16/12/2025
Il Dott. Fabio Di Venosa, Investigatore privato e CEO di Centro Servizi Investigativi, è intervenuto in qualità di relatore nel secondo seminario del corso annuale di Azione Legale, dedicato al tema “Diritto del lavoro tra riforme e tecnologia: verso una nuova tutela digitale?”, offrendo un contributo fortemente ancorato all’attività investigativa e all’esperienza operativa sul campo.
Nel corso del suo intervento, ha spiegato come l’attività investigativa si confronti oggi in maniera sempre più diretta con le dinamiche dello smart working e con le nuove forme di controllo del lavoratore a distanza, anche alla luce del crescente impiego dell’intelligenza artificiale.
In questo contesto, l’attività investigativa si avvale anche dell’intelligenza artificiale come strumento di supporto, soprattutto nelle fasi preliminari delle indagini, poiché consente di analizzare le connessioni, individuare eventuali anomalie e orientare in modo più rapido le successive attività di verifica.
Tuttavia, come sottolineato dal Dott. Di Venosa, l’elemento tecnologico non è mai sufficiente di per sé: la fase centrale dell’indagine resta quella tradizionale, svolta sul campo, attraverso attività di osservazione, pedinamento e controllo diretto, necessarie per accertare se il dipendente sia effettivamente davanti allo schermo o, al contrario, si trovi fuori dall’abitazione o dal luogo deputato allo svolgimento dell’attività lavorativa.
Un passaggio centrale dell’intervento ha riguardato il tema della liceità del dato.
Non esiste un dato legale o illegale in senso assoluto, ma ciò che ne determina la legittimità è il modo in cui viene acquisito.
È il processo di raccolta e analisi, e non lo strumento utilizzato, a stabilire se quanto emerso sia lecito e possa assumere una reale valenza probatoria.
Dunque, l’intelligenza artificiale ha indubbiamente contribuito ad accelerare le attività investigative, ma non può e non deve sostituire il ruolo dell’uomo.
Infatti, spetta all’investigatore privato il compito di supervisionare i dati, interpretarli correttamente e valutarne l’effettiva utilizzabilità in sede legale.
La tecnologia si conferma dunque un supporto prezioso, ma resta imprescindibile la competenza professionale, l’esperienza e la responsabilità di chi conduce l’indagine, affinché l’innovazione proceda in equilibrio con la tutela dei diritti.
Centro Servizi Investigativi desidera infine esprimere un sentito ringraziamento ad Azione Legale per l’invito e per aver promosso un momento di confronto di alto profilo su tematiche di grande attualità, favorendo il dialogo tra professionisti, operatori del settore e studiosi del diritto.