Tutto sul Business Plan

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19/05/2025

Il vero successo si costruisce prima di iniziare i lavori Troppe aziende si accorgono tardi che il vero margine si gioca prima dell'inizio del cantiere, quando il preventivo non è solo un documento da presentare al cliente, ma il primo strumento strategico per garantire sostenibilità economica e c...

06/05/2025

Start Up nuove iniziative :Business Plan con soli 9 dati
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11/04/2022

RECUPERO DELLA REDDITIVITA'​ "PERDUTA"​
Data di pubblicazione: 11 aprile 2022
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DANTE ROMANO'Stato: online
DANTE ROMANO'
Consulente Ristrutturazioni aziendali e ottimizzazione Risorse
10 articoli
Recupero della Redditività "perduta". Si può fare? Parte 1: Il calcolo del "quanto"
Le recenti vicissitudini sul rialzo generalizzato dei costi sta ovviamente preoccupando Aziende e Professionisti tutti alla ricerca di una risposta attendibile alla domanda: fino a che punto l'Impresa può sopportarli? Qual'é il momento della "rottura" dell'equilibrio economico che definisce il momento in cui si produce perdita invece di reddito?
Come diceva un filosofo qualunquista molto seguito "tutto si può fare" ; prendendo per buona la massima cominciamo con una semplice domanda: con quale metodo e con quali strumenti di analisi riuscite a definire che, in un dato momento, l'Azienda produce Utili o Perdite? Qualche seguace del solito filosofo qualunquista pensa che la risposta sia rappresentato dal saldo del Conto economico alla data. Si, si, lo sanno tutti ( anche i meno scafati ) che, al suddetto saldo bisogna aggiungere , per competenza, alcuni valori ed aggiungerne degli altri: segue elenco più o meno indicativo e relativi importi calcolati al momento. Non voglio fare polemica con nessuno ma tutti Noi ( i più informati e attenti ) sappiamo che LA RISPOSTA E' SBAGLIATA.
Allora, come andiamo avanti nel discorso? Oggi proviamo a fare un primo passo ipotizzando uno schema che potrebbe aiutarci ad avvicinarci alla risposta giusta. Intanto cominciamo a definirne i macro elementi: Fatturato, Costo del venduto, Costi della gestione caratteristica, Ammortamenti, Oneri finanziari e Imposte/Tasse in questa fase iniziale potrebbero essere sufficienti.
Sinteticamente, quindi : sottraendo dal Fatturato il costo del venduto otterremo il Margine commerciale al quale bisognerà sottrarre gli altri Costi della struttura per ottenere un valore che evidenzia se e quanto l'Azienda riesca a produrre Profitti dalla gestione caratteristica (EBTDA ) con esclusione quindi di Interessi, Imposte e tasse, Ammortamenti e componenti straordinari .
In questa prima parte ci limiteremo a ipotizzare qualche altra domanda utile o necessaria ad affrontare la fase successiva delle possibili risposte che, probabilmente, saranno evidenziate in seguito:
Riguardo al Fatturato viene da chiedersi : ma il valore dei Prodotti finiti in magazzino in attesa della relativa vendita e quello dei servizi non ancora ultimati ma parzialmente evasi come interagiscono con il Fatturato di cui sopra?
Per quanto riguarda il Costo del venduto i suoi componenti sono tutti compresi nei Costi variabili?
Per quanto riguarda i Costi della struttura sono tutti compresi fra i Costi fissi?
Come vedete le cose si complicano anche nella fase di "riscaldamento"; cosa ci aspetta alla prossima?
Pubblicato da
DANTE ROMANO'Stato: online
DANTE ROMANO'
Consulente Ristrutturazioni aziendali e ottimizzazione Risorse
Pubblicato • 5 minuti

VARIAZIONE DEL BREAK EVEN AZIENDALE  A CAUSA DELLA CRISI ENERGETICA E DELL'AUMENTO DELLE MATERIE PRIME Uno degli impegni...
28/02/2022

