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Cosa significa davvero rigenerare un quartiere? Siamo stati a  , nei quartieri di Ponticelli e San Giovanni a Teduccio, ...
23/09/2026

Cosa significa davvero rigenerare un quartiere? Siamo stati a , nei quartieri di Ponticelli e San Giovanni a Teduccio, per visitare due progetti di trasformazione dell'edilizia residenziale pubblica: i e

Due storie diverse, accomunate da decenni di difficoltà abitative, dalla mobilitazione degli abitanti e dalla necessità di ripensare spazi, edifici e servizi a partire dalle esigenze delle comunità.

Rigenerare significa intervenire sulle condizioni abitative, rendere le case più sicure ed efficienti, costruire spazi accessibili e garantire alle persone la possibilità di continuare a vivere nel proprio quartiere. È una questione che riguarda il diritto alla casa e alla salute, che in Italia non può più essere rimandata.

Sono temi che seguiamo a livello nazionale ed europeo nell'ambito della campagna , di cui MIRA fa parte, insieme a organizzazioni impegnate sui temi della casa, dell'ambiente e della salute.

Siamo tornati da entusiasti di aver conosciuto questi progetti, le persone che li stanno portando avanti e le storie di vita che li attraversano.

Nei prossimi contenuti: interviste, approfondimenti e un articolo per conoscere meglio i due progetti, le loro comunità e cosa ci raccontano sul futuro dell'edilizia pubblica in Italia.

Ieri, nell’ambito della campagna   abbiamo organizzato a   una giornata di visita a due importanti progetti di rigeneraz...
18/09/2026

Ieri, nell’ambito della campagna abbiamo organizzato a una giornata di visita a due importanti progetti di rigenerazione urbana ed efficienza energetica: i Bipiani di Ponticelli e la Taverna del Ferro, a San Giovanni Teduccio.

Nati entrambi come soluzioni temporanee dopo il terremoto del 1980, a oltre 40 anni di distanza sono diventati luoghi in cui si sono succedute generazioni di abitanti, trasformandosi nel tempo da sistemazioni temporanee a vere e proprie case.

Oggi, dopo anni di richieste e mobilitazioni da parte dei residenti e anche grazie ai fondi , è in corso un percorso di rigenerazione che permette alle famiglie di rimanere nel proprio quartiere: prima vengono costruite le nuove abitazioni, poi i residenti si trasferiscono e si procede con la demolizione del vecchio insediamento.

Un progetto pensato per trasformare questi luoghi senza sradicare chi li abita.

Le nuove case integrano efficienza energetica, energia solare, pompe di calore e sicurezza sismica, insieme a spazi comuni, una biblioteca, spazi per bambini e aree dedicate alle persone con disabilità.
In totale, saranno oltre 450 le nuove abitazioni previste, insieme a spazi condivisi, aree verdi ed edifici a basso consumo energetico, in un percorso di trasformazione in cui, in entrambi i progetti, è stato centrale il ruolo delle realtà che negli anni si sono organizzate, hanno fatto sentire la propria voce e contribuito a orientare le scelte, portando dentro i nuovi progetti le esigenze e i bisogni di chi vive questi spazi ogni giorno.

Comune di Napoli Napoli Est - VI Municipalità di Napoli: San Giovanni, Barra, Ponticelli Comitato di lotta Ex Taverna Del Ferro

Abbiamo scritto al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per avere aggiornamenti sul Piano nazionale di r...
14/09/2026

Abbiamo scritto al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per avere aggiornamenti sul Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici. Mancano infatti meno di quattro mesi alla scadenza (31 dicembre 2026), entro cui l’Italia dovrà adottare il Piano previsto dalla Direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici ( ).

Ad oggi, però, non è stata pubblicata una bozza né avviata la consultazione pubblica prevista dalla Direttiva.

Con la nostra lettera chiediamo al di pubblicare il documento preliminare, avviare una consultazione reale e partecipata e garantire il coinvolgimento della società civile, dei territori e dei soggetti che rappresentano le famiglie vulnerabili.

