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MIRA favorisce la partecipazione attiva di associazioni e comunità locali nella programmazione e gestione dei fondi europei promuovendo la trasparenza e l'accountability delle parti politiche tramite l'advocacy presso istituzioni europee e nazionali

Nell'ultima puntata della rubrica settimanale   abbiamo parlato del nuovo bilancio dell'Unione Europea 2028-2034 ( ) i c...
21/05/2026

Nell'ultima puntata della rubrica settimanale abbiamo parlato del nuovo bilancio dell'Unione Europea 2028-2034 ( ) i cui negoziati, tra governi nazionali e istituzioni europee, sono in corso per definire le priorità di spesa del prossimo periodo di programmazione.

Abbiamo presentato le Raccomandazioni su 7 aree prioritarie che, insieme a una cordata di organizzazioni della società civile, chiediamo al governo italiano di sostenere nelle negoziazioni in corso a . In particolare su: transizione energetica, tutela della , inclusione sociale e cooperazione allo sviluppo con i Paesi terzi.

Ne abbiamo parlato insieme a Nicola Morganti, Presidente di Concord Italia e a Mattia Ciampicacigli - Direttore Nuova Verde Ambiente.

Grazie a Teleambiente per l'ospitalità

Torna con nuovi stimoli e prospettive “QuoVadis”, il programma realizzato in collaborazione con l’associazione VAS – Verdi, Ambiente e Società, pronto a inau...

Manca meno di un anno alla scadenza definitiva del PNRR: entro il 31 agosto 2026 l’Italia dovrà completare tutti gli obi...
21/05/2026

Manca meno di un anno alla scadenza definitiva del PNRR: entro il 31 agosto 2026 l’Italia dovrà completare tutti gli obiettivi, senza possibilità di proroghe. Il problema è il tempo: oltre un quarto dei 614 traguardi è concentrato negli ultimi mesi, con il rischio di ingorghi amministrativi, soprattutto a livello locale.

Il PNRR vale 194,4 miliardi di euro e resta il più grande piano europeo, ma le revisioni hanno inciso sulle ambizioni ambientali. La quota “verde”, inizialmente al 40%, è scesa al 37,1% dopo l’ultima revisione, motivata dal Governo con la necessità di rispettare le scadenze.

La Missione 2 (Rivoluzione verde e transizione ecologica) conta quasi 20 miliardi, ma la spesa effettiva supera di poco il 15%, segno di ritardi autorizzativi e difficoltà progettuali.

Particolarmente colpite le Comunità Energetiche Rinnovabili: da 2,2 miliardi iniziali si è passati a 795 milioni (-64%). Un taglio che rischia di frenare una delle leve più partecipative della transizione energetica, proprio mentre le richieste superano già gli obiettivi previsti.

Leggi l’analisi di MIRA Network 🔗 https://ilpassogiusto.eu/pnrr-e-transizione-energetica-progressi-ritardi-e-criticita/

Rivediamo  l'ultima puntata di 𝐐𝐮𝐨 𝐕𝐀𝐝𝐢𝐒, rubrica settimanale a cura di VAS ospite della trasmissione "𝐴 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜" di...
20/05/2026

Rivediamo l'ultima puntata di 𝐐𝐮𝐨 𝐕𝐀𝐝𝐢𝐒, rubrica settimanale a cura di VAS ospite della trasmissione "𝐴 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜" di Teleambiente .

➡️ Nel pieno dei negoziati sul nuovo bilancio dell’Unione Europea 2028-2034, governi nazionali e istituzioni europee sono chiamati a decidere come verranno investite le risorse che segneranno il futuro del continente. Un confronto strategico che tocca temi cruciali: , tutela della , inclusione sociale, sviluppo sostenibile e cooperazione internazionale.

📑 In questa puntata di 𝐐𝐮𝐨 𝐕𝐀𝐝𝐢𝐒, realizzata in collaborazione conMIRA , seguiamo da vicino il dibattito politico ed economico che attraversa l’Europa, dando voce a istituzioni, esperti e rappresentanti della società civile organizzata, protagonisti di un confronto sempre più acceso sulle priorità da finanziare nei prossimi anni.

