi di chiusura:classificazione uscite di piano e vie d'esodo.________________________________...
25/04/2016

Corso Porte ed altri elementi di chiusura:classificazione uscite di piano e vie d'esodo.
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In data 16 e 22 Aprile presso la sede dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma sotto l'egida della Commissione Antincendio dell'Ordine si è svolto il III° corso sulle porte TGF svolto dai docenti della A.S.D.A utile per l'acquisizione dei crediti formativi.
Gli argomenti trattati riguardavano la sicurezza passiva specificatamente le porte tagliafuoco, la loro evoluzione costruttiva, le norme tecniche di prova e di classificazione, le varie tipologie esistenti, i supporti, i sistemi di ancoraggio, le predisposizioni, gli accessori etc.

La Regola dell'Arte vista da A.S.D.A.___________________________________________________Regola dell’Arte : Stadio dello ...
10/04/2016

La Regola dell'Arte vista da A.S.D.A.
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Regola dell’Arte : Stadio dello sviluppo raggiunto in un determinato momento storico dalle capacità tecniche relative a prodotti, servizi, ecc. basato su comprovati risultati scientifici, tecnologici o sperimentali.
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La Regola dell’Arte è riconosciuta, di prassi, dalle norme emanate da enti di normazione nazionali, europei o internazionali; a chiunque sia in possesso di un titolo abilitante all’esercizio di una professione tecnica, secondo le disposizioni dello Stato nazionale in cui esercita, è riconosciuta la facoltà di formulare specifiche tecniche, salvo dimostrarne l’equivalenza alla Regola dell’Arte rappresentata dalle norme tecniche emanate dagli organismi di normazione nazionale o europea.

Regola Tecnica : la Regola Tecnica contiene un insieme di requisiti tecnici, eventualmente con riferimento a una o più norme tecniche, generale e per attività, emanata dalla Pubblica Amministrazione e la sua applicazione è obbligatoria, salvo deroga.

Osservazioni :

a) la Regola dell’Arte riconosce al Professionista l’autonoma capacità a formulare il progetto secondo le proprie cognizioni basate sulla Regola dell’Arte con l’onere di dimostrarne l’equivalenza alla Regola dell’Arte emanata = la Regola Tecnica.

b) citare la Regola dell’Arte è, quindi, riconoscere la possibilità di deroga da parte del Professionista.

c) la possibilità di deroga che è comunque riconosciuta, in campo di prevenzione incendi, dall’Art. 6 del D.P.R. 12 gennaio 1998 n. 37 e : la possibilità di deroga non è escludibile, limitabile o coercibile senza una precisa disposizione che lo specifichi espressamente.

d) la deroga, svolta secondo la Regola dell’Arte, deve essere valutata tecnicamente dall’Autorità che la esamina, ed il “parere” su di essa deve essere “motivato”, ed il motivo deve essere espresso “per ragioni tecniche” (e non analogiche, burocratiche, di interpretazione o che, comunque, come chiesto esplicitamente, esaminino e confrontino, il valore risolutivo dell’Arte applicata in alternativa.

e) poiché le Regole Tecniche emanate e vigenti sono spesso antiche o già obsolete alla loro stessa uscita, non sono sempre la migliore e, soprattutto, l’ espressione della Regola dell’Arte – perchè essa è “aggiornata” a livello non solo nazionale ma europeo ed internazionale e, quindi, rappresentata anche dalle norme, ecc. emanate ed utilizzate in altri Paesi = questo specie quando le norma nazionali non esistono, sono carenti, non aggiornate, ecc. Questo c***a contro, ed ostacola, l’espressione progettuale più elevata, che è l’Operatore della Sicurezza vuole e deve portare “al meglio del possibile”

f) sarebbe assurdo che una soluzione tecnica, normata e costituente la Regola dell’Arte in altri Paesi non sia esaminata ed accettata da noi quando non si ha nemmeno una norma.similare nazionale

g) sarebbe assurdo che una soluzione tecnica rappresentante una Regola dell’Arte nel 2016 possa essere “esclusa da un esame e valutazione tecnica” rispetto una Regola Tecnica ingessata a 30 anni od anche di 10 prima; si affermerebbe che in 30, 10 anni, non vi sono state evoluzioni di risultati scientifici, tecnologici, sperimentali; di studi attestati e di esperienze verificate.

