06/03/2026
Ancora una splendida esperienza il corso che abbiamo tenuto ieri 5 marzo 2026 a Firenze insieme alla collega Sonia Middei, dedicato alla gestione dei conflitti in ambito sanitario.
Medici, infermieri e operatori della salute sono sempre più esposti ad aggressioni verbali – e talvolta fisiche. Da cosa nasce tutto questo?
Le cause, purtroppo, sono molteplici: carenza di personale, liste d’attesa interminabili, stress strutturale, aspettative irrealistiche dei pazienti, poco tempo da dedicare all’ascolto… e l’elenco potrebbe continuare.
Non sorprende quindi che, negli ultimi anni, il numero di controversie legali, denunce e atti giudiziari tra personale sanitario e pazienti si sia quintuplicato.
Eppure una delle soluzioni è nota da tempo e supportata da centinaia di studi: migliorare la qualità della relazione tra professionisti sanitari e pazienti.
Una relazione migliore significa meno conflitti, meno incomprensioni, meno denunce.
C’è però un punto che spesso rimane nell’ombra: la disponibilità a mettere in discussione le proprie competenze comunicative per prevenire e gestire situazioni difficili.
E proprio perché il tempo dedicabile all’ascolto è sempre più limitato, diventa fondamentale lavorare sulla qualità dell’ascolto stesso.
L’ascolto attivo è un’arte. Come ogni abilità, può essere allenata e potenziata.
Eppure la maggior parte dei professionisti sanitari non ha mai avuto accesso a una formazione strutturata su questi temi.
Esistono diversi modelli comunicativi—come il REACT, l’Analisi Transazionale, il Messaggio‑Io e molti altri—che possono supportare in modo concreto i professionisti sanitari nella gestione dei conflitti, spesso generati dalla difficoltà ad accogliere e interpretare correttamente le obiezioni espresse dai pazienti.
In questo corso, i partecipanti hanno acquisito competenze e strumenti per trasformare tali obiezioni in occasioni di dialogo e in opportunità per rafforzare l'alleanza terapeutica e relazionale.
Per questo va riconosciuto un grande merito ai partecipanti di ieri – in prevalenza neurologi – che hanno mostrato motivazione, apertura e un autentico desiderio di migliorare la propria capacità di affrontare momenti complessi, soprattutto quando ci si trova davanti a pazienti non sempre rispettosi o collaborativi.
Sonia ed io siamo davvero fieri di svolgere questa professione che, oltre a essere profondamente gratificante, sentiamo come un autentico atto di responsabilità sociale.
Al prossimo incontro allora... 😊