VARIAZIONE DEL BREAK EVEN AZIENDALE A CAUSA DELLA CRISI ENERGETICA E DELL'AUMENTO DELLE MATERIE PRIME
Uno degli impegni più gravosi che devono affrontare le Aziende colpite in vario modo dall'enorme aumento delle fonti energetiche , delle materie prime, dei semilavorati, ecc. è quello di elaborare una strategia a breve e medio termine tale da consentire all'Impresa di trovare un punto di equilibrio fra i maggiori costi, il prezzo di vendita applicabile e la necessitò di fidelizzazione dei propri Clienti. E' necessario infatti cercare di calcolare a quanto margine commerciale può rinunciare assorbendo gli aumenti dei costi e quanto, invece, può traslare sul prezzo di vendita senza mettere a rischio il proprio mercato di riferimento.
Le variabili che entrano in gioco sono tantissime e di varia natura ( commerciali, economiche , finanziarie,livello organizzativo, ecc. ) e gli strumenti operativamente utilizzabili , almeno in teoria, sono altrettanti numerosi.
Lo strumento gestionale di cui ci occuperemo è rappresentato dal Break even Point (punto di pareggio); questa scelta risiede nel fatto che, come vedremo in seguito, i dati di cui si ha bisogno ( accennati in precedenza ) sono rappresentati da:
Costi fissi
Costi variabili
Ricavi
Margine per Unità di vendita
Presupposti e obiettivi del BEP
Fra le principali attività che dovrebbero essere eseguite dalle aziende nell'ambito del controllo di gestione c'è,o almeno dovrebbe esserci, quello della determinazione del Break Even Point ( BEP )meglio conosciuto come punto di pareggio ossia quel livello di fatturato che riesce a coprire i costi totali (costi fissi e variabili) oppure quella quantità di prodotti e/o di servizi che permette di coprire i costi totali.
Quanto devo fatturare per coprire sia i costi fissi che i costi variabili?
Quanti prodotti/servizi devo vendere per coprire i costi totali?
Il BEP, quindi, è uno strumento di controllo e previsione della gestione aziendale molto importante.
È uno strumento di previsione perché con esso determiniamo le vendite che serviranno a raggiungere una situazione di pareggio fra i costi ed i ricavi. Lo si utilizza come strumento di controllo perché consente di verificare, durante l’attività di produzione e ad ogni livello di esso, gli utili e le perdite e di intervenire nel qual caso le previsioni non si siano verificate.
Nell'ambito della gestione caratteristica , in ogni impresa vi sono due tipi di costi che devono essere coperti dai ricavi:
Costi fissi: Sono quelli che non variano al variare della produzione; tale assunto è solo parzialmente vero in quanto alcuni costi che per definizione sono fissi sono destinati comunque a variare al raggiungimento di un determinato volume di produzione/fatturato.
Tale situazione si verifica quando l’Azienda raggiunge il massimo della produttività compatibile con le Risorse impiegate ( impianti, risorse umane, magazzini e logistica, struttura commerciale , ecc. )

Costi Variabili: I costi variabili sono quei costi la cui entità dipende dal volume della produzione L’entità viene determinata moltiplicando il costo variabile unitario (cvu) dei fattori impiegati per la quantità di produzione
Anche in questo caso, comunque, la misura della variazione può essere diversa a seconda del livello di produzione raggiunto; si possono cioè verificare alcune produzioni nelle quali la variazione percentuale dell’incidenza dei Costi variabili risulti:
Direttamente proporzionale al volume della produzione
Più che proporzionale rispetto alla variazione % di produzione
Meno che proporzionale rispetto alla variazione % di produzione

Il BEP potrebbe essere definito anche come il momento in cui un’azienda arriva a coprire tutti i suoi costi oppure come un valore che indica la quantità, espressa in volumi di fatturato, necessaria a coprire i costi (fissi e variabili) precedentemente sostenuti al fine di chiudere il periodo di riferimento senza profitti né perdite.
Il BEP rappresenta quindi l’obiettivo minimo da raggiungere per evitare perdite d'esercizio.