Il Piano sarà imprescindibile per orientare la riqualificazione del patrimonio edilizio italiano e affrontare anche il problema della

Abbiamo inviato una lettera al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, per avere aggiornamenti e chiarimenti rispetto al Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici e, in particolare, a come il Ministero intenda assicurarne l’adozione entro il termine del 31 dicembre 2026. Di...

Ridurre la dipendenza da carbone, petrolio e gas significa anche proteggere famiglie e imprese dalla volatilità dei prez...
03/09/2026

Ridurre la dipendenza da carbone, petrolio e gas significa anche proteggere famiglie e imprese dalla volatilità dei prezzi dell’energia e dagli shock geopolitici. E, le crisi in Medio Oriente e gli eventi climatici di questa estate dimostrano quanto sia costoso continuare a dipendere dalle fonti fossili.

Eppure, secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), i sussidi globali ai combustibili fossili potrebbero raggiungere nel 2026 circa 1.100 miliardi di dollari, fino a 1.430 miliardi nello scenario di un petrolio a 110 dollari al barile. Risorse che rischiano di comprimere gli investimenti in sanità, istruzione, infrastrutture e transizione energetica.

L’Europa sta cercando di ridurre questa dipendenza attraverso elettrificazione e rinnovabili. Nel 2025 l’UE ha importato combustibili fossili per circa 340 miliardi di €, esponendo l’economia alle variazioni dei prezzi internazionali e agli shock geopolitici. Il Piano d’azione europeo per l’elettrificazione punta a portare l’elettricità dal 23% al 46% dei consumi energetici finali entro il 2040, con un possibile risparmio fino a 260 miliardi di € l’anno sulle importazioni di combustibili fossili.

Anche l’Italia deve intervenire sulla destinazione delle risorse pubbliche. Nel 2024 i sussidi alle fonti fossili hanno raggiunto 19,6 miliardi . Spostare progressivamente queste risorse verso rinnovabili, efficienza energetica e reti può ridurre la dipendenza dalle importazioni e l’esposizione di famiglie e imprese alle oscillazioni dei prezzi dell’energia.

Oggi, 31 agosto, si chiude il  Scade oggi il termine per completare i progetti in corso e la relativa documentazione. È ...
31/08/2026

Oggi, 31 agosto, si chiude il
Scade oggi il termine per completare i progetti in corso e la relativa documentazione. È il momento di fare il punto su quanto è stato realizzato, quanto resta da verificare e cosa succederà dopo.

Qualche numero…dagli ultimi dati disponibili (1° luglio), risultano 503.641 progetti conclusi, il 74,9% del totale. In termini economici, però, quei progetti rappresentano solo il 23,7% delle risorse. Mentre, sul fronte dei traguardi europei, al 30 giugno, erano stati rendicontati 70 dei 159 obiettivi previsti per la decima rata.
Nel frattempo, l’ottava revisione del Piano ha portato a una rimodulazione di €2,5 miliardi, spostando risorse da interventi che non avrebbero raggiunto i target nei tempi previsti verso misure con maggiore capacità di assor bimento. Tra queste, anche circa €232 milioni di interventi ambientali, riconfermando la come la missione più difficile da attuare.

Cosa ci aspettiamo? Nei prossimi mesi sarà importante capire non solo quanti progetti risultino formalmente conclusi, ma quali risultati siano stati effettivamente raggiunti, quante risorse siano state spese e quali interventi siano rimasti fuori dal Piano o siano stati ridimensionati.
Ricordiamo che, al PNRR non è possibile concedere proroghe e che la chiusura amministrativa del PNRR non coincide necessariamente con la valutazione dei suoi risultati. Per quella serviranno dati, verifiche e trasparenza anche oltre la scadenza di oggi.

Dentro il PNRR: gli ultimi mesi, spiegati bene Questo articolo è parte di una rubrica di MIRA Network dedicata agli ultimi mesi del PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Entro il 31 agosto 2026, l’Italia dovrà aver completato tutti gli obiettivi e i traguardi del Piano, condizione ne...