h) essendo regola di riferimento primaria il Regolamento Prodotti da Costruzione, che comprende il Requisito Essenziale 2 “sicurezza in caso di incendio”, è chiaro che ogni volta il Progettista (ed in cascata il Direttore del Cantiere, il Direttore dei Lavori,il Collaudatore, ecc. per le proprie competenze) elabora (progetto, disposizioni, verifiche, ecc.) deve essere redatto in rispetto di essa (le regole settoriali nazionali sono suggerimenti che non possono essere prevaricatrici su quella; e quella è fondata sulla Regola dell’Arte.

Il Testo Unico sulla Sicurezza 81/2008 porta attenzione alla Regola dell’Arte quando, seguendo i disposti del 2007 sulla Fire Engineering e sulla Resistenza al Fuoco e sulla Sicurezza in caso di Incendio (requisito essenziale 2 della CPD) aprendo la via alle linee guida = il tracciato di riferimento per i Professionisti responsabili della progettazione, della esecuzione, della realizzazione, del controllo, del collaudo, della verifica, del mantenimento del sistema di sicurezza in prevenzione incendi ; parimenti dispongono per la via delle buone prassi che vanno costituire il riferimento della Buona Tecnica che è guida per la attuazione delle opere e lo svolgimento delle prestazioni attinenti, in particolare, i presidi che fanno parte del sistema.

L'ultima disposizione, il D.M. 3 agosto 2015 lascia vedere spazio per il progettista, ma quando si ha a che fare con un garage di 10 vetture si cade in una regola del 1986 ed in esso si possono installare portoni tagliafuoco scorrevoli "con un fusibile" !

Se il Professionista non impiega la Regola dell’Arte disponibile per il meglio, ma si limita a copiare una prescrizione, non esercita la sua Arte meccanica ma va ad esercitare l’arte liberale del notaro.

Seminario su Vie di fuga e di soccorso -Segnaletica - Illuminamento - Ventilazione - Protezione / Portecondotto da A.S.D...
28/02/2016

Seminario su Vie di fuga e di soccorso -
Segnaletica - Illuminamento - Ventilazione - Protezione / Porte

condotto da A.S.D. Attività e Servizi Didattici con i Docenti della A.S.D.A. Accademia Skill Docenti Antincendio

L'incontro si è svolto nell'Aula 1 affollata da oltre 50 Partecipanti, ed ha visto la gradita presenza di Esponenti di spicco del Dipartimento del C.N.VV.F. appartenenti alla D.C.P.S.T. - Ing. Maurizio D'Addato (già alla Direzione Vicaria della D.C.P.S.T., ecc.) - Ing. Fabio Alaimo. Ponziani - Ing. Alberto Tinaburri - Ing. Paolo Castelli -

La prolusione, tenuta dall'Ing. Massimo Babudri, Presidente della Commissione Antincendio per l'Edilizia Civile / Aree a Rischio, ha messo in evidenza l'impegno della Commissione ad affrontare i temi della sicurezza in prevenzione incendi offrendo agli Associati non solo informazioni aggiornate sulle disposizioni, regole e norme di settore e di campo, ma, con la collaborazione e l'apporto di Tecnici specialisti, avere utili strumenti conoscitivi ed operativi indispensabili per esercitare la specialistica professionale con la conoscenza, la coscienza e la competenza che costituiscono la Regola del'Arte; augurando che oltre al Corso di Formazione specifico sulle Porte e Chiusure Antincendio, già programmato per il mese di aprile, si possano quanto prima concretare altre analoghe iniziative di apporto alla formazione professionale nel campo della New Fire Safety Engineering, l'Ing. Babudri ha dato il via ai lavori.