IL CALCOLO DEL BEP

La formula, di per se , è abbastanza semplice: CT = RT dove CT sono i costi totali e RT i Ricavi Totali; semplice ed intuitivo.
Se non fosse per il fatto che i Costi Totali sono formati da 2 componenti:
Costi fissi che l'Azienda sostiene indipendentemente dal livello del fatturato (es. affitti, leasing, ecc.) e Costi variabili (es. materie prime, semilavorati, logistica,,ecc.) che cambiano in relazione al fatturato raggiunto e/o ipotizzato.

A questo punto possiamo rispondere alla seguente domanda: come si può determinare quante unità di vendita sono necessarie per raggiungere il BEP?
Posto che il valore totale dei Costi Fissi è facilmente calcolabile, il dato che può sicuramente offrire la corretta risposta corrisponde al cosiddetto Margine di contribuzione per unità di vendita, cioè quanto rimane di utile lordo per ogni unità di prodotto e/o servizio fatturato dopo aver pagato costi fissi e costi variabili.



Le simulazioni

Abbiamo visto come , a parità di prezzo di vendita, con l'aumento del costo complessivo del bene/servizio venduto,il margine per Unità di vendita diminuisce: in parole povere, quindi, per coprire i costi totali e tenere invariato il margine saremo costretti avremo 3 possibilità:
1. Aumentare il numero di Unità di vendita
2. Aumentare il prezzo di vendita
3. Diminuire il costo totale
E' chiaro che alcune delle scelte risulteranno difficili o addirittura impossibili da realizzare: aumentare le vendite in un momento di stagnazione del mercato o con una concorrenza che si fa sempre più spietata potrebbe rivelarsi fatale.
Allo stesso modo l'aumento del prezzo di vendita potrebbe essere approcciato in maniera molto cautelativa : analizzare la "reazione" del mercato e, quindi, adeguarsi in caso di flessione consolidata col fare un passo indietro.
Diminuire, infine, il costo totale in un momento che materie prime, semilavorati, ecc. sono in grande ascesa è un'azione teoricamente possibile solo nei confronti dei costi fissi ( rientrando il costo di produzione sostanzialmente composto da costi variabili.
Per scegliere fra le varie opzioni possibili quella giudicata la più idonea a garantire la giusta remunerazione aziendale, è necessario poter effettuare diverse simulazioni analizzandone i diversi risultati economici ( reddito/perdita) previsti e scegliendo quella soluzione ritenuta la più favorevole a livello economica e sopportabile a livello finanziario.

Partendo proprio da questi presupposti abbiamo realizzato un apposito Software che automatizza migliaia di calcoli matematici e consente anche di effettuare diverse simulazioni in tempo reale .
Il programma è stato studiato per un uso semplice ed intuitivo, è corredato da una Guida in linea presente nei principali prospetti ed ha una struttura "a cascata" (le sezioni da compilare sono nell’ordine previsto dalla procedura di utilizzo) che facilita le varie fasi relative all’inserimento delle informazioni richieste.
Possono essere gestiti fino a 4 Gruppi di Prodotti/Servizi in maniera da ottenere un risultato complessivo più realistico ed attendibile.
Per ogni Gruppo utilizzato (e per Totali Gruppi) e per il Totale Azienda il Software calcola:

I Costi fissi addebitati in base alle percentuali indicate dall'Utente
I Costi variabili necessari per conseguire la Produzione corrispondente al BEP
I Ricavi totali corrispondenti alle diverse quantità vendibili
Il numero di Prodotti / Servizi corrispondenti al Break even
Il Reddito / Perdita corrispondente alle Unità prodotte.
+ Info http://www.budgetonline.it/prodotto/calcolo-break-even-point/

