08/04/2020
L'ITALIA HA UNA RETE DI COMUNICAZIONE LOCALE UNICA AL MONDO, non distruggiamola come si è fatto con le piccole imprese artigiane! Il Decreto Credito del Governo non è in Gazzetta ma lo conosciamo anticipatamente grazie al presidio REA presso gli organi di Governo. Non avevamo dubbi sulla tecnica della operazione dove le banche sono le uniche aziende che lavorano e guadagnano sempre in tutte le circostanze. Ora bisognerà vedere a quali condizioni verrà concesso il prestito. Non ne hanno parlato, ma se gli interessi vengono lasciati al libero arbitrio della banca siamo al punto di partenza. Vale a dire che coloro che ricorreranno al prestito saranno maggiormente indebitati con alto rischio per lo Stato di non poter rientrare delle somme garantite per cui dovremmo pagarle tutti con altre tasse. Il ragionamento è tanto più rischioso quanto più alto è il prestito e non mi riferisco alla modesta somma di 25 mila euro disponibili per le piccole imprese ma alle grandi imprese alle quali verranno prestate ingenti somme (fino a 800 mila euro) . Per cui dobbiamo aspettarci che prestiti così alti saranno di difficile rientro e che ci sarà un marea di imprese desiderose di fallire piuttosto che onorare il debito con lo Stato perché è lo Stato che, tramite la banca, presta i soldi che, ripeto, poi noi tutti dobbiamo rifondere con la tassazione. Tra il 15 e il 25 aprile verrà emanato il decreto relativo al sostegno economico a fondo perduto alle famiglie e a quelle imprese che, prestito a parte, non riusciranno a ripartire per il lavoro perduto e con spese fisse di esercizio da affrontare. Tra queste c’è la drammatica situazione in cui versa l’emittenza locale. Oggi partirà un nuovo sollecito al Governo per prevedere la concessione di un bonus pari al 90% delle spese di esercizio iscritte a bilancio nel 2019. Torneremo anche a insistere presso il Ministro Patuanelli affinché sia rivisto il DPR 146/17 che, come sapete, assegna il 95% dell’85% del fondo del Pluralismo alle prime 100 emittenti televisive in graduatoria SICEM lasciando fallire le altre 800 radiotv locali. Anche quel 15% assegnato alle radio è assolutamente insufficiente ed andrebbe innalzato al 30% del fondo per affrontare il cambiamento tecnologico del DAB+. La REA non mollerà la presa. Il Ministro, Il Governo, le Commissioni parlamentari devono rendersi conto che senza la rete di comunicazione radiotelevisiva locale il Paese è allo sbando informativo. Devono rendersi conto che il sistema informativo italiano, grazie alla dislocazione in ogni luogo di radio e tv locali, è un modello UNICO al modo che assicura all’ultimo cittadino, della vallata o della montagna, di sentirsi parte integrante della popolazione e del Paese come Radio Codogno insegna. Ci siamo, confidiamo di farcela. Dobbiamo farcela. Forza Tutti, Forza REA. Calorosi abbracci. Antonio Diomede