Le esposizioni, tenute dai Docenti di ASDA Franco Viggiani, Maurizio Bellantuoni ed Alberto Mazza si sono succedute, con l'ausilio di slide, riferimenti, disegni e schemi, foto, ecc. che hanno vivacizzato i temi, messo in risalto aspetti spesso ignorati, non considerati, sottovalutati, nella progettazione, realizzazione, controllo e gestione dei presidi di sicurezza in prevenzione incendi costituiti dalla Segnaletica. dall'Illuminamento, dalla Ventilazione e dalla Porte e Chiusure; l'attenzione è stata costante ed ha approfittato anche della forma dialogale usata dai relatori, che ha permesso scambio di impressioni, osservazioni ed il porre quesiti e domande sui temi toccati e su specifiche contingenze; la prima semina di questo nuovo approccio ha trovato il terreno fertile della attenzione ed il comune auspicio che si possa estendere e moltiplicare.

I Relatori metteranno a disposizione dell'Ordine, per i Partecipanti, il materiale espositivo utilizzato (ed oltre) ed hanno indicato il sito della A.S.D.A. ove attingere informazioni, aggiornamenti e tramite il quale colloquiare con loro.

Dal 15 Luglio 2015 ho cominciato a creare anche un blog  che finalmente è stato attivato all'indirizzo "asdaitalia.alter...
17/12/2015

Dal 15 Luglio 2015 ho cominciato a creare anche un blog che finalmente è stato attivato all'indirizzo "asdaitalia.altervista.org" .
Il Blog conterrà articoli su tutto ciò che riguarda la sicurezza antincendio e spero che siano graditi.
La nostra associazione ha iniziato una fattiva collaborazione con la D.C.P.S.T. Direzione Centrale Prevenzione e Sicurezza Tecnica dei VV.F. per la ricerca sperimentale su Filtri a prova di Fumo e su Lame d'Acqua in maniera da poter offrire una serie di linee guida utili ai progettisti.
Per qualsiasi informazione potete contattarci tramite il sito www.asda-rm.org

La A.S.D.A. è una libera Associazione che in convenzione con il Corpo Nazionale dei VVF unisce professionisti impegnati nella docenza della materia di propria cognizione, per quanto in essa attinente la sicurezza in prevenzione incendi

Signori passeggeri, prima del decollo vi diamo alcune informazioni sull'uso delle maschere per l'ossigeno, il giubbotto ...
04/09/2015

Signori passeggeri, prima del decollo vi diamo alcune informazioni
sull'uso delle maschere per l'ossigeno, il giubbotto ......

... ritornello che, per chi viaggia in aereo, è in automatico; per chi si imbarca su una nave, per più di una semplice traversata, si hanno le indicazioni, spesso "filmate", su come allacciare il giubbotto di salvataggio e per recarsi al "ponte lance" ... (per viaggi più lunghi dovrebbero esserci simulazioni di abbandono nave ...); non risultano istruzioni per i viaggi in pullman, treno, in auto (salvo qualche vettura nella quale oltre la luce spia ed il cicalino una voce ricorda "allacciare le cinture" o nega l'avviamento se, almeno quella del guidatore, non lo è)

Istruzioni ed esercitazioni sono previste nelle scuole, negli uffici e qualche altro caso, ma dovrebbero esserci ...... anche nelle altre attività ... perchè non ci sono ?

Perchè non ci capita mai di vedere, ed essere coinvolti, in una "esercitazione" in un ospedale, in un museo, in un supermercato o centro commerciale, in un albergo, in un teatro o cinema, in una stazione aeroportuale o ferroviaria, ecc. ? Vengono fatte ...... ma quando non c'è nessuno, solo con il personale in addestramento e nello scenario irreale dell'esercizio vuoto; perchè ?

Quando si è imbarcati, in un aereo con i portelli chiusi ed in una nave che ha salpato, non ci si può salvare dai ritornelli e non si scappa; ma, andarlo a fare in un ambiente "pubblico", coinvolgendo "il pubblico" si rischiano 2 fenomeni : 1° lo sgomento, che può generare paura individuale e rischio di panico, 2° una repulsione, anche da insofferenza alla costrizione, e la disaffezione all'esercizio.