📈 Tra analisi, testimonianze e approfondimenti, il racconto televisivo esploriamo le scelte che determineranno non solo l’utilizzo dei fondi europei, ma anche il modello di sviluppo, solidarietà e sostenibilità dell’Europa del futuro.

🗣 Mattia Ciampicacigli , Direttore Nuova Verde Ambiente
𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐂𝐀𝐍𝐀𝐋𝐈, Policy and Project Coordinator Mira Network
𝐍𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐌𝐎𝐑𝐆𝐀𝐍𝐓𝐈, Presidente Concord Italia

📺 𝐐𝐮𝐨 𝐕𝐀𝐝𝐢𝐒, è la rubrica a cura di 𝐕𝐀𝐒 in collaborazione con , all'interno del programma "A tutto mondo".

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Torna con nuovi stimoli e prospettive “QuoVadis”, il programma realizzato in collaborazione con l’associazione VAS – Verdi, Ambiente e Società, pronto a inau...

Il   mette a disposizione dell'area ionica di   circa 800 milioni di euro per accompagnare l'uscita dalla dipendenza dal...
19/05/2026

Il mette a disposizione dell'area ionica di circa 800 milioni di euro per accompagnare l'uscita dalla dipendenza dalla grande industria siderurgica. Le risorse europee, dopo un lungo periodo di programmazione, stanno trovando forma in progetti e bandi.

Tra gli interventi in programma c'è Filiere Verdi: 33 milioni di euro per bonificare novanta ettari di terra compromessa dall'industria, piantando alberi. Pioppi, paulonie, canapa, ricino...specie vegetali capaci di assorbire gli inquinanti dal suolo, lentamente, attraverso le radici. Un processo lungo, ma che dovrebbe restituire quei terreni a usi agricoli.

Anche sul Mar Piccolo qualcosa si muove con il "Sea Hub", progetto da 48 milioni di euro che punta su mitilicoltura, pesca e punti di sbarco: rimettere ordine nell'area, costruire infrastrutture, regolarizzare le attività esistenti e aprire spazio a una blue economy che non cancelli la memoria produttiva del luogo, ma provi a rinnovarla.



Ne parliamo nel nostro articolo

A Taranto il Just Transition Fund (JTF) sta entrando in una fase operativa importante nel percorso di riconversione economica e ambientale del territorio. Dopo anni di programmazione e confronto istituzionale, le risorse europee pensate per accompagnare l’uscita dalla dipendenza della grande indus...

È online il nostro nuovo report "Finanziare l'edilizia sociale nell'UE: standard sociali e ambientali, lacune e buone pr...
14/05/2026

È online il nostro nuovo report "Finanziare l'edilizia sociale nell'UE: standard sociali e ambientali, lacune e buone pratiche" che analizza i principali strumenti di finanziamento pubblici e pubblico-privati dedicati all'edilizia sociale in sei paesi europei: Italia, Francia, Paesi Bassi, Germania, Spagna e Polonia, con un focus sul ruolo di CDP - Gruppo Cassa Depositi e Prestiti e della finanza privata.

A confronto i modelli europei più avanzati per capire come il capitale pubblico possa attrarre in modo sistematico investimenti privati verso l'edilizia sociale e la riqualificazione energetica, traendo insegnamento dai modelli più avanzati come quello olandese, francese e tedesco.

Il patrimonio edilizio italiano, con oltre il 60% degli edifici costruito prima del 1980, è tra i più energivori d'Europa e, con la fine del si aprirà un vuoto di investimento che i bilanci pubblici ordinari non potranno colmare da soli.
Poi chi potrà intervenire?

A partire da questa analisi, il report formula sette raccomandazioni rivolte a Stati membri, banche pubbliche di sviluppo e veicoli di investimento pubblico-privato, per rendere gli strumenti di finanziamento più efficaci, trasparenti e allineati agli obiettivi di decarbonizzazione.