Dr. Dante RomanòCalcolo Avviamento e Valutazione di AziendaSommario:Le problematiche soggettive ed oggettive; Stato Patr...
21/02/2022

Dr. Dante Romanò
Calcolo Avviamento e Valutazione di Azienda
Sommario:
Le problematiche soggettive ed oggettive; Stato Patrimoniale rettificato, Avviamento , Valutazione d'Azienda, Business Plan, Tabelle Rischio Default
Bisogna preliminarmente evidenziare le numerose difficoltà che si incontrano nelle diversi fasi nelle quali il valutatore è obbligato a districarsi; intanto perché il valore si compone sia di parametri oggettivi ( patrimonio, reddito, ecc. ) che soggettivi ( beni immateriali, previsioni economiche e finanziarie, componente di "affezione" personale alla propria Azienda da parte del cedente, ecc. ) ben più difficili da trasformare in unità monetarie e poi per il fatto di doversi continuamente confrontare con il Consulente dell'altra parte in causa che ha motivazioni e obiettivi quasi sempre divergenti e contrastanti.
Altre problematiche che dovranno sicuramente essere affrontate riguardano le metodologie che verranno utilizzate : poiché, infatti, non esiste una procedura standardizzata ed universalmente accettata per il calcolo della valutazione, molto spesso le parti ( acquirente e venditore ) difficilmente saranno d'accordo sul risultato ottenuto.
La logica conseguenza è che, per ridurre le aree di incertezza già evidenziate in precedenza, il processo di determinazione della valutazione potrebbe risultare più agevole e condiviso ove si rendessero più trasparenti e, quindi condivisibili, alcuni parametri utilizzati allo scopo : parliamo, essenzialmente, della redditività "storica" ( cioè quella rilevata dall'analisi dei bilanci ) e, di conseguenza, della previsione reddituale prevista a medio - lungo termine che, in estrema sintesi , condizionerà pesantemente il calcolo del valore aziendale.
Partendo proprio da tali riflessioni è importante offrire al Consulente e/o alla Direzione aziendale una serie di informazioni fondamentali sia sullo stato di "salute" economico - finanziario calcolato sulla base dei risultati degli ultimi 3 esercizi antecedenti la valutazione sia, soprattutto, proiettando i dati in parola nel medio - lungo periodo partendo dalla considerazione che la valutazione dell'Azienda non può prescindere dalla evoluzione futura della propria redditività e dal corrispondente andamento finanziario.
Per chi fosse interesatto all'argomento è disponibile il Software che combina informazioni e parametri di carattere generale inerente la procedura di calcolo del valore di avviamento e della relativa valutazione di azienda con un Business Plan completo di Budget economici, Cash flow , break even point , incidenze costi sui ricavi, ecc. che, sulla base dei dati storici inseriti , elabora una proiezione quinquennale dei risultati economici attesi ( reddito e/o perdita ) e dei flussi finanziari previsti nel corrispondente periodo. Dalla combinazione dei valori il programma elabora automaticamente:
Il prospetto "Avviamento per tassa di registro"
Il prospetto "Capitale Netto Rettificato"
Il prospetto "Avviamento da redditi 3 anni precedenti"
Il prospetto "Avviamento da redditi Business Plan 5 anni"
Il prospetto "Calcolo valutazione azienda ( 3 metodi ) "
A completamento delle informazioni a disposizione del Valutatore il Software elabora anche "2 Tabelle di autovalutazione rischio Default a medio termine" dalle quali vengono evidenziate eventuali criticità .
Il programma è anche provvisto di una pratica e funzionale "Guida" che aiuta l'Utente nella compilazione dei prospetti con suggerimenti e consigli nella procedura del calcolo dell'avviamento e della valutazione d'azienda
Per approfondire argomento

E’ un prodotto innovativo che, ancora più degli altri, offre alle PMI la possibilità di avvicinarsi alla problematica utilizzando uno strumento relativamente semplice.