In pratica quello che avviene su un aereo o su una nave è un rituale che, accompagnato dagli opportuni altrettanto rituali scongiuri, fa parte del viaggio; se accade in scuola, ufficio, ecc. "è previsto dalla legge" e, comunque, viene svolto in ambiti "omogenei", con preavviso, preparazione ed in forma "lenta e soft"; se avvenisse in terraferma, nel luogo ove stiamo a godere della distrazione, del rito dello shopping, o siamo in un luogo della sofferenza, diventerebbe una shoccante secchiata d'acqua sullo stato d'animo a tutt'altro dedicato, con conseguenze solo negative; nessun esercente è disposto ad assumersi questo rischio; e poi, diciamocela tutta, .... porta sfiga ....

Ma, dall'altra parte, il rischio dell'evento negativo c'è (terremoto, incendio, "bomba dì'acqua", ecc.), ed i luoghi citati, proprio per il numero, la disomogeneità, le caratteristiche dei presenti, sono i più esposti alla degenerazione comportamentale ed alla sue conseguenze; non essere preparati ad affrontarlo con un sistema è come andare a visitare alcuni Paesi dell'Africa o dell'Asia senza aver provveduto ad alcune vaccinazioni preventive e senza aver preso atto di alcuni comportamenti basilari da osservare anche quando si cammina in strada; il rischio non diminuisce e la paura non la si esorcizza chiudendo occhi ed orecchie.

Il problema si concentra in 2 punti : 1° la mancanza di una cultura (conoscenza, coscienza ed etica) personale, sostenuta da un po' di esperienza e di contatto con la realtà del rischio; 2° la mancanza di una capillare organizzazione del sistema sicurezza in ogni ambiente ed attività frequentata, cominciando dall'ambiente domestico e dal condominio e finendo al mega centro commerciale.

Quale è il senso di sicurezza che percepiamo quando entriamo in uno di questi luoghi pubblici ?ª

Muovendoci liberamente, sappiamo ove ci troviamo ed orientarci su quale sia il percorso da fare (non il "torniamo indietro" che può rivelarsi il peggiore) per raggiungere una uscita di piano, per imboccare una via di esodo, il percorso che ci conduce al luogo sicuro esterno ?

Vediamo sempre una segnaletica chiara che ci indirizzi ?

Abbiamo visto, e magari una volta esaminato, delle piante con i tracciati d'esodo e le indicazioni del comportamento da tenere in emergenza, di quali sono i segnali di avvertimento ?

Rileviamo la presenza del personale addetto alla Sefety ? (non i vigilantes della Security)

Ci sarà una comunicazione vocale da altoparlanti, o diretta da personale che informa tempestivamente, fornisce dati ed istruzioni in tempo reale, organizza ed accompagna le operazioni di protezione e di evacuazione ?

Nelle stazioni, nei supermercati, nei centri commerciali ed in mille altri luoghi abbondano grandi schermi televisivi che continuano a trasmettere, a ciclo chiuso, réclame, notizie, ecc. - potrebbero essercene almeno alcuni che danno, periodicamente, informazioni ed istruzioni comportamentali sulla Safety e, in emergenza, diventare elemento di informazione, coordinamento e direzione ?

Si è visto che la sicurezza è basata su 2 fattori :

1° : una preparazione personale, mentale (per il mantenimento dell'autocontrollo) e cognitiva (per avere una capacità di valutare e di agire

2° : un sistema attivo di gestione ambientale presente ed attuato dal responsabile dei luoghi.

Facciamoci una domanda : siamo in un supermercato, siamo con un bambino di 1 anno e mezzo in passeggino e stiamo cercando un detersivo; circa tre corsie più in la il nostro coniuge sta mettendo nel suo carrello, sul quale è seduta una bambina di 5 anni, dei pacchi di pasta : scatta l'allarme :

A) quali sono, nell'ordine, le prime 5 azioni che faccio io :

A 1ª ........................................

A 2ª ........................................

A 3ª ........................................

A 4ª .............................................

A 5ª ..............................................

B) quali sono, nell'ordine, le prime 5 azioni che fa il mio coniuge :

B 1ª .............................................

B 2ª ............................................

B 3ª .............................................

B 4ª .............................................

B 5ª ............................................

Mandate le vostre risposte a : [email protected]

Vi risponderemo e sarà utile confrontarci



Tempo fa' fu redatto un "Manualetto delle Vie d'Esodo" che fa parte dei "Sussidi Didattici" dei Corsi termatici tenuti da A.S.D. per A.S.D.A.

