03/09/2026
Ridurre la dipendenza da carbone, petrolio e gas significa anche proteggere famiglie e imprese dalla volatilità dei prezzi dell’energia e dagli shock geopolitici. E, le crisi in Medio Oriente e gli eventi climatici di questa estate dimostrano quanto sia costoso continuare a dipendere dalle fonti fossili.
Eppure, secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), i sussidi globali ai combustibili fossili potrebbero raggiungere nel 2026 circa 1.100 miliardi di dollari, fino a 1.430 miliardi nello scenario di un petrolio a 110 dollari al barile. Risorse che rischiano di comprimere gli investimenti in sanità, istruzione, infrastrutture e transizione energetica.
L’Europa sta cercando di ridurre questa dipendenza attraverso elettrificazione e rinnovabili. Nel 2025 l’UE ha importato combustibili fossili per circa 340 miliardi di €, esponendo l’economia alle variazioni dei prezzi internazionali e agli shock geopolitici. Il Piano d’azione europeo per l’elettrificazione punta a portare l’elettricità dal 23% al 46% dei consumi energetici finali entro il 2040, con un possibile risparmio fino a 260 miliardi di € l’anno sulle importazioni di combustibili fossili.
Anche l’Italia deve intervenire sulla destinazione delle risorse pubbliche. Nel 2024 i sussidi alle fonti fossili hanno raggiunto 19,6 miliardi . Spostare progressivamente queste risorse verso rinnovabili, efficienza energetica e reti può ridurre la dipendenza dalle importazioni e l’esposizione di famiglie e imprese alle oscillazioni dei prezzi dell’energia.