Start Up di una nuova iniziativa imprenditoriale : presupposti Obiettivi e valutazione della fattibilitàL'inizio di una ...
20/02/2022

Start Up di una nuova iniziativa imprenditoriale : presupposti

Obiettivi e valutazione della fattibilità

L'inizio di una nuova attività imprenditoriale rappresenta sicuramente una scelta molto importante e definitiva: può realizzare il successo di un'idea oppure il materializzarsi di un incubo. Per limitare al massimo la "cabala" applicata all'economia (scelta molto rischiosa che quasi sempre produce effetti non piacevoli) è necessario che i promotori dell'iniziativa procedano rispettando la corretta procedura che li dovrà portare alla valutazione finale sulla convenienza economica (legata alla futura redditività) e sulla sostenibilità finanziaria (equilibrio del cash flow a breve e a medio termine) del loro progetto.
Sinteticamente si può affermare che una buona iniziativa è solo quella che si può realizzare, che produrrà reddito e che potrà contare sull'equilibrio finanziario.
Questa valutazione, ovviamente, deve essere fatta in via preventiva; da qui la necessità di impostare, sviluppare e realizzare una procedura coerente con lo scopo.
Cerchiamo innanzitutto di definire gli "ingredienti" necessari:
• L'IDEA (intuito, premonizione, consapevolezza, rivincita?)
• IL MERCATO (di nicchia, generalista, recettivo, difficile, vicino, lontano, promettente?)
• I PARTNER (solo buoni, onesti e danarosi)
• IL BUSINESS PLAN (completo e attendibile)
E' evidente che una buona idea spesso nasce dalla conoscenza dei beni/servizi che si ha intenzione di produrre/commercializzare, del mercato di riferimento, della concorrenza, ecc.
Ma anche se così fosse, avere le idee chiare a livello produttivo o commerciale non significa essere in grado di far nascere e poi organizzare e gestire l'Azienda nelle sue varie componenti in maniera da produrre reddito ed equilibrio finanziario.
Di qui la necessità di raccogliere in un unico documento presupposti, contenuti, previsioni dell'iniziativa: chiamiamolo Piano industriale senza offesa per nessuno.

I Prospetti più importantI

BUDGET ECONOMICO
che serve per determinare se la redditività a medio termine è conforme alle aspettative

BREAK EVEN POINT
che serve per conoscere il volume di fatturato minimo necessario a coprire costi fissi e variabili e, quindi, a valutare se l'iniziativa è in grado di raggiungerlo. e, infine
CASH FLOW
che espone il volume di entrate ed uscite finanziarie a medio termine e, quindi, a valutare la sostenibilità finanziaria della gestione caratteristica e del pagamento degli investimenti

IL PIANO INDUSTRIALE
Generalmente si compone di 2 elementi che si integrano ed interagiscono fra loro:
1. Una parte descrittiva che serve ad illustrare i presupposti di natura commerciale che stanno alla base dell'iniziativa, le professionalità e i relativi know-how sui quali potrà contare la Società, sull'assetto societario con particolare riguardo alla gestione amministrativa e finanziaria, ecc.
Sinteticamente questa parte del documento serve a tranquillizzare i possibili soci/finanziatori sulla bontà dell'iniziativa

2. Una parte numerica che, sostanzialmente corrisponde al Business Plan Start Up e che, di base, comprende:
1. Compilazione dei prospetti relativi alla produzione di beni e/o servizi e/o attività commerciali che si intendono realizzare
2. Previsione del fatturato e del corrispondente costo del venduto
3. Previsione dei Costi della gestione caratteristica, degli oneri finanziari e degli ammortamenti
4. Compilazione prospetto relativo al costo del Personale Dipendente
5. Compilazione del Piano degli Investimenti dei relativi pagamenti
6. Riepilogo dell'Autofinanziamento, dei Finanziamenti esterni e dei Contributi (se previsti )
7. Compilazione dei Budget economici e dei corrispondenti Break even point
8. Compilazione dei Budget Finanziari / Cash flow
E' evidente che il grado di attendibilità dei risultati economici e finanziari sarà corrispondente al livello di affidabilità delle previsioni immesse; sarà quindi indispensabile dimostrare, nella sezione descrittiva del piano industriale, la rispondenza di queste ultime a statistiche, risultati e analisi svolte pubblicate da organismi pubblici e privati reperibili da Internet o da altre fonti qualificate.