Il report è realizzato in collaborazione con Merian Research

Riqualificare il patrimonio edilizio è una delle sfide più urgenti per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione dell’Unione europea, soprattutto in Italia dove, oltre il 60% degli edifici è stato costruito prima del 1980, e tra il 70 e il 75% delle abitazioni ha una classe energetica E, F...

Continua la rubrica "Dentro il PNRR: gli ultimi mesi, spiegati bene" oggi il focus è sul caso del dissalatore sul fiume ...
12/05/2026

Continua la rubrica "Dentro il PNRR: gli ultimi mesi, spiegati bene" oggi il focus è sul caso del dissalatore sul fiume , impianto da oltre 100 milioni di euro, parzialmente finanziato dal , pensato per garantire acqua a 385mila persone in Puglia.

Sulla carta, un'opera strategica. Nella realtà, uno dei casi più discussi degli ultimi mesi, perché attorno al progetto si sono accumulate domande ancora senza risposta: sulla trasparenza dell'iter decisionale, sul coinvolgimento delle comunità locali, sulla solidità della valutazione ambientale, sul rispetto del principio

Il 3 maggio la Rete Difesa Fiume Tara ha organizzato una marcia nelle aree dei cantieri; il 20 aprile aveva già depositato un ricorso al TAR di Bari, e oggi, 12 maggio, è attesa l'udienza.

Il punto non è solo se il dissalatore si farà e se sì, come. Ma è capire se il sta producendo infrastrutture solide, o decisioni accelerate che lasciano dietro di sé contenziosi, sfiducia e costi ambientali difficili da riassorbire.

Giustizia per Taranto

Dentro il PNRR: gli ultimi mesi, spiegati bene Questo articolo è parte di una rubrica di MIRA Network dedicata agli ultimi mesi del PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Entro il 31 agosto 2026, l’Italia dovrà aver completato tutti gli obiettivi e i traguardi del Piano, condizione ne...

Entro fine mese l'Italia deve recepire la Direttiva sulla prestazione energetica degli edifici e, entro dicembre, deve p...
06/05/2026

Entro fine mese l'Italia deve recepire la Direttiva sulla prestazione energetica degli edifici e, entro dicembre, deve presentare il proprio Piano nazionale di ristrutturazione edilizia. Due scadenze che ricadono sui territori, ma le Regioni non sono finora state coinvolte nella definizione del Piano italiano.

Abbiamo intervistato funzionari e responsabili istituzionali per documentare criticità, bisogni e buone pratiche da sei regioni italiane:
Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Calabria, Basilicata, Lombardia e AESS Emilia-Romagna.

Quello che emerge è un sistema sotto pressione strutturale: risorse insufficienti, procedure complesse, capacità tecnica locale fragile. Ma anche buone pratiche già operative nei territori, che potrebbero diventare modello nazionale.

Leggi il nostro report con le raccomandazioni per il Piano di ristrutturazione:

https://miranetwork.org/report/edifici-fondi-pubblici-regioni-ristrutturazione/

Continua la rubrica "Dentro il PNRR: gli ultimi mesi, spiegati bene", oggi il focus è sulla "partecipazione": cosa avreb...
05/05/2026

Continua la rubrica "Dentro il PNRR: gli ultimi mesi, spiegati bene", oggi il focus è sulla "partecipazione": cosa avrebbe dovuto essere, cosa è stato, e quali aspettative future.

Quando si hanno 194 miliardi di euro da allocare, la qualità delle scelte è strettamente dipendente dalla capacità di intercettare i bisogni reali dei territori, il che rende la partecipazione un elemento fondamentale.

Eppure la partecipazione strutturata di parti sociali e società civile è rimasta, nei fatti, ai margini del processo decisionale e gli attori che avrebbero dovuto essere al tavolo hanno dovuto costruirsi spazi di interlocuzione in modo informale.

Nel nostro articolo anche l'esperienza dell' Civico PNRR, gruppo organizzato della società civile italiana di cui facciamo parte e membro della Cabina di Regia, che negli anni ha portato avanti tentativi di dialogo con le Istituzioni competenti, ma spesso con fatica come lo dimostra l'esclusione dello stesso dal confronto diretto durante l'ultima visita annuale delle Direzioni generali responsabili del Piano italiano.

