04/04/2026
Domani è Pasqua.
Per chi crede, è il giorno in cui la Vita vince la morte, il momento in cui il "Riparatore" supremo rimette in sesto il senso del mondo attraverso un atto d'amore estremo. È la festa dell'Eucaristia: un Dio che si fa pane, carne e vicinanza.
Ma la Pasqua parla anche a chi non ha questa fede, ma non ha smesso di cercare la Verità tra le macerie di questo tempo difficile. In un mondo che sembra sprofondare nel disordine e nei conflitti, Pasqua resta il simbolo universale della scelta: la scelta di non arrendersi all'entropia, alla barbarie o al cinismo.
Come artigiano, ogni giorno tocco con mano che nulla si aggiusta da solo. Serve presenza, serve fatica e serve il coraggio di portarsi addosso il proprio peso senza scaricarlo sugli altri. La Verità non è un dato che scende da uno schermo, ma un impegno che si prende con se stessi: restare umani, restare attenti, restare capaci di gratuità anche quando tutto intorno sembra avere un prezzo.
Il mio augurio, per credenti e ricercatori, è che questa Pasqua sia un invito a tornare a guardarci in faccia. Che possiamo essere "sacche di resistenza" contro il buio, capaci di fratellanza e di cura per il pezzetto di mondo che ci è stato affidato.
Buona Pasqua di rinascita e di Verità a tutti voi.