Per chi fosse interessato ad approfondire gli argomenti :
http://www.budgetonline.it/prodotto/a21-business-plan-per-startup-5-anni-descrizione-progetto-investimento/

Dr. Dante Romanò

L'unico software per il Business Plan Start Up con sezione di progetto di investimento contenente i vari prospetti sia di carattere descrittivo che numerico

Start Up di una nuova iniziativa imprenditoriale : presupposti , obiettivi e valutazione della fattibilitàL'inizio di un...
17/02/2022

Start Up di una nuova iniziativa imprenditoriale : presupposti , obiettivi e valutazione della fattibilità
L'inizio di una nuova attività imprenditoriale rappresenta sicuramente una scelta molto importante e definitiva: può realizzare il successo di un'idea oppure il materializzarsi di un incubo. Per limitare al massimo la "cabala" applicata all'economia (scelta molto rischiosa che quasi sempre produce effetti non piacevoli) è necessario che i promotori dell'iniziativa procedano rispettando la corretta procedura che li dovrà portare alla valutazione finale sulla convenienza economica (legata alla futura redditività) e sulla sostenibilità finanziaria (equilibrio del cash flow a breve e a medio termine) del loro progetto.
Sinteticamente si può affermare che una buona iniziativa è solo quella che si può realizzare, che produrrà reddito e che potrà contare sull'equilibrio finanziario.
Questa valutazione, ovviamente, deve essere fatta in via preventiva; da qui la necessità di impostare, sviluppare e realizzare una procedura coerente con lo scopo.
Cerchiamo innanzitutto di definire gli "ingredienti" necessari:
• L'IDEA (intuito, premonizione, consapevolezza, rivincita?)
• IL MERCATO (di nicchia, generalista, recettivo, difficile, vicino, lontano, promettente?)
• I PARTNER (solo buoni, onesti e danarosi)
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E' evidente che una buona idea spesso nasce dalla conoscenza dei beni/servizi che si ha intenzione di produrre/commercializzare, del mercato di riferimento, della concorrenza, ecc.
Ma anche se così fosse, avere le idee chiare a livello produttivo o commerciale non significa essere in grado di far nascere e poi organizzare e gestire l'Azienda nelle sue varie componenti in maniera da produrre reddito ed equilibrio finanziario.
Di qui la necessità di raccogliere in un unico documento presupposti, contenuti, previsioni dell'iniziativa: chiamiamolo Piano industriale senza offesa per nessuno.

I Prospetti più importanti


che serve per determinare se la redditività a medio termine è conforme alle aspettative



che serve per conoscere il volume di fatturato minimo necessario a coprire costi fissi e variabili e, quindi, a valutare se l'iniziativa è in grado di raggiungerlo. E, infine


che espone il volume di entrate ed uscite finanziarie a medio termine e, quindi, a valutare la sostenibilità finanziaria della gestione caratteristica e del pagamento degli investimenti

IL PIANO INDUSTRIALE
Generalmente si compone di 2 elementi che si integrano ed interagiscono fra loro:
1. Una parte descrittiva che serve ad illustrare i presupposti di natura commerciale che stanno alla base dell'iniziativa, le professionalità e i relativi know-how sui quali potrà contare la Società, sull'assetto societario con particolare riguardo alla gestione amministrativa e finanziaria, ecc.
Sinteticamente questa parte del documento serve a tranquillizzare i possibili soci/finanziatori sulla bontà dell'iniziativa

