ArcheoLogica Official

ArcheoLogica Official Pagina di divulgazione storico-culturale gestita da uno studente magistrale di Archeologia Classica.

Due settimane fa mi sono recato a Nimes, una piccola ma splendida città del sud della Francia. Vorrei dedicare a questa ...
04/04/2025

Due settimane fa mi sono recato a Nimes, una piccola ma splendida città del sud della Francia. Vorrei dedicare a questa località tre post per mostrarvi e raccontarvi più precisamente le bellezze romane che adornano Nimes. È curioso il fatto che uno degli ultimi post “divulgativi” sia stato su un anfiteatro, quello di Bordeaux la città in cui vivo. Tuttavia quest’oggi vi presento una arena ben diversa, più grande e più maestosa. Capace di contenere 25000 persone, l’anfiteatro è leggermente più ampio di quello di Pompei. All’interno ho vissuto emozioni che non dimenticherò mai, entrare è stato come sentire le antiche grida, oggi silenziose che riempivano l’arena. Non mi dimenticherò mai di questa esperienza. Ormai vivo all’estero da un po’ di tempo e l’Italia mi manca moltissimo. Ma le bellezze della Francia insieme agli affetti che ho qui oltralpe mi stanno facendo piano piano piano sentire a casa. Vorrei poter continuare a pubblicare con più costanza e impegno come tempo fa. Purtroppo gli impegni accademici e forse perché no, una mancanza di idee mi hanno un po’ fatto trascurare archeologica. Però, prossimamente, lo prometto, vi porterò a Nimes con altri due post che spero possiate apprezzare. A prestissimo amici

Diario di bordo pagina  0Imparerò a dormire qui da solo, ad avere giorni storti e non dirtelo più. Che vuoi che dica ora...
27/01/2025

Diario di bordo pagina 0
Imparerò a dormire qui da solo, ad avere giorni storti e non dirtelo più. Che vuoi che dica ora? Ci proverò a non cercare più i tuoi passi ma tu eri casa ovunque ti trovassi. Se mi immagini lontano forse mi potrai aiutare, ti prego non chiedermi se mi manchi perché avresti la risposta più banale del mondo. Sappi che ho imparato a sorridere ed a emozionarmi anche qui. Dopo questi mesi mi sono accorto che ho ancora con me i colori che disegnano il meraviglioso gioco della vita. Prima di partire me li hai messi in tasca senza dirmi nulla perché sapevi che anche qui in Francia avrei trovato la felicità. Sto continuando a cercarti e studiarti lo stesso, lo sai? Immaginavo che avremmo litigato quando me ne sono andato. Per fortuna è andato tutto bene e oggi quando qui a Bordeuax parlo di te mi sembra di averti vicino e sentire il tuo respiro. Stai tranquilla, non sono da solo. Ti faccio vedere le cose più emozionanti che ho visto durante il primo semestre di dottorato qui nella splendida, fredda, ermetica e maledettamente tranquilla Bordeaux. Cara Roma dovrò ancora imparare a staccarmi ma sappi che ora sono felice, marzo 2024 è passato. Qualche citazione l’ho estrapolata da una bella canzone dei pinguini tattici nucleari che si chiama Amaro.

Ormai non si vive più per strada come tanti anni fa. Oggi questa espressione viene utilizzata negativamente  dai crimina...
14/10/2024

Ormai non si vive più per strada come tanti anni fa. Oggi questa espressione viene utilizzata negativamente dai criminali delle nostre città. Esistono persone che vantano un passato “per strada” frutto di ignoranti elucubrazioni e schemi mentali tossici ormai ben presenti nelle società odierne.
Ma in passato cosa era la strada? Era solo criminalità? Le vie di una città erano la linfa vitale del popolo fin dagli albori della nostra civiltà. Le case erano troppo piccole per vivere una intera esistenza e sopratutto troppo inutili perché disarmavano l’uomo dalla capacità di mantenersi vivo. Per strada si parlava si giocava si amava e si uccideva. Oggi è difficile vedere tutto questo. Forse in qualche borgata la comunità che scende in piazza è ancora una reminiscenza di un’usanza straordinaria che fa della collettività la forza di una specie, in molti casi tramutata in quartiere. Oggi l’ambiente domestico riscalda e permette di vivere anni e mesi senza uscire. È per questo che a me l’uomo odierno sembra sempre più muto e solo. Mi piace pensare all’amore come a un semplice gesto o momento. L’uomo o la donna che specchiandosi non vedono solo la loro immagine ma anche il volto di chi ha deciso con te di condividere il magnifico ma anche tragico gioco della vita. Oggi forse è diverso? Non lo so. Oggi si esce di meno perché fuori o è tutto così banale o semplicemente siamo pigri ad esporci alla luce. Mi piace spesso citare Giorgio gaber che a parer mio 40 anni fa scrisse la canzone italiana più bella al mondo: c’è solo la strada. Il genio milanese in questa straordinaria opera che mischia cantato e recitato narra di alcune storie d’amore. Amori vissuti a casa all’inizio travolgenti per poi rivelarsi fallimentari nei loro gesti banali e ripetuti. “Siamo dentro a una stanza, si mangia, si dorme e si beve, nient’altro”. Eppure in quegli anni così attivi, pericolosi ma romantici per l’Italia gaber trova la soluzione: “Perché il giudizio universale Non passa per le case
In casa non si sentono le trombe
In casa ti allontani dalla vita
Dalla lotta, dal dolore, dalle bombe.” In copertina ottocentesche foto di Roma che ritraggono scene di vita quotidiana

