13/05/2021
[INFO] – COMUNICATO STAMPA
Il Sole 24 Ore ha pubblicato un’intervista al Presidente ANACI Ing. Francesco Burrelli dal titolo «Ancora troppi ostacoli per i lavori in condominio»
Nell’articolo il Presidente ANACI denuncia come in condominio si facciano ancora pochi lavori agevolati dal 110% perché, sostanzialmente, sussistono due ostacoli principali: la doppia conformità edilizia e l’accesso al credito da parte delle piccole aziende.
Burrelli afferma che, partendo dalla conformità edilizia, prima di deliberare i lavori trainanti occorre verificare che non vi siano abusi edilizi nelle parti comuni e che per fare questo non basta avere la licenza edilizia ma occorre risalire al progetto iniziale depositato in comune ed alle eventuali varianti il che allunga le tempistiche dato che molti archivi comunali sono ancora cartacei ed hanno poco personale per recuperare e fotocopiare le carte e che occorre prendere un appuntamento per ogni singolo condominio, con un ulteriore allungamento dei tempi di attesa.
Non bastasse, nel caso in cui i singoli proprietari decidessero di eseguire lavori trainati, la verifica degli abusi va fatta anche su questi alloggi.
Burrelli prosegue denunciando che ANACI ha proposto, per snellire queste tempistiche, l’attivazione di sportelli dedicati, coinvolgendo anche giovani architetti, ingegneri, geometri, diplomati, laureati e tirocinanti a supporto dei tecnici comunali ma, al momento, senza incontrare adesioni.
C’è poi, in molti casi, il problema dei tempi di risposta da parte dei funzionari, tempi eccessivamente lunghi, nell’ordine, ad esempio per quanto riguarda la Soprintendenza, dei 180 giorni e senza silenzio-assenso.
Anche per quanto riguarda il meccanismo finanziario ci sono difficoltà: sono poche le aziende in grado di applicare lo sconto in fattura dato che, non avendo le risorse finanziarie per anticipare, o non hanno accesso al credito o i costi risultano eccessivi.
Se poi, conclude Burrelli, il condominio decidesse di farsi finanziare dalla banca la realtà è che, anche in questo caso i tempi rapidi non esistono, occorre portare in banca i bilanci degli ultimi tre anni, oltre a decine di altri documenti che vengono richiesti e basta che sia presente qualche decreto ingiuntivo o qualche condomino moroso perché la pratica si blocchi anche per settimane o per tempi lunghi non compatibili con quelli dei bonus non restando che la possibilità di rivolgersi a Esco o General Contractor, ma con ulteriori costi professionali e finanziari cui dovrà andare incontro il condominio così che l’esborso complessivo viene aumenta inevitabilmente ad aumentare e, ciliegina finale, non tutti questi costi aggiuntivi risultano essere detraibili così come indetraibile è stato indicato dall’Agenzia delle Entrate il costo relativo al compenso dell’amministratore del condominio.
ANACI insite a dire che tutte le spese di tutti i professionisti coinvolti devono essere detraibili e, aggiunge Burrelli, occorre individuare un riferimento oggettivo che consenta di capire se la percentuale richiesta da parte dell’amministratore, o da un qualsiasi altro soggetto professionale, sia congrua in relazione al tipo di lavoro che viene eseguito.