31/08/2026
𝟖,𝟕 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐥𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐢𝐧𝐯𝐨𝐥𝐭𝐢. 𝐌𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞? 𝐄, 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨, 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐚𝐜𝐜𝐨?
Il 27 agosto, Manchester Airports Group (MAG), il gruppo che gestisce gli aeroporti di Manchester, London Stansted ed East Midlands, ha comunicato di aver subito un attacco informatico.
Sono stati esposti dati personali relativi a circa 8,7 milioni di clienti, tra cui indirizzi email, numeri di telefono, targhe e codici postali. I dati di pagamento non risultano coinvolti e, secondo quanto dichiarato da MAG, l'incidente non ha compromesso la sicurezza dei passeggeri né quella delle operazioni aeroportuali.
𝐌𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐞̀ 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐧𝐮𝐭𝐨 𝐥’𝐚𝐭𝐭𝐚𝐜𝐜𝐨?
Non sappiamo ancora quale sia stato il punto di ingresso dell'attacco. Ma è proprio questo il punto: la gestione del rischio non consiste nel prevedere un'unica minaccia, ma nell'individuare i diversi punti di esposizione di un'organizzazione, valutare quali eventi potrebbero verificarsi e quali conseguenze potrebbero avere, e definire misure adeguate per prevenirli o limitarne l’impatto.
Può voler dire:
🔹𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐢, attraverso password robuste e uniche e sistemi di autenticazione multifattore;
🔹𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞𝐠𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨, facendo in modo che ogni utente possa accedere solo alle risorse necessarie al proprio ruolo;
🔹𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐢 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐢, così che la compromissione di un ambiente non permetta di raggiungerne facilmente altri;
🔹𝐦𝐢𝐧𝐢𝐦𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐢, riducendo la quantità di informazioni che potrebbe essere esposta in caso di violazione;
🔹𝐦𝐨𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐮𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚, per individuare rapidamente comportamenti anomali e contenere le conseguenze di un incidente.
Nessuna di queste misure, da sola, rende un'organizzazione invulnerabile.
𝐄̀ 𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐞 𝐫𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐨.
È questo l'approccio della 𝐈𝐒𝐎/𝐈𝐄𝐂 𝟐𝟕𝟎𝟎𝟏, che definisce i requisiti per un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni basato sul rischio e orientato alla protezione di confidenzialità, integrità e disponibilità delle informazioni.
E quando un incidente rischia di interrompere le attività, entra in gioco anche la 𝐈𝐒𝐎 𝟐𝟐𝟑𝟎𝟏, che definisce i requisiti per un sistema di gestione della continuità operativa: identificare ciò che è critico, prepararsi alle interruzioni e strutturare la capacità di risposta e recupero.
La sicurezza, quindi, non è una singola barriera. È un sistema.
Un sistema che deve essere 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢, 𝐦𝐚𝐧𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐞 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢𝐚 𝐮𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐚𝐜𝐜𝐨 𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐥𝐨.
La domanda non è soltanto: "Siamo protetti?"
Ma:
"𝐒𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐨𝐦𝐞𝐬𝐬𝐨, 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐥'𝐚𝐭𝐭𝐚𝐜𝐜𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐚 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚𝐫𝐧𝐞 𝐥'𝐢𝐦𝐩𝐚𝐭𝐭𝐨?"