Dal 16 al 18 ottobre ci vediamo a Iglesias per  !Tre giorni di laboratori, confronto e progettazione partecipata per imm...
27/08/2026

Dal 16 al 18 ottobre ci vediamo a Iglesias per !
Tre giorni di laboratori, confronto e progettazione partecipata per immaginare insieme una transizione energetica più giusta, democratica e costruita a partire dai territori.

Insieme a Transistor Community, abbiamo pensato questo appuntamento per associazioni, comitati, collettivi, movimenti e per tutte le persone che ogni giorno si impegnano sui temi dell'ambiente, della giustizia sociale, della partecipazione, dei diritti, della pace, dell'inclusione e della rigenerazione dei territori.

Sarà un'occasione per incontrarsi, condividere esperienze e trasformare idee in proposte concrete, mettendo in rete competenze, energie e bisogni delle comunità locali.

📍 Quando: 16–18 ottobre 2026
📍 Dove: Palazzo Bellavista, ex villaggio minerario di Monteponi,

Se arrivi da fuori, faremo il possibile per supportare l'accoglienza nelle notti del 16 e del 17 ottobre.

Ti piacerebbe collaborare a un progetto di partecipazione dal basso, in cui confrontarsi e progettare un cambiamento reale e duraturo in ambito ecologico, climatico e sociale, che nasca dal territorio, per il territorio? Questa è l’occasione giusta per te! CANDIDATI ORA! transistor, la community ...

Cosa è successo al progetto della Funivia dei Forti? L’opera da 40,5 milioni di euro (di cui 20 milioni inizialmente pre...
25/08/2026

Cosa è successo al progetto della Funivia dei Forti? L’opera da 40,5 milioni di euro (di cui 20 milioni inizialmente previsti da ) nata per collegare il porto di a Forte Begato passando per il Lagaccio. Nel corso dell’iter, però, sono emerse criticità legate soprattutto al modo in cui il progetto è stato definito e al coinvolgimento di chi quel territorio lo abita.

Il progetto è oggi ricondotto al Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari ( ) e finanziato con risorse statali, quindi nel rispetto del principio . Originariamente prevedeva 2,5 chilometri di tracciato e quattro piloni, uno alto 65 metri nel Lagaccio, area a forte rischio idrogeologico, nonostante ciò non è stato sottoposto alla VIA. Da qui, associazioni e cittadini hanno avviato mobilitazioni e ricorsi al TAR, che hanno poi confermato criticità legate agli aspetti geologici, paesaggistici e al rapporto con il trasporto pubblico, contribuendo alla revisione del progetto.

Con la variante Granarolo, approvata a maggio, il sorvolo del Lagaccio viene abbandonato: il nuovo tracciato collega Principe, la cremagliera di Granarolo e Forte Begato, con lo Sport Park nell’area Granarolo-Begato. Il percorso aereo scende a circa 1,4 chilometri, con una riduzione anche dei costi.

Per noi, però, il punto non è solo quale tracciato verrà realizzato, ma come si decide un’opera che trasforma un territorio. Il caso della mostra quanto sia importante coinvolgere cittadini, associazioni, società civile, istituzioni ed enti competenti fin dalle prime fasi, perché partecipazione e monitoraggio possono aiutare a individuare criticità, migliorare i progetti e prevenire conflitti, ricorsi e costi aggiuntivi.
Ne parliamo qui 👇

Dentro il PNRR: gli ultimi mesi, spiegati bene Questo articolo è parte di una rubrica di MIRA Network dedicata agli ultimi mesi del PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Entro il 31 agosto 2026, l’Italia dovrà aver completato tutti gli obiettivi e i traguardi del Piano, condizione ne...

Il TAR del Lazio ha annullato la valutazione di impatto ambientale del porto turistico-crocieristico di   – Isola Sacra,...
20/08/2026

Il TAR del Lazio ha annullato la valutazione di impatto ambientale del porto turistico-crocieristico di – Isola Sacra, accogliendo il ricorso presentato da associazioni e cittadini e rilevando che il Comune non aveva titolo per presentare l'istanza di VIA e che nel procedimento mancavano l'autorizzazione paesaggistica e il parere dell'Autorità di Bacino.

