Museo dei dolmen

Museo dei dolmen Preistoria e protostoria del Mediterraneo e dell'Europa Occidentale I dolmen: monumenti megalitici della preistoria, sedi dei culti astronomici dei nostri avi.

Abbiamo scelto questo particolare monumento per un sito che raccolga, come in un museo, articoli, descrizioni e immagini delle più recenti e suggestive scoperte della preistoria e della protostoria del Mar Mediterraneo e dell'Europa occidentale.

05/05/2026

Nuove scoperte archeologiche ci ricordano qualcosa che facciamo ancora fatica ad accettare: il Paleolitico non era l’infanzia rozza dell’umanità.

Le recenti ricerche sulle incisioni di Grotta Romanelli mostrano comunità capaci di rappresentare animali, simboli e figure umane con una complessità che parla di memoria, immaginazione e visione del mondo.

Per troppo tempo abbiamo raccontato il Paleolitico come un’epoca di pura sopravvivenza: uomini a caccia, donne in attesa, esistenze interamente assorbite dai bisogni primari.

Ma le evidenze raccontano altro.

Raccontano esseri umani già immersi nel simbolico. Comunità che osservavano, interpretavano, trasmettevano significati. Popolazioni capaci di costruire relazioni profonde con il paesaggio, gli animali, il tempo.

Forse il nostro errore più grande è stato guardare al passato con il pregiudizio del progresso: immaginare che “prima” significasse necessariamente “meno”.

Nel Paleolitico è già presente una sofisticata intelligenza relazionale e simbolica che non abbiamo saputo leggere.
per approfondire: https://www.preistoriainitalia.it/2021/11/05/nuove-scoperte-a-grotta-romanelli-in-puglia/
https://www.preistoriainitalia.it/scheda/grotta-romanelli-castro-le/

09/04/2026

Feliz cumpleaños a Antonio Carmona Mimoso avec sa photo du dolmen Zafra III dans l'Ayuntamiento de Valencia de Alcántara : https://www.megalithic.co.uk/article.php?sid=13730
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09/04/2026
In una boscaglia poco fuori del paesino di Bomarzo esiste una piramide misteriosa, sulla cui funzione non possono farsi ...
17/03/2026

In una boscaglia poco fuori del paesino di Bomarzo esiste una piramide misteriosa, sulla cui funzione non possono farsi che congetture.

La piramide di Bomarzo. Il paesino di Bomarzo, tra Orvieto e Viterbo, è famoso soprattutto per il “parco dei Mostri”. La villa, cioè, costellata di statue mostruose che il suo ideatore, Vicino Orsini, realizzò nel XVI secolo. Più all’esterno del paese, in mezzo a una boscaglia e a valloni ...

27/01/2026

Sur le site de la Métairie-Neuve, dans la Ville de Carhaix, Kêr Garaez en Carhaix Poher Tourisme, une trentaine de sépultures de l’âge du Bronze ont été mises au jour, sur une bande de 200 mètres de long. « On a découvert quelques restes de cercueils en bois et quelques “coffres” en ardoises. On sait que ces tombes étaient recouvertes de terre et formaient de petits tumulus. Certaines sont regroupées en plusieurs ensembles. Les études à venir permettront peut-être de déterminer s’il s’agissait de regroupements familiaux. Il y a aussi des fours à pierres chauffées à proximité et qui servaient probablement lors de rites funéraires. »
Un lien avec le tumulus monumental de Goasseac’h, découvert en 2019, et distant de seulement quelques centaines de mètres de là ? « Goasseac’h est plus ancien de 1.000 ans, et on n’a rien ici, en tout cas pour le moment, qui date de cette époque. Cependant, il est possible que le tumulus ait été considéré comme sacré et qu’il ait agrégé autour de lui d’autres lieux de sépultures comme celui-ci. »
Quelques objets, datant de l’âge du Bronze, même s’ils ne sont pas nombreux, ont été retrouvés. « On a notamment découvert quatre céramiques dans les tombes ainsi qu’un pic en bois de cerf. Il y a également quelques objets en pierre à étudier, comme un petit marteau métallurgiste. Pour cette période, on n’a pas de vestiges de maisons, mais des éléments dont on se dit qu’ils seraient peut-être en lien avec l’industrie métallurgiste. » Plus rare encore, du fait de l’acidité du sol breton qui ne favorise pas la conservation des matières organiques, les archéologues ont mis au jour quelques éléments osseux préservés de l’âge du Bronze dans une des tombes : https://www.lepoher.fr/pres-de-5-000-ans-dhistoire-sur-le-site-de-la-metairie-neuve-a-carhaix de Le Poher

18/01/2026

Nell’area delle Terme di Sorano, in Maremma toscana, è stata scoperta una struttura in pietra risalente al Neolitico, databile tra il 4495 e il 4335 a.C. Questo importante ritrovamento, frutto di uno scavo archeologico autorizzato dal Ministero della Cultura e tuttora in corso, testimonia l’utilizzo delle acque termali già in epoca preistorica e rappresenta una delle più antiche tracce di frequentazione umana del sito.