Non scherziamo col fuoco e con il codice penaleIl mantenimento in costante perfetta efficienza dei presidi di sicurezza ...
20/06/2015

Non scherziamo col fuoco e con il codice penale

Il mantenimento in costante perfetta efficienza dei presidi di sicurezza in prevenzione incendi è un obbligo di legge che non va preso alla leggera perchè è uno di quelli dal quale non si può svicolare.

Prendiamo dei presidi ai quali si fa meno attenzione : le porte TGF tagliafuoco, le porte TF tagliafumo e le porte UE uscite di emergenza o di sicurezza; si trovano installate in ogni attività, dal condominio all'ospedale, dalla scuola al teatro, al centro commerciale; in alberghi, musei, uffici, ec., ecc.; se ne contano, in Italia, da 15 a venti milioni, ma di queste quante sono sicuramente effcienti ?

Per legge devono essere rispondenti alle norme ed alle regole della sicurezza antincendio, costruite in conformità a prototipi collaudati ed omologati, installate secondo le prescrizioni, sorvegliate, periodicamente controllate, regolarmente manutentute ed attentamente verificate.

Posto che tutto sia stato originariamente eseguito secondo la regola dell'arte, in una attività in funzione, con un numero X di chiusure TGF, TF ed UE in opera ed in esercizio : Chi ne risponde ? Chi ne è responsabile ?

La legge è chiara : 1° responsabile ne è il proprietario, colui che ne dispone perchè impiegate nella sua attività; 2° : egli ha una organizzazione dedicata alla sicurezza con Dirigenti, Responsabili, Incaricati, Addetti, ecc. ai quali possono essere attribuiti e delegati compiti operativi attinenti la gestione e la conservazione di quelle porte e chiusure, e pèer ciò ognuno assume la sua responsabilità; 3° : ci sarà il personale che deve essere stato informato della loro importanza, con la responsabilità di farne oggetto di sorveglianza; c'è poi, 4°, il manutentore che deve avere un contratto di mantenimento adeguato alle condizioni di impiego, uso e rischio di quei particolari serramenti dei quali assume compito e responsabilità dei controlli peridoci e della manutenzione programmata.

Sinteticamente i riferimenti sono : il D.Lgs 81/2008 (e succ. agg. e complementi) nel quale i XII + 1 Titoli hanno, ciascuno, un "Capo" di "sanzioni", ed una delle frasi che in questi ricorre è "arresto da ... a ... " salvo, poi, le ammende ed i gravami per le conseguenze che possano derivare verso persone e beni.

E queste responsabilità sono personali, e non delegabili, quindi non si prestano al gioco dello scaricabarile che parte dal vertice, ultraprotetto, per finire all'ultima ruota del carro, la più esposta, ma, al contrario, hanno l'effetto boomerang perchè da una mancanza in un piano basso si risale al piano più alto e così via sino al vertice, proprio per onere di competenza superiore e dovere di vigilanza.

Non è escluso alcuno, e, parlando di attenzione e conservazione di presidi di sicurezza, il Codice Penale, agli Articoli 437 e 451, commina senzioni anche reclusive per chi commette omissioni dolose su di essi; per non considerare, poi, se l'azione diventa colposa e si attua un sabotaggio, un attentato alla sicurezza altrui, eccetera, eccetera. (sembra uno scherzo ma zeppare una porta TGF o lucchettare una UE configura proprio quel reato).

Il confiteor chiede assoluzione per mancanze in ..... parole, opere ed omissioni; nelle manutenzioni le parole sono quelle che vanno ad affermare opere non eseguite, interventi non effettuati, controlli non fatti, verifiche non attuate .. e nella scala sopra indicata dal 1° al 4° scagli la prima pietra chi ..................
e le omissioni sono proprio quelle che vanno a trovare la scusa per non fare; la più eclatante ? l'omissione dell'avverbio almeno davanti alla periodicità semestrale prescritta per la frequenza dovuta dei controlli.