La sentenza è un risultato importante per il lavoro portato avanti dalla società civile. Il coordinamento Tavoli del Porto, insieme ad associazioni, tecnici e professionisti, ha analizzato la documentazione, presentato osservazioni e contribuito a mettere in evidenza alcuni dei profili che hanno poi trovato riscontro nella decisione del TAR.

Per chi si occupa di partecipazione civica e tutela del territorio, questa sentenza offre indicazioni che possono essere rilevanti anche in altri contesti. Le motivazioni del TAR possono infatti avere un valore anche per altre grandi opere e trasformazioni delle coste italiane.

Nell'articolo abbiamo ricostruito i passaggi della sentenza, il percorso seguito dalle associazioni e le implicazioni che questa decisione può avere anche in altri contesti.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha annullato il decreto con cui il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), di concerto con il Ministero della Cultura, aveva dato il via libera ambientale al porto turistico-crocieristico di Fiumicino – Isola Sacra. La sente...

Riqualificare gli edifici italiani è una delle grandi sfide dei prossimi anni. Ma per trasformare obiettivi e risorse in...
18/08/2026

Riqualificare gli edifici italiani è una delle grandi sfide dei prossimi anni. Ma per trasformare obiettivi e risorse in cantieri non bastano solo i finanziamenti.

In questo percorso le Regioni hanno un ruolo fondamentale: sono il collegamento tra le strategie nazionali ed europee e il lavoro quotidiano di Comuni e amministrazioni locali. Ed è proprio dal loro punto di vista che emergono alcune delle principali criticità, dalle procedure ancora troppo complesse alla necessità di rafforzare le competenze tecniche e il coordinamento tra chi pianifica gli interventi e chi li mette in pratica.

Per approfondire questi aspetti abbiamo realizzato il report "Edifici, fondi pubblici e territori: le Regioni italiane e il Piano nazionale di ristrutturazione edilizia" che raccoglie esperienze e prospettive delle amministrazioni regionali, evidenzia ciò che sta funzionando e mette a fuoco le sfide ancora aperte per rendere la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio più efficace nei prossimi anni.

La riqualificazione energetica degli edifici è una delle sfide più urgenti che l’Italia deve affrontare, e nel 2026 si avvicinano due scadenze vincolanti: entro fine maggio il governo è chiamato a recepire la Direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD), e entro dicembre ...

La Liguria sta affrontando una fase di trasformazione che coinvolge infrastrutture portuali, mobilità e reti energetiche...
13/08/2026

La Liguria sta affrontando una fase di trasformazione che coinvolge infrastrutture portuali, mobilità e reti energetiche.
Ma, osservando questi interventi nel loro insieme viene spontaneo chiedersi come vengano valutati. L'attenzione si concentra soprattutto sui tempi di realizzazione o trova spazio anche la qualità dei processi decisionali, della partecipazione e delle valutazioni ambientali?

Per approfondire questi temi abbiamo analizzato alcuni dei principali progetti in Liguria utilizzando i criteri che guidano il nostro lavoro: trasparenza, partecipazione, valutazione degli impatti, coerenza ambientale e rispetto del principio DNSH.

Dai casi analizzati emergono alcuni aspetti ricorrenti: informazioni difficili da reperire, percorsi di partecipazione spesso limitati, valutazioni ambientali che non sempre restituiscono un quadro completo e procedure orientate ad accelerare la realizzazione degli interventi.

L'analisi richiama l'attenzione anche su temi che continuano a ricevere poco spazio, come la sicurezza del territorio, la riconversione industriale, lo sviluppo delle energie rinnovabili e il coinvolgimento delle comunità.

Nel carosello i risultati dell'analisi e al link per approfondire: https://miranetwork.org/news/liguria-la-qualita-grandi-opere/

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