La scoperta è avvenuta all’interno di una vasta cavità scavata nel travertino, che si estende per circa 320 metri quadrati e raggiunge una profondità di 3,60 metri dal piano di campagna. Questa cavità si trova sopra il “Bagno dei Frati”, una vasca termale storica del XV secolo, un tempo utilizzata dai religiosi della pieve di Santa Maria dell’Aquila.

Durante la prima campagna di scavo, iniziata nel luglio 2024, la rimozione dello strato superficiale di humus ha portato alla luce un ingresso a imbuto con tre gradini scavati direttamente nella roccia. Un saggio stratigrafico interno, approfondito fino a circa 2,50 metri, ha rivelato, sul fondo della cavità, una struttura ellissoidale di 2,60 x 2,20 metri, costruita con blocchi di travertino e tufo disposti su più livelli. All’interno della struttura si trovava un riempimento di piccole pietre, mentre all’esterno erano presenti massicciate perimetrali.

Durante gli scavi è stata scoperta anche una falda di acqua termale antica, mai documentata prima in quella zona. Le analisi al radiocarbonio (C14) effettuate su frammenti di carbone rinvenuti a contatto con le pietre della struttura ne hanno confermato la datazione in piena età neolitica. Questa datazione è coerente con il ritrovamento di manufatti litici e frammenti di ceramica, che suggeriscono un utilizzo delle acque termali sia per scopi salutari che, probabilmente, anche cultuali.

Sebbene una parte consistente della cavità debba ancora essere esplorata, i dati raccolti finora evidenziano l’eccezionale valore scientifico del sito e il suo contributo alla comprensione del Neolitico in Italia, in particolare per quanto riguarda il rapporto tra le comunità umane e le sorgenti termali.

Fonte: https://cultura.gov.it/comunicato/28573

17/01/2026
09/01/2026

ROTTA DELL'OSSIDIANA
Plinio la chiamò lapis obsianus o obsidianus in onore di un certo Obsius o Obsidius, che citò la pietra per primo in alcune zone dell'Etiopia (dove effettivamente vi sono le fabbricazioni più antiche risalenti a 1,2 milioni di anni fa a Melka Kunture).
La sua massima diffusione è tra 10000 e 6000 a.C.

In particolare, il sito del Monte Arci in Sardegna, ex vulcano oggi inattivo, è uno dei luoghi più importanti per il traffico della pietra in antico, chiamata "perda crobina" (pietra corvina) nell'isola. La zona occidentale del Mediterraneo veniva rifornita anche da altre località importanti, poste in senso circolare, a Palmarola, a Lipari, a Pantelleria.

Ma come viaggiavano queste merci? Ebbene esistevano già primordiali sistemi di spostamento in mare, ovviamente lungo costa e mai in alto mare (se non per brevi distanze), spostandosi nelle isole più vicine fino a raggiungere la terraferma. Dalla Sardegna ad esempio si prendevano le vie che dalla Corsica portavano in Francia, Spagna e verso la Toscana.

Esistevano delle imbarcazioni già in epoca remotissima come il 6000 a.C. Ne abbiamo testimonianza dalla piroga in legno di 9 metri e mezzo conservata perfettamente nel villaggio neolitico in località La Marmotta a Roma, di cui una ricostruzione fedele si trova nel Museo di Pau.

L'uso dell'ossidiana non si esaurirà neanche con la scoperta dei metalli, come testimoniano i ritrovamenti in contesti nuragici. Dal colore unico, il suo utilizzo sarà anche sacrale (pensiamo a "su coccu", gioiello usato per scacciare le influenze negative o il malocchio, fatto talvolta in onice nera ma anche in ossidiana).

Per le vacanze di Natale, regala e fatti regalare: "Gli antenati che vennero dal mare. Migrazioni e culture nella preist...
05/12/2025

Per le vacanze di Natale, regala e fatti regalare: "Gli antenati che vennero dal mare. Migrazioni e culture nella preistoria d’Italia" Compralo cliccando qui sotto:

Posta al centro del Mediterraneo e con una conformazione tale da formarvi quasi uno sbarramento; con uno sviluppo costiero peninsulare di 4.000 chilometri e di 3.500 delle sue isole maggiori; separata...

04/12/2025

Un flusso costante di pellegrini spirituali, composto soprattutto da donne, visita i templi dell’isola e i musei che custodiscono le formose "veneri steatopigie", simboli preistorici di creazione e rinascita.

Indirizzo

Via Del Fontanile Arenato, 162
Rome
00163

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