E' la mortifcazione massima della attenzione al mantenimento delle qualità prestazionali del prodotto; equipara un TIR ad un'auto di Formula 1, mette sullo stesso piano un dispositivo che fa 1 (uno) ciclo di manovra ogni settimana con suoi omologhi che, nello stesso lasso di tempo, ne fanno 1000 o 2500 (in 6 mesi il primo fa 26 cicli, gli altri ne fanno 26.000 o 65.000) ... no comment

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, non è necessario essere degli specialisti di settore per accorgersi che, in un ospedale, in una scuola, in un albergo od ufficio o museo o centro commerciale, teatro, ecc., ecc., ecc. le porte TGF, TF ed UE : se non risultano palesemente "fuori sicurezza", spesso danno la sensazione o direttamente la indicazione di essere "non sicure", anche se spesso "raccontano di esserlo" con cartelli e cartellini di dubbia credibilità su quanto su di esse effettivamente svolto perchè lo siano.

Manutentore: bersaglio di ogni colpa !!Quando una porta non va', peggio se viene "disastrata" o su di essa si verifica u...
01/06/2015

Manutentore: bersaglio di ogni colpa !!

Quando una porta non va', peggio se viene "disastrata" o su di essa si verifica un incidente, chi viene, immediatamente, messo al centro del bersaglio? Il MANUTENTORE.
Perchè ? Semplice, perchè è l'ultimo della catena, quello che è a contatto con il manufatto, quello meno difeso e, di conseguenza, il primo ad essere indicato come indiziato.

Ma, quanti sono quelli che hanno mano, occhio e responsabilità diretta su quella porta ?
sono almeno 9 i soggetti che occupano il bersaglio prima di lui; e se si vanno a vedere i quelli che li hanno preceduti, se ne aggiungono almeno altri 7 (9 + 7 = 16 ed il manutentore va a fare il 17°).

E se quella porta ha un difetto, come detto manifesta qualcosa che non va, od è colpita da un incidente, o è stata manomessa, o, o, ... la causa e la responsabilità possono trovare 16 responsabili prima di arrivare al diciassettesimo; partendo dal più lontano, per:

01) inadeguatezza di scelta progettuale in rapporto all'impiego, installazione, uso e rischi
02) inadeguatezza costruttiva e/o di accessoriatura, ecc.
03) inadeguatezza del supporto e dell'inserimento nell'opera
04) inadeguatezza della messa in opera
05) inadeguatezza della sorveglianza e dei controlli in cantiere
06) inadeguatezza dei controlli sui lavori
07) inadeguatezze delle verifiche in qualità e rispondenza dei materiali e delle opere e dal tempo di esercizio della attività :
08) non adeguata attenzione alla sicurezza dal responsabile primo di essa
09) non adeguata attenzione alla sicurezza da parte di chi ne ha compito direzionale
10) non adeguata attenzione alla sicurezza da parte di chi ha un compito istituzionale per essa
11) non adeguata attenzione alla sicurezza da parte di chi ha compiti delegati per essa
12) non adeguata attenzione alla sicurezza da parte di chi ha compiti gestionali di essa
13) non adeguata attenzione alla sicurezza da parte di chi ha compiti operativi in essa
14) non adeguata attenzione alla sicurezza da parte di chi ha compiti di coordinamento di essa
15) non adeguata attenzione alla sicurezza da parte di chi ha compiti di verifica su di essa
16) non adeguata attenzione alla sicurezza da parte di chi ha compiti di attenzione per essa

Con una considerazione, i soggetti da 08 a 16 hanno quella porta sott'occhio, e la usano, tutti i giorni e per tutta la durata della loro attività ove installata, il manutentore, se si tiene conto delle consolidate condizioni contrattuali da tempo imperanti, la vede per qualche minuto due volte l'anno.

Si è delineata una catena nella quale gli anelli si sono progressivamente saldati indissolubilmente l'uno all'altro e resteranno connessi a vita, la catena cede sull'anello più debole; perchè deve essere necessariamente l'ultimo ?

P.S.: Proponete le vostre soluzioni a : [email protected]
tra un paio di settimane riceverete le osservazioni ed i Consigli dei nostri Tecnici

Indirizzo

Via Cesare Abba, 15
Rome
00141

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