Meticons - Alessandro Pappa

Meticons - Alessandro Pappa Consulente di Direzione, Controller, CTU Tribunale di Roma

Offro consulenza alle PMI sulla gestione economica aziendale e sull'efficientamento dei processi produttivi e amministrativi.

Spesso mi capita di leggere annunci con scritto "Controllo di Gestione" che descrivono, in sostanza, un ruolo amministra...
01/09/2025

Spesso mi capita di leggere annunci con scritto "Controllo di Gestione" che descrivono, in sostanza, un ruolo amministrativo avanzato.
La mia esperienza mi porta a vedere le cose in modo diverso.

Il vero Controllo di Gestione non è un mero esercizio di contabilità.
Non si limita a seguire fatture o a chiudere bilanci.
È molto di più: è l’arte di tradurre i numeri in strategia.

Un Controller accompagna il Management nelle decisioni più delicate, trasformando i dati in una mappa per orientarsi nel futuro.
Il suo compito non è ottimizzare la fiscalità, ma riclassificare la realtà aziendale per illuminare le criticità, i punti di forza e le opportunità nascoste.
Significa dialogare con ogni reparto, dal produttivo all’informatico, per cogliere le dinamiche reali che i numeri raccontano.

È una figura di supporto, non di sostituzione, che unisce competenza tecnica a intelligenza relazionale. Perché un’impresa non vive solo di profitti e costi, ma anche di persone, relazioni e della capacità di adattarsi ai venti del mercato, a volte addirittura anticipandoli.

Gli strumenti? Software, algoritmi, persino l’Intelligenza Artificiale sono come soldati efficienti: eseguono compiti con precisione impressionante.
Ma la visione d’insieme, l’interpretazione sottile, la capacità di leggere quelle sfumature comportamentali che fanno fallire o vincere un progetto… questa è una prerogativa umana.

È l’esperienza che guida gli strumenti, non il contrario.

Un fatturato eccellente può nascondere una bomba ad orologeria.
Affidarsi a un controller non è ammettere una sconfitta, ma dimostrare di voler costruire un futuro solido per la propria azienda.

Perché il vero Controllo di Gestione, in fondo, è una questione di visione.

Alla prossima riflessione.

20/07/2025

Il maestro Andrea Camilleri ha lanciato un messaggio potente, basato su un’evidenza che i dati statistici già confermano — anche se i numeri da lui citati non sono del tutto esatti.
Ma questo non cambia il senso profondo della sua riflessione:
"Se milioni di italiani adulti non sono realmente in grado di comprendere ciò che leggono, né sanno usare le informazioni in modo autonomo ... come possono votare in modo consapevole?"
Questo stato di fatto moltiplica enormemente il potere della disinformazione.

Siamo nel 2025, e l’analfabetismo “classico” sembra un problema superato.
Ma non è così.
L’analfabetismo “duro” – cioè l’incapacità di leggere e scrivere – riguarda ancora lo 0,6% della popolazione, secondo l’ISTAT. Circa 350.000 persone.
È poco, certo. Ma la vera emergenza culturale è un’altra: quella che colpisce milioni di italiani che sanno leggere, ma non capiscono davvero ciò che leggono.

Secondo l’indagine OCSE-PIAAC 2023, il 35% della popolazione tra i 16 e i 65 anni è classificata come analfabeta funzionale. Persone che magari hanno studiato, anche con un diploma in tasca, ma che non riescono a comprendere un foglio illustrativo, un contratto o una notizia complessa.
In numeri: circa 13 milioni di persone.

Poi c’è l’analfabetismo di ritorno: riguarda chi ha perso nel tempo le abilità di lettura e comprensione acquisite a scuola, per mancanza di esercizio o contatto con testi significativi. Colpisce circa il 30% degli adulti, soprattutto tra i 25 e i 65 anni. In parte coincide con l’analfabetismo funzionale, ma non del tutto. Tradotto in cifre: altri 8 milioni di italiani.
E ora arriva il dato più inquietante.
In Italia ci sono circa 46 milioni di adulti aventi diritto di voto. Sommando tutte le forme di analfabetismo – duro, funzionale e di ritorno – arriviamo a oltre 21 milioni di persone.

Questo significa che il 46,5% degli elettori si trova in una condizione cognitiva che limita gravemente la possibilità di valutare in modo critico informazioni, programmi politici, promesse elettorali.

Una questione che tocca direttamente la democrazia, i diritti, il lavoro, la partecipazione.
Perché senza strumenti cognitivi adeguati, siamo più esposti alle fake news, alle manipolazioni, all’esclusione.