Quando vedo e studio un graffito mi sembra di toccare per mano la storia più intima, più banale ma allo stesso tempo più...
30/08/2024

Quando vedo e studio un graffito mi sembra di toccare per mano la storia più intima, più banale ma allo stesso tempo più profonda di un antico. Mi piace ripetere, come una sorta di rito, i medesimi gesti. La mia mano che sfiorando l’incisione prova a fare lo stesso movimento che fece l’anonimo romano. Visualizzo il tratto, mi piacciono molto le umane imprecisioni. Quasi richiamano lo stato d’animo della persona. Parlare con loro non è mai stato così facile, così come sentirli o vederli. In questi anni ho immaginato e forse anche vissuto interiormente storie di odio e amore, passioni sportive, richieste di aiuto e maledizioni. Lo studio di un graffito è come salire su una giostra che lentamente ruota e ti fa vedere i gesti ripetuti delle persone al di fuori di essa. È un movimento perpetuo di emozioni e di sentimenti. Un arcipelago di voci comuni che tu puoi sentire. Nella mia vita, sopratutto a Pompei ho visto più di 500 graffiti. Tante storie, e ancora tante voci. Sembra il delirio di un f***e ma tutto ciò è lo straordinario gioco della vita di chi studia l’antichita. Di chi brama il sapere rincorrendo la verità e la conoscenza. Una settimana fa passeggiando per gli splendidi mercati Traianei sono andato alla ricerca di un graffito che ancora mi mancava. Poco incurante del caldo, dopo una mezzoretta, all’interno di una taberna su via biberatica sono riuscito a trovarlo. Si tratta di un soldato, con una lancia. Siamo nel cuore di Roma, nel complesso del grande imperatore che ha portato l’urbe nei punti più remoti del mondo conosciuto. Mi sono fermato, ho sfiorato l’incisione. “È bellissimo” ho pensato. Mi sono girato, ho visto la colonna coclide che celebra la vittoria contro i daci. Ma per caso, il graffito, non sarà stato fatto da un servo o un addetto al magazzino “influenzato” dal tema che la colonna istoriata urla ancora oggi al mondo intero?. Non sapró mai con certezza il motivo di questo graffito e perché sia stato realizzato. Però una cosa posso dirla. 2000 anni fa una persona realizzó una incisione nello stesso punto dove io quest’oggi accovacciato tento di riscrivere la storia di una piccola iscrizione.

Da inizio Marzo mi trovo a Bordeaux, l’antica Burdigala, una città affascinante e ricca di piccoli gioielli. Ho già visi...
24/03/2024

Da inizio Marzo mi trovo a Bordeaux, l’antica Burdigala, una città affascinante e ricca di piccoli gioielli. Ho già visitato il bel museo archeologico (museo d’Aquitania) e il museo delle belle arti. Sul primo museo farò a breve un post cercando di immortalare alcuni tesori che custodisce. Oggi invece, sfruttando una giornata soleggiata (piuttosto rara da queste parti), mi sono recato all’anfiteatro di Bordeaux denominato palazzo Gallieno. Il nome dell’anfiteatro deriva da un’interpretazione medievale sbagliata: si pensava che le rovine del Palatium Gallianae fossero i resti del palazzo di Galliena, concubina di Carlo Magno e figlia del re di Toledo. Soltanto alla fine del XVI secolo il nome dell’edificio venne attribuito all’imperatore Gallieno, che regnò dal 253 al 268. L’anfiteatro edificato tra tra la fine del I e inizi II secolo, poteva ospitare ventimila spettatori audaci testimoni dei giochi gladiatori nella capitale della provincia d’Aquitania. Il medioevo portò l’edificio ad essere abbandonato e fino all’ottocento rimase luogo di vagabondaggio. L’università di Bordeaux negli ultimi anni ha effettuato alcuni scavi archeologici per portare alla luce parte della cavea e individuare gli strati più antichi della città e del complesso.