2. Una parte numerica che, sostanzialmente corrisponde al Business Plan Start Up e che, di base, comprende:
1. Compilazione dei prospetti relativi alla produzione di beni e/o servizi e/o attività commerciali che si intendono realizzare
2. Previsione del fatturato e del corrispondente costo del venduto
3. Previsione dei Costi della gestione caratteristica, degli oneri finanziari e degli ammortamenti
4. Compilazione prospetto relativo al costo del Personale Dipendente
5. Compilazione del Piano degli Investimenti dei relativi pagamenti
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Per chi fosse interessato ad approfondire gli argomenti :
Business Plan Start Up 5 anni con descrizione automatica del Progetto

30/01/2022

Valutazione di Azienda e Business Plan

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Start Up di una nuova iniziativa imprenditoriale : presupposti , obiettivi e valutazione della fattibilitàL'inizio di un...
12/01/2019

Start Up di una nuova iniziativa imprenditoriale : presupposti , obiettivi e valutazione della fattibilità

L'inizio di una nuova attività imprenditoriale rappresenta sicuramente una scelta molto importante e definitiva: può realizzare il successo di un'idea oppure il materializzarsi di un incubo. Per limitare al massimo la "cabala" applicata all'economia (scelta molto rischiosa che quasi sempre produce effetti non piacevoli) è necessario che i promotori dell'iniziativa procedano rispettando la corretta procedura che li dovrà portare alla valutazione finale sulla convenienza economica (legata alla futura redditività) e sulla sostenibilità finanziaria (equilibrio del cash flow a breve e a medio termine) del loro progetto.
Sinteticamente si può affermare che una buona iniziativa è solo quella che si può realizzare, che produrrà reddito e che potrà contare sull'equilibrio finanziario.
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IL PIANO INDUSTRIALE
Generalmente si compone di 2 elementi che si integrano ed interagiscono fra loro:
1. Una parte descrittiva che serve ad illustrare i presupposti di natura commerciale che stanno alla base dell'iniziativa, le professionalità e i relativi know-how sui quali potrà contare la Società, sull'assetto societario con particolare riguardo alla gestione amministrativa e finanziaria, ecc.
Sinteticamente questa parte del documento serve a tranquillizzare i possibili soci/finanziatori sulla bontà dell'iniziativa
2. Una parte numerica che, sostanzialmente corrisponde al Business Plan Start Up e che, di base, comprende:
1. Compilazione dei prospetti relativi alla produzione di beni e/o servizi e/o attività commerciali che si intendono realizzare
2. Previsione del fatturato e del corrispondente costo del venduto
3. Previsione dei Costi della gestione caratteristica, degli oneri finanziari e degli ammortamenti
4. Compilazione prospetto relativo al costo del Personale Dipendente
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6. Riepilogo dell'Autofinanziamento, dei Finanziamenti esterni e dei Contributi (se previsti )
7. Compilazione dei Budget economici e dei corrispondenti Break even point
8. Compilazione dei Budget Finanziari / Cash flow
I Prospetti più importanti

E' evidente che il grado di attendibilità dei risultati economici e finanziari sarà corrispondente al livello di affidabilità delle previsioni immesse; sarà quindi indispensabile dimostrare, nella sezione descrittiva del piano industriale, la rispondenza di queste ultime a statistiche, risultati e analisi svolte pubblicate da organismi pubblici e privati reperibili da Internet o da altre fonti qualificate.