📖 Fonti ufficiali:
• ISTAT (Censimento/Report 2020) → analfabetismo totale allo 0,6 %
• OCSE‑PIAAC (Survey of Adult Skills 2022–23, pubblicata dicembre 2024) → 35 % livello ≤1
• Fonti accademiche → analfabetismo di ritorno ~30% tra i 25 e i 65 anni

In un Paese che ama definirsi “la culla della cultura”, è ora di ammettere che l’emergenza non è solo economica, ma cognitiva.
Oggi l’italiano medio non è più quello di una volta.

E forse, prima di combattere le fake news, dovremmo assicurarci che tutti abbiano gli strumenti per riconoscerle.

Il post è lungo? 🤷‍♂️
Se sei arrivato fin qui, significa che hai già uno strumento in più.
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15/12/2024

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15/12/2024

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27/01/2023

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20/10/2022

Ringrazio il Consiglio Direttivo di AssoController e di Accenture per il premio “Controlling Innovation Award” conferitomi per il mio progetto sul Controllo di Gestione.

Sono onorato per il riconoscimento consegnatomi durante l’interessantissimo evento “Digital Financial Controlling & Intelligent Automation” che si è svolto presso la sede di Accenture ACIN a Milano il 30 settembre 2022.

29/07/2022

L’entrata in vigore del nuovo codice della crisi d’impresa porta tutte le aziende ad attuare sistemi di controllo mirate ad una migliore efficienza operativa, contabile e gestionale, con l’obiettivo di evitare l’insolvenza e le procedure concorsuali o fallimentari.
Chiunque si può dotare di strumenti più o meno sofisticati come il controllo di gestione, ma quello che manca, in questo periodo storico, è la mentalità di conduzione e gestione aziendale, dalla più semplice alla più complessa.
Ho realizzato uno strumento di controllo di gestione (CDG) su Excel per i miei clienti e man mano è cresciuto, spinto da continue ricerche e richieste di modifiche fino a diventare un ottimo strumento previsionale con indicatori e grafici da qui a 5 anni per un andamento previsionale dell’impresa.
Come dicevo prima, dotarsi di uno strumento più o meno sofisticato e non saperlo usare fino in fondo o non sapere quali numeri andare a vedere e cosa rappresentano, in sostanza non serve a niente.
Quello che serve è uno strumento ma anche la formazione sulla corretta conduzione aziendale in base ai nuovi valori previsionali e a un mercato in continua evoluzione. Crearsi dei cuscinetti economici/finanziari per far fronte alle future impreviste esigenze, è diventato oramai un obbligo.
Oggi vedo che ci sono due grandi categorie di società clienti, quelle di persona e quelle di capitali, oltre al fatto che c’è una ulteriore distinzione tra le ragioni sociali (Snc, Srl, Spa, ecc.).
Ci sono molti esercenti che portano i corrispettivi al loro commercialista e non sanno nulla di tutto questo. “Tanto ci pensa il mio commercialista” e spesso non si preoccupano di quanti soldi possono prendere dalla cassa.
Poi ci sono le micro e PMI che hanno un’idea di ristrutturazione ma sentono molto il peso delle tasse e hanno difficoltà a muoversi nella giusta direzione.
Sia i commercialisti che le PMI hanno bisogno di soluzioni, ma soprattutto hanno bisogno di ricevere l’adeguata formazione per un corretto CDG.
Chi volesse ulteriori informazioni sullo strumento e formazione, si senta libero di contattarmi. Una chiacchierata non è mai vincolante e può aprire nuove opportunità.

Se non posticipano più l'entrata in vigore del codice della crisi d'impresa previsto per il 15 luglio 2022, allora non c...
01/07/2022

Se non posticipano più l'entrata in vigore del codice della crisi d'impresa previsto per il 15 luglio 2022, allora non c'è più tempo per agire, ma forse si può tentare di reagire.

30/05/2022

Avere la disponibilità liquida in cassa non significa necessariamente avere liquidità immediate

https://www.linkedin.com/pulse/sconto-del-50-fattura-alessandro-pappa
07/01/2022

https://www.linkedin.com/pulse/sconto-del-50-fattura-alessandro-pappa

Alcuni clienti operanti nella produzione e vendita di infissi e arredamenti, mi hanno chiesto di aiutarli a capire se convenisse loro applicare il 50% di sconto in fattura al cliente, secondo la Legge di Bilancio 2022. La difficoltà nasce dal fatto che l’amministrazione e il reparto vendita, non ...

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