Questioni accademiche mi hanno portato a visitare Parigi per circa 3 giorni. Tralasciando la torre Eiffel che più che un...
20/02/2024

Questioni accademiche mi hanno portato a visitare Parigi per circa 3 giorni. Tralasciando la torre Eiffel che più che un monumento è un istragrammabile edificio, l’antica Lutetia Parisiorum esprime la sua grandezza nella eleganza delle sue vie e nelle tradizioni che si riflettono in ogni angolo innescando interiormente un incredibile arcipelago di sentimenti.In tre giorni ho visitato solo un museo, il Louvre. Mi perdoneranno i grandi pittori impressionisti francesi ma ho deciso espressamente di visitare questa città a piedi spingendomi anche nelle famose ma difficili periferie francesi. La visita al più grande museo al mondo è durata 7 ore e non me la dimenticherò mai. Ho iniziato il percorso con gli scultori francesi e dopo un primo attimo di entusiasmo mi sono sentito un po’ in imbarazzo di fronte alla statua di Annibale che calpesta le insegne romane. Mi sono ripreso con il bel Giulio Cesare ottocentesco che vittorioso sembra urlare il nome di Roma dopo la conquista della Gallia. Dopo la prima ora ho capito che dovevo muovermi e andare a vedere ciò che mi interessava maggiormente. Ho letteralmente speso 6 ore alla sezione orientale, greca e romana. Ho avuto un approccio incredibile, inaspettato ed entusiasta verso l’archeologia orientale, disciplina che purtroppo non ho mai approfondito. Ora capisco un po’ di più un mio caro collega orientalista che tanto volte mi ha decantato il levante, l’arte dei nemici dei greci e le antiche popolazioni Mesopotamiche, vero ? La sezione greca e romana ha il pregio di ospitare i grandi busti degli imperatori e le imperiture divinità dell’Olimpo ellenico. Purtroppo la gente tirava diritto ignorando un Tiberio loricato o un austero Tito preferendo la più celebre Venere di Milo. Lo stesso per la Nike di Samotracia, collocata dopo la grande scalinata tra il primo e secondo piano. Mi dispiace aver fatto una corsa per scorgere a circa 100 metri di distanza la piccola Gioconda. Ora sto tornando a Roma dopo aver passato tre giorni splendidi in una città dove spesso sembra di vivere un supersonico sogno di un mondo nascosto.

Oggi purtroppo non sono riuscito a vedere il museo della forma urbis causa manifestazione dei trattori che ha invaso e b...
15/02/2024

Oggi purtroppo non sono riuscito a vedere il museo della forma urbis causa manifestazione dei trattori che ha invaso e bloccato il centro di Roma. Ho rimediato con una mostra che ancora non avevo visto, quella su Fidia ai musei capitolini. Vi lascio la carrellata di immagini e pochi commenti a riguardo. Notevoli le iscrizioni sui pagamenti e materiali del cantiere del partenone, così come la brocchetta con inciso il nome di Fidia. Per il resto, giudicate voi.

Domenica scorsa insieme a Roma sotterranea ho visitato i sotterranei del tempio di Claudio, al Celio. Sotto il tempio de...
03/12/2023

Domenica scorsa insieme a Roma sotterranea ho visitato i sotterranei del tempio di Claudio, al Celio. Sotto il tempio del terzo degli imperatori si trovano degli ambienti immersi nell’oscurità visitabili grazie alle attività di prevenzione, tutela e valorizzazione di Roma sotterranea. La capitale è una città che nasconde il tufo elemento chiave, insieme al travertino, della edilizia romana e della romanità. Il percorso inizia Presso il meraviglioso Clivio di Scauro dove sorge la famosa basilica dei SS. Giovanni e Paolo e nei suoi pressi, nel sottosuolo, dove un tempo sorgeva il mastodontico Tempio dell’Imperatore Claudio durante il medioevo (intorno al 1200) furono scavate delle gallerie per l’estrazione del tufo. Scendendo proprio dalle sostruzioni del tempio si accede ad un sistema di gallerie sotterranee, in cui i segni evidenti delle picconature rivelano l’utilizzo come cave. Le gallerie permettono di osservare le fondazioni del convento superiore e di camminare sui coni di riempimento creati da sversamenti di materiale in epoche recenti, ma soprattutto danno modo di ammirare due piccoli laghetti sotterranei caratterizzati da un’acqua azzurra e purissima la cui l’origine è ancora sconosciuta. È stata una viziata sicuramente sui generis ma affascinante nel suo criptico mistero che emana dopo ogni passo.

Indirizzo

Rome

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