Questo aspetto nella gestione del Piano, con le sue lacune, diventa oggi un riferimento utile mentre si discute del nuovo bilancio europeo e dell'opportunità di replicare una struttura centralizzata come quella del , vale la pena chiedersi cosa non ha funzionato e perché prima di ricominciare da capo.

Dentro il PNRR: gli ultimi mesi, spiegati bene Questo articolo è parte di una rubrica di MIRA Network dedicata agli ultimi mesi del PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Entro il 31 agosto 2026, l’Italia dovrà aver completato tutti gli obiettivi e i traguardi del Piano, condizione ne...

Nel ciclo 2021–2027 della   di coesione, la revisione di medio periodo ha riaperto la discussione non solo sulla distrib...
28/04/2026

Nel ciclo 2021–2027 della di coesione, la revisione di medio periodo ha riaperto la discussione non solo sulla distribuzione delle risorse, ma anche su come le politiche vengono governate e attuate. Nel nostro nuovo report individuiamo e analizziamo tre priorità per renderla più efficace: riallocazioni, partecipazione e monitoraggio.

Le evidenze mostrano che, oltre all’adattamento a un contesto instabile, restano fragilità che limitano l’impatto dei programmi: un legame debole con i territori, un disallineamento tra priorità europee e scelte di spesa e una difficoltà nel correggere le politiche durante l’attuazione.

La qualità della governance è, ovviamente, fondamentale: il partenariato deve avere un ruolo reale nelle decisioni, la flessibilità deve andare insieme a responsabilità definite e il monitoraggio deve servire a orientare e migliorare le politiche, non solo a rendicontarle.

Il report contribuisce al dibattito sul futuro della politica di coesione, anche in relazione al . Un contributo rivolto a una platea ampia, dalle istituzioni alla società civile, per sostenere una riflessione sulla riforma post-2027 e migliorare i processi in corso.

Nel ciclo della politica di coesione 2021–2027, il cui quadro normativo si estende anche al Just Transition Fund (JTF), la revisione di medio periodo, strumento di flessibilità degli Stati membri per aggiornare ed adeguare i programmi di investimento lungo l’arco della programmazione, è stato ...

Il nostro approfondimento sulla Rete Natura 2000, uno dei sistemi di tutela della natura più estesi al mondo. Nell'artic...
24/04/2026

Il nostro approfondimento sulla Rete Natura 2000, uno dei sistemi di tutela della natura più estesi al mondo. Nell'articolo approfondiamo come e quando nasce, chi riguarda e perché è importante.
Grazie ad AMBIENTE per lo spazio dedicato 🌿

Al link per leggere la rivista completa: https://ambiente.news/wp-content/uploads/rivista/133/ =1

In continuità con il nostro precedente articolo sullo sviluppo e potenziamento dei percorsi di Istruzione Tecnologica Su...
23/04/2026

In continuità con il nostro precedente articolo sullo sviluppo e potenziamento dei percorsi di Istruzione Tecnologica Superiore a , torniamo con un aggiornamento: sono 14 i progetti approvati che riceveranno finanziamento nell’ambito del Just Transition Fund.

Riguardano diversi ambiti del territorio, tecnologia, energia, logistica, biotecnologie, turismo e cultura, e sono rivolti a chi vive a Taranto, in particolare giovani e persone che vogliono rimettersi in gioco.

Sono percorsi che si inseriscono nella fase che la città sta attraversando e puntano a rafforzare competenze e opportunità legate al lavoro e alla trasformazione in corso.

Diamo continuità al precedente contenuto uscito su MIRA, “Sviluppo e potenziamento dei percorsi di Istruzione Tecnologica Superiore a Taranto”, che abbiamo inserito tra i Casi Virtuosi di utilizzo dei fondi pubblici, qui con particolare riferimento al Just Transition Fund (JTF) a Taranto, aggio...

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