18/01/2026
Nell’area delle Terme di Sorano, in Maremma toscana, è stata scoperta una struttura in pietra risalente al Neolitico, databile tra il 4495 e il 4335 a.C. Questo importante ritrovamento, frutto di uno scavo archeologico autorizzato dal Ministero della Cultura e tuttora in corso, testimonia l’utilizzo delle acque termali già in epoca preistorica e rappresenta una delle più antiche tracce di frequentazione umana del sito.
La scoperta è avvenuta all’interno di una vasta cavità scavata nel travertino, che si estende per circa 320 metri quadrati e raggiunge una profondità di 3,60 metri dal piano di campagna. Questa cavità si trova sopra il “Bagno dei Frati”, una vasca termale storica del XV secolo, un tempo utilizzata dai religiosi della pieve di Santa Maria dell’Aquila.
Durante la prima campagna di scavo, iniziata nel luglio 2024, la rimozione dello strato superficiale di humus ha portato alla luce un ingresso a imbuto con tre gradini scavati direttamente nella roccia. Un saggio stratigrafico interno, approfondito fino a circa 2,50 metri, ha rivelato, sul fondo della cavità, una struttura ellissoidale di 2,60 x 2,20 metri, costruita con blocchi di travertino e tufo disposti su più livelli. All’interno della struttura si trovava un riempimento di piccole pietre, mentre all’esterno erano presenti massicciate perimetrali.
Durante gli scavi è stata scoperta anche una falda di acqua termale antica, mai documentata prima in quella zona. Le analisi al radiocarbonio (C14) effettuate su frammenti di carbone rinvenuti a contatto con le pietre della struttura ne hanno confermato la datazione in piena età neolitica. Questa datazione è coerente con il ritrovamento di manufatti litici e frammenti di ceramica, che suggeriscono un utilizzo delle acque termali sia per scopi salutari che, probabilmente, anche cultuali.
Sebbene una parte consistente della cavità debba ancora essere esplorata, i dati raccolti finora evidenziano l’eccezionale valore scientifico del sito e il suo contributo alla comprensione del Neolitico in Italia, in particolare per quanto riguarda il rapporto tra le comunità umane e le sorgenti termali.
Fonte: https://cultura.gov.it/comunicato/28573