16/05/2026
Da noi puoi chiedere i tuoi Diritti Inespressi.
Diritti inespressi nella pensione cosa sono e come si calcolano
I diritti inespressi sulla pensione sono somme aggiuntive o prestazioni assistenziali a cui un pensionato avrebbe diritto per legge, ma che l'INPS non eroga automaticamente.
Si chiamano "inespressi" proprio perché, per ottenerli, il pensionato deve fare una richiesta esplicita (domanda di ricostituzione).
Spesso queste somme non vengono pagate perché l'INPS non conosce in tempo reale l'esatta situazione reddituale o familiare aggiornata del pensionato.
Quali sono i principali diritti inespressi?
Le voci più comuni che possono mancare sul tuo cedolino includono:
Integrazione al trattamento minimo: Se la tua pensione è molto bassa (sotto la soglia minima stabilita annualmente), lo Stato la "integra" fino a una certa cifra, a patto che i tuoi redditi personali o coniugali non superino certi limiti.
Maggiorazioni sociali e "Incremento al milione": Aumenti per chi ha superato i 70 anni (o meno, in caso di invalidità o contributi versati) e ha redditi bassi.
Quattordicesima mensilità: Una somma aggiuntiva pagata a luglio per chi ha almeno 64 anni e redditi entro certi limiti.
Importo aggiuntivo di fine anno: Un bonus di circa 155 € erogato a dicembre sulla tredicesima per chi riceve il trattamento minimo.
Assegni al Nucleo Familiare (ANF): Spettano se hai familiari a carico (es. coniuge) e la pensione deriva da lavoro dipendente.
Trattamenti di famiglia: Per chi ha pensioni da lavoro autonomo.
Come si calcolano?
Non esiste una formula unica, poiché ogni prestazione ha le sue regole.
Tuttavia, il calcolo si basa sempre su tre pilastri:
Reddito Personale e Coniugale: Quasi tutti i diritti inespressi sono "legati al reddito".
Si sommano i redditi imponibili IRPEF e si verifica se rientrano nelle soglie annuali INPS.
Età Anagrafica: Alcuni benefici scattano al compimento dei 64, 67 o 70 anni.
Anzianità Contributiva:
Per la quattordicesima, ad esempio, l'importo varia in base a quanti anni di contributi hai versato (fino a 15 anni, tra 15 e 25, o oltre 25).
Nota importante: Se scopri di averne diritto oggi, puoi richiedere gli arretrati per gli ultimi 5 anni.
Oltre questo termine, i crediti cadono in prescrizione.
Come fare per recuperarli?
Poiché l'INPS non ti avvisa, devi attivarti tu.
Ecco i passaggi:
Verifica il modello OBIS/M: È la "carta d'identità" della tua pensione che trovi nel tuo fascicolo previdenziale online.
Se mancano voci rispetto alla tua situazione reale, c'è un errore.
Fai domanda di "Ricostituzione della pensione": Puoi farlo autonomamente tramite il portale INPS (se hai SPID/CIE) o, più semplicemente, recandoti presso un Patronato.
Il controllo è gratuito:
Quasi tutti i sindacati dei pensionati e i patronati offrono un servizio di "controllo della pensione" per verificare se ci sono somme non percepite.
Hai il sospetto che la tua pensione (o quella di un tuo familiare) sia troppo bassa rispetto ai contributi versati o alle condizioni di salute?
Si consiglia comunque una verifica
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