23/05/2026
23 maggio 1992. Capaci. Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Trentaquattro anni dopo, la legalità non si onora con le parole, si difende sui terreni concreti dove ogni giorno viene aggredita.
Per il nostro settore quei terreni hanno un nome. Si chiamano abusivismo e falso volontariato. Si chiamano associazioni che vestono la divisa della gratuità per svolgere, in realtà, servizi di sicurezza retribuiti, senza licenze, senza CCNL, senza coperture assicurative, senza formazione certificata. Si chiamano gare pubbliche aggiudicate a chi promette tariffe impossibili, sostenute soltanto da lavoro non dichiarato, da inquadramenti contrattuali fittizi, da una compressione sistematica dei diritti degli operatori. Si chiama mercato della sicurezza svuotato dall'interno, mentre le aziende che rispettano regole, contratti e norme tecniche vengono progressivamente espulse dalla competizione.
Il falso volontariato non è un dettaglio amministrativo. È una forma di erosione lenta della legalità, è una umiliazione quotidiana della professionalità di chi ha investito anni in formazione, abilitazioni, certificazioni. È un modo elegante per dire, alla guardia particolare giurata, allo steward, all'addetto ai servizi di controllo, che il suo mestiere vale meno di un rimborso spese.
AISS ricorda Falcone scegliendo, oggi come ogni giorno, la parte della legalità sostanziale. Quella che non si accontenta di commemorazioni e pretende controlli, sanzioni e rispetto delle regole. Per tutti.