Per chi fosse interessato ad approfondire gli argomenti :
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Elementi di valutazione della solidità patrimoniale.Elemento 1 : "L'Indice di indipendenza finanziaria"Esistono 3 gruppi...
03/12/2018

Elementi di valutazione della solidità patrimoniale.
Elemento 1 : "L'Indice di indipendenza finanziaria"

Esistono 3 gruppi di parametri generalmente utilizzati per valutare lo stato di "salute" di un'Azienda :
1. La solidità patrimoniale
2. La Redditività
3. L'equilibrio finanziario
Ognuno di questi gruppi può contenere diverse tipologie di elementi : possono essere, cioè, evidenziati Valori assoluti ( euro, dollari, ecc. ) oppure Indici ( che sono il risultato di un rapporto fra due o più valori e, che, quindi danno luogo a percentuali ).
Nel Gruppo dedicato alla solidità Patrimoniale uno degli elementi maggiormente "attenzionato " è appunto l'Indice di indipendenza finanziaria o (Indice di autonomia finanziaria), che scaturisce dal rapporto tra il patrimonio netto e il totale degli investimenti.
Chiariamo, intanto, cosa intendiamo con "indipendenza finanziaria" ; lo facciamo con un paio di esempi al limite che chiariscono immediatamente il concetto:
1. Azienda che investe tra immobilizzazioni, magazzino,crediti alla clientela, ecc. 100.000.000 e può contare su un capitale proprio di 10.000 euro. Possiamo senz'altro affermare che l'Azienda in parola non ha alcuna indipendenza finanziaria
2. Azienda che investe tra immobilizzazioni, magazzino,crediti alla clientela, ecc. 100.000.000 e può contare su un capitale proprio di 100.000.000 euro. Possiamo senz'altro affermare che l'Azienda in parola è totalmente indipendente a livello finanziario
Ovviamente si tratta di ipotesi praticamente impossibili ma rendono subito l'idea; nella realtà avremo una grande varietà di risultati corrispondenti alle diverse realtà economiche; anche se non esiste una tabella di valutazione standard viene generalmente accettata quella seguente classificazione relativa alla valutazione del grado di indipendenza finanziaria ( valore capitale netto rispetto a totale investimenti ) :
Gruppo 1 da 0 al 30% la struttura finanziaria è gravemente squilibrata;
Gruppo 2 da 31 al 55% la struttura finanziaria dell'azienda è squilibrata;
Gruppo 3 da 56 al,66% la struttura finanziaria dell'azienda è equilibrata;
Gruppo 4 da 67% al100% la struttura finanziaria dell'azienda è molto equilibrata, e la più indicata per lo sviluppo dell'azienda;

La formula
Per chi volesse ottenere questo dato basterà eseguire la seguente operazione Capitale Netto / Totale attività * 100 e visualizzare in quale Gruppo della tabella si trova.
Effetti di una struttura squilibrata
L'effetto più evidente per l'Azienda è rappresentato dal fatto che mano a mano che aumenta lo squilibrio finanziario diminuisce il grado di autonomia dalle fonti di finanziamento esterne (Banche, Fornitori,ecc. ) necessarie per lo sviluppo e , a volte, per la stessa sopravvivenza aziendale.
Le possibili cause di una struttura squilibrata
Ovviamente ve ne possono essere molte ma, volendo sintetizzare al massimo ne possiamo evidenziare due:
1. All'origine : cioè alla nascita dell'attività imprenditoriale dovuta quasi sempre al fatto che non è stato sviluppato un cash flow a medio termine che avrebbe evidenziato l'insufficienza dei mezzi propri necessari a sostenere non solo la gestione caratteristica ( cioè quella dell'attività strettamente economica basata sull'equilibrio Ricavi - Costi nel medio periodo ) ma anche i pagamenti relativi ai necessari investimenti. Stiamo parlando del Business Plan Start Up quasi mai utilizzato dalle PMI
2. Nel corso della vita aziendale : conseguenze che possono essere generate da varie scelte strategiche riguardanti sia l'ambito economico ( livelli di fatturati effettivamente raggiunti, costi del venduto con insufficiente marginalità, costi fissi troppo elevati, ecc. ) che finanziario che, in buona parte , sono originati dalla scelta di pagare investimenti a medio - lungo termine con risorse finanziarie normalmente destinate alla gestione caratteristica .
Per chi fosse interessato http://www.budgetonline.it/prodotto/indici-basilea-business-plan